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Fisco

Aumento dell’IVA: da domani rincari


Si prevedono ricadute economiche pesanti.


FTAOnline, Milano 30 Set 2013 - 12:26

Da domani aumenterà l’Iva, un rincaro che sposterà il valore dell’imposta dal 21 al 22%, mentre il prezzo raccomandato della benzina salirà di circa 1,5 centesimi di euro/litro, quello del diesel di 1,4 ed il gpl di 0,7 centesimi.

Nel dettaglio
Se apparentemente può sembrare una situazione di disagio, in realtà - sottolinea Quotidiano Energia - si tratta quasi di un “vantaggio” per i consumatori visto che la bozza del decreto legge che avrebbe dovuto esaminare il Consiglio dei Ministri venerdì prima del precipitare della crisi il governo, prevedeva, a copertura del rinvio, un rincaro delle accise sui carburanti di 2 centesimi al litro per tutto il 2013 e poi di 2,5 fino al 15 febbraio 2015.

Secondo uno studio condotto dalla Cgia di Mestre, l’aumento dell’Iva di un punto porterà ad un aumento annuo per famiglia di 120 euro. Inoltre l’aumento dell’imposta peserà di più sulle retribuzioni più basse e meno su quelle più elevate, intaccando ulteriormente il potere d'acquisto del ceto medio.

Secondo il Codacons l’aumento sarà da 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone a 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi. “Oltre questi effetti diretti, l'aumento dell'Iva produrrà un disastroso effetto domino, con un incremento dell'inflazione, una pesante diminuzione dei consumi e un rincaro generalizzato dei listini al dettaglio, specie nel settore alimentare e dei prodotti trasportati su gomma - afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi - per questo è chiaro a tutti che l’aumento dell’Iva non servirà affatto a far uscire il Paese dalla crisi, ma al contrario sancirà la definitiva caduta economica dell'Italia. Il governo Letta deve quindi emanare un decreto urgente ad hoc per bloccare l'incremento dell'aliquota di ottobre", conclude Rienzi.

L’aumento dell’Iva porterà inevitabilmente a dei rincari, ma da una parte fa bene ai conti pubblici: più di tre miliardi di gettito non preventivati consentiranno di riportare infatti il rapporto tra deficit e Pil al di sotto del 3% e di avere le risorse per la copertura certa delle missioni militari all’estero da qui a fine anno. Si tratta di circa 3-400 milioni. L’altra buona notizia è per chi macina chilometri con le quattro ruote: l’aumento delle accise sulla benzina (2 centesimi subito e 2,5 da gennaio) che avrebbe dovuto servire a finanziare il rinvio dell’Iva, non sarà più necessario.  

Resta ancora da definire il destino della seconda rata dell’IMU il cui pagamento è previsto per dicembre.

 


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