Cookie
Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.
 
Fisco

Fisco: il nero vale 43,7 miliardi di tasse


Il lavoro sommerso coinvolge quasi tre milioni i lavoratori in Italia.


FTAOnline, Milano 02 Ago 2013 - 16:55

La Cgia di Mestre ha misurato il peso economico del lavoro sommerso presente in Italia. Sono quasi 3 milioni i lavoratori che lavorano in nero e che con le loro prestazioni producono102,5 miliardi di Pil irregolare all’anno. Il fenomeno sottrae al fisco risorse importanti. Le regioni più a rischio sono Calabria, Basilicata e Molise.

Nel dettaglio
La Cgia di Mestre ha quantificato in quasi tre milioni i lavoratori in nero presenti in Italia che producono 102,5 miliardi di Pil irregolare all’anno pari al 6,5% del Pil nazionale, mentre l’incidenza del valore aggiunto da lavoro irregolare su quello regolare è pari al 18,6%. In generale è tutto il Sud a soffrire la presenza dell’economia sommersa: quasi la metà (19,2 miliardi su 43,7 miliardi) del gettito potenzialmente evaso è in capo alle regioni del Sud.

La Cgia ha definito i lavoratori in nero come unità di lavoro standard, ovvero come se ci fossero 3 milioni di persone che per otto ore al giorno eseguono una attività irregolare. Si tratta di una piaga che vede coinvolti milioni e milioni di persone: lavoratori dipendenti che fanno il secondo lavoro; cassaintegrati o pensionati che arrotondano le loro magre entrate, disoccupati che in attesa di rientrare ufficialmente nel mercato del lavoro sbarcano il lunario "grazie" ai proventi di una attività irregolare.

La classifica
La Regione più colpita è la Calabria con un incidenza di nero pari al 18,6% del valore aggiunto da lavoro irregolare sul Pil e presenta 181.100 lavoratori in nero. Questa situazione, secondo l’elaborazione della CGIA, si traduce in 1.375 euro di imposte evase in capo ad ogni singolo residente della Regione Calabria.

Segue la Basilicata che con appena 45.600 unità di lavoro irregolari “produce” un Pil in “nero” che pesa su quello ufficiale per il 14,7%: le tasse che mediamente vengono a mancare in Basilicata per ciascun residente sono pari a 1.174 euro all’anno.

Al terzo posto di questa particolare graduatoria troviamo il Molise: con 27.000 irregolari e un peso dell’economia sommersa su quella ufficiale pari al 14,6%, le imposte non versate per residente sono pari a 1.282 euro all’anno.

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.

Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.