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Fisco

Tasse: almeno sui rifiuti no l’IVA!


Per chi ha pagato l’Iva sui rifiuti è possibile chiedere il rimborso


FTAOnline, Milano 21 Ott 2009 - 12:40

Almeno sui rifiuti si può risparmiare! E’ quanto si apprende a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 24 luglio 2009 che ha stabilito che sia la TIA (Tariffa d’Igiene Ambientale) che la Tarsu (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sono“tasse” e non “tariffe” e non sono quindi assoggettate all’Iva (applicata in bolletta al 10%).

Pertanto tutti coloro che avessero indebitamente pagato l’imposta hanno diritto ad essere rimborsati. Attenzione però: l’esenzione al pagamento dell’Iva si riferisce solamente alle fatture degli ultimi 10 anni.

Come richiedere il rimborso

Il rimborso dell’Iva sulla tassa dei rifiuti è concesso solo per le fatture degli ultimi 10 anni.

In base alle medie tariffarie registrate nell’ultimo rapporto governativo sui rifiuti, il rimborso medio per famiglia in Italia varrebbe circa 360 euro (e fino a 3750 per le imprese).

Per ottenere il rimborso è necessario compilare un modulo ma prima è bene verificare sui bollettini se è stata pagata l’IVA. Se è stata pagata e si desidera il rimborso

  • è necessario allegare al modulo le copie delle fatture dei bollettini pagati
  • se negli ultimi 10 anni è cambiato il gestore del servizio, ovvero si è passati dal versamento al comune a quello all’ente municipalizzato, è necessario inviare due richieste separate per i rispettivi periodi di competenza.

Si ha tempo per fare la richiesta di rimborso fino al 24 luglio 2011 e il comune o gli altri enti a cui avete pagato la Tarsu hanno 90 giorni per rispondere alla richiesta di rimborso. Se non rispondono vale il principio del “silenzio diniego”.

Va detto che più si aspetta a fare la richiesta e più slittano i termini di prescrizione: in pratica entro il 2009 si può chiedere il rimborso fino al 1999, dal 2010 si può fare domanda fino al 2000 e così via...

Come difendersi

E’ probabile che l’Ente possa negare il rimborso dell’Iva o non rispondere. In questo caso si può presentare un ricorso alla commissione tributaria provinciale. Va però precisato che se il valore del rimborso supera i 2.582,28 euro è necessario farsi assistere da un avvocato. Se invece la cifra è inferiore si può fare domanda come singolo contribuente. Il ricorso scatta dopo 60 giorni di tempo dal momento in cui si riceve la risposta negativa dell’ente o dal termine  dei 90 giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso.

 

 

 

 

 

 

 

 


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