Cookie
Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.
 
Fisco

Lavoro, Pil e pressione fiscale


La ripresa sarà solo nel 2014.


13 Dic 2012 - 17:26

L’anno 2012 sta per concludersi e i dati diffusi dal centro studi di Confindustria per quanto riguarda lo scenario lavorativo sono allarmanti. Il dato sulla disoccupazione salirà dal 10,6% di quest’anno all’11,8% nel 2013 (12,1% la precedente stima del csc) per arrivare al 12,4% nel 2014. L’anno in chiusura inoltre registra un milione e mezzo di unità di lavoro occupate in meno rispetto alla fine del 2007. Dal picco di fine 2007 alla metà del 2011, infatti, sono state 1,1 milioni le unità perdute e diverranno 1,5 milioni nel terzo trimestre 2013.

Inoltre secondo un’indagine di Manpower, il 2013 sarà caratterizzato da aziende italiane che tagliano il personale. Lo studio rivela che tra gennaio e marzo del prossimo anno si verificheranno tagli del personale e solo il 6% dei direttori del personale avvierà delle selezioni per aumentare l’organico, mentre sono il triplo quelle che hanno già deciso il taglio dei dipendenti. Uno scenario che appare grigio in tutta Italia: infatti non c'è area geografica che mostri un andamento tranquillizzante.

Confindustria inoltre dichiara che la pressione fiscale “rimarrà prossima ai massimi storici e insostenibilmente elevata, specie quella effettiva: 53,9% del Pil nel 2014 tolto il sommerso dal denominatore”.

Nonostante lo scenario negativo, Confindustria vede comunque “segnali di assestamento” e migliora la variazione del Pil per il 2012, prevedendo un calo del 2,1% rispetto al precedente -2,4%, ma la ripresa avverrà solo nel 2014 (+0,6%.). L’Italia è ancora in recessione, “immersa in una profonda contrazione della domanda interna e della produzione”. E’ quanto afferma il Centro studi di Confindustria nell'ultimo rapporto sugli scenari economici.

Infine i consumi delle famiglie cedono il 3,2% quest’anno (il 3,6% pro-capite), “il peggior risultato dal dopoguerra”. Lo conferma il Centro studi di Confindustria aggiungendo che la caduta proseguirà nel 2013 (-1,4%), in peggioramento rispetto alla precedente stima (-1%). Per una stabilizzazione dei consumi si dovrà attendere il 2014 (+0,3%); “ma per abitante - dice il Csc - arretrano ancora, tornando poco sopra i valori del 1997”.

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.

Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.