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Fisco

Pressione fiscale: l’Italia dei comuni


Come cambiano le imposte lungo lo Stivale?


FTAOnline News, Milano 29 Ago 2008 - 09:43

La geografia della pressione fiscale è composita quanto il trascorso geo-politico del nostro Paese. Secondo una recente indagine dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre a Milano, infatti, le imposte locali inciderebbero in maniera diversa sui bilanci familiari a seconda della latitudine. Imposte particolarmente onerose si pagherebbero nel capoluogo lombardo, dove si spenderebbero in media 2.016 € pro capite (66 euro in meno rispetto al 2005), contro una media nazionale di 1.469.

Si classificano sul podio dei comuni più costosi anche Pavia (1.947 €), Roma (1.940 €, ben 166 euro in più rispetto al 2005), Bologna (1.929 €), mentre Enna conquista il primato di comune a tasse più leggere con 647 euro.

Secondo l’indagine, dunque, il “peso” della pressione tributaria locale sul portafoglio dei cittadini italiani non è affatto indifferente.

Cosa si intende per pressione fiscale?

I dati estrapolati dalla CGIA di Mestre fanno riferimento alla pressione tributaria locale intesa come rapporto tra la sommatoria delle entrate tributarie versate al Comune, alla Provincia e alla Regione e la popolazione residente. Imposte, ricordiamolo, che ciascun ente locale applica, per legge, ai propri residenti.

Tra le gabelle versate al Comune, ad esempio, troviamo l’Ici, principale fonte di gettito, l’addizionale comunale Irpef e la tariffa per l’asporto dei rifiuti urbani. La Provincia, invece, fa affidamento prioritariamente sull’imposta sulla Rc auto, l’addizionale sulla bolletta dell’Enel e nell’imposta di trascrizione. La Regione, infine, può “giovarsi” della riscossione di una imposta importantissima come l’Irap, della compartecipazione dell’Iva, dell’addizionale regionale sull’Irpef e della compartecipazione sulle accise della benzina.

Le tasse più pagate dagli italiani

A fare la parte del leone nella ‘quota’ di esborsi dei contribuenti, secondo gli esperti della CGIA di Mestre, sono i tributi regionali che incidono sul totale per il 55,8 %; seguiti da quelli comunali (38, 5%) e da quelli provinciali (5, 6%).

Tant’è, numeri alla mano, che la classifica dell’associazione artigiani mestrina non lascia dubbi: il Centro e il Nord ‘vincono’ con le cifre più alte di pressione tributaria del Paese. E così, vicinissimi al podio dei più oberati da tasse e tributi sono i comuni di Torino con una pressione tributaria 1.893 euro procapite, di Mantova  e Rieti (1.874), Como (1.873), Pisa 1.861), Novara (1.858), Sondrio (1.845).

 


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