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Fisco

Privacy: cambio di rotta nelle cartelle esattoriali


Regole più stringenti sui dati “sensibili” anche per il Fisco


FTAOnline, Milano 11 Dic 2009 - 14:51

Le cartelle esattoriali dovranno rinnovarsi, per rispondere in maniera più coerente ai dettami della disciplina del trattamento dei dati personali: lo ha stabilito il Garante della privacy con un provvedimento del 7 ottobre, pubblicato il 10 dicembre sulla newsletter dell’autorità di garanzia.

Più trasparenza
Secondo quanto prescritto, nella cartella esattoriale e negli avvisi inviati ai contribuenti dovrà essere necessariamente inserita un’informativa chiara e puntuale che indichi quale organismo ha la competenza per la gestione dei dati personali oggetto della comunicazione in corso. La ratio alla base della norma è quella di rendere più semplice per i contribuenti individuare chi sia l’interlocutore appropriato cui rivolgere le proprie istanze per qualsiasi azione legata al trattamento dei dati (accesso, rettifica, cancellazione e così via).

L’Autorithy ha ritenuto opportuno intervenire sul tema dopo una serie di accertamenti ispettivi sugli accessi all’anagrafe tributaria da parte degli agenti di riscossione e dopo avere individuato una serie di criticità presenti nel servizio.

Riscossione nel caos
La confusione nel campo della riscossione è determinata da una riforma del settore non ancora portata a compimento definitivo. Se fino al 30 settembre 2006 l’attività era affidata a privati, oggi è un compito che rientra nelle responsabilità dell’Agenzia delle Entrate, che lo esercita tramite la sua controllata Equitalia. In questa fase di transizione, che si prolunga forse da un po’ troppo tempo, sono sorti problemi nella gestione dei dati dei contribuenti, portati da una non chiara definizione dei rispettivi compiti dell’Agenzia delle Entrate, di Equitalia e delle società da questa partecipate.

La scure dell’Autorithy, dettando con il provvedimento tempi certi entro cui Equitalia e l’Agenzia delle Entrate dovranno dare compimento alle sue disposizioni, si è abbattuta anche sull’organizzazione delle banche dati e sull’accesso ai loro contenuti. I dati catalogati negli archivi, pertanto, dovranno essere controllati internamente, per garantirne la correttezza, senza allentare le rigide norme di consultazione, che dovranno essere osservate anche da parte dagli enti locali, nel corso delle attività di riscossione delle loro entrate.

 


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