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Fisco

Iva agevolata, non solo edilizia


Lo sconto fiscale diventa da temporaneo a permanente.


FTAOnline 02 Apr 2009 - 10:03

L’Italia potrà beneficiare di una riduzione dell’imposta sul valore aggiunto in maniera permanente per quanto riguarda le ristrutturazioni e le riconversioni abitative, che manterranno l’aliquota al 10% anziché al 20%.

Lo fa sapere il ministro dell’economia Tremonti da Bruxelles dove il vertice Ecofin a 27 che sancisce l’iva ridotta per l’eidilizia e i servizi ad alto contenuto di manodopera come richiesto dalla Francia.

«La vecchia norma che sarebbe scaduta nel 2010 diventa eterna», ha spiegato il ministro del Tesoro Giulio Tremonti, che ha osservato: «La conferma dell’Iva edilizia è una buona dote fiscale per la nostra nuova politica edilizia». L’accordo dovrà passare ora al vaglio del vertice europeo dei capi di Stato e di governo.

Cosa prevede l’accordo?

Secondo quanto stabilito a Bruxelles gli Stati membri dell’Ue potranno applicare tassi Iva inferiori rispetto al tetto minimo del 15% a quei servizi che prevedono un forte apporto di manodopera. Tra questi ci sono le riparazioni di biciclette, di scarpe e di oggetti in pelle, l’abbigliamento e i tessuti per la casa (anche per le loro riparazioni e modifiche), la pulizia delle finestre nelle case, i servizi di assistenza a domicilio come gli aiuti domestici, la cura dei giovani, degli anziani, dei malati e dei disabili.

L’elenco comprende anche i parrucchieri e, ciò che è più importante per l’Italia, il restauro e la riparazione di abitazioni private, escludendo però i materiali utilizzati laddove rappresentano una parte importante dei valore del servizio fornito. Infine ci sono i servizi di ristorazione e i libri, anche quelli su Cd-rom.

Il Portogallo, che ha opposto resistenza fino all’ultimo all’accordo, ha ottenuto una riduzione sui pedaggi dei ponti di Lisbona e Cipro sulle bombolette di gas. La questione è sempre stata molto a cuore alla Francia, da quando, nel 2002, l’ex presidente Jacques Chirac promise l’Iva ridotta ai ristoratori. Ora, secondo alcuni, potrebbe passare dal 19,6% al 5,5%. Ma la Germania non ha mai voluto estendere le deroghe e a convincerla, oggi, è stato solo il fatto che le professioni beneficiarie sono poche.

Gli oppositori dell’iva ridotta

La Danimarca, la Repubblica ceca, la Bulgaria, la Lituania e l’Estonia, paesi contrari all’Iva ridotta, hanno fatto una comunicazione aggiuntiva sul tema, ma già nelle conclusioni si legge che «l’Iva ridotta può, a seconda delle circostanze, avere effetti economici positivi e negativi, cosicché delle soluzioni alternative più efficienti devono essere sempre considerate prima che uno Stato membro decida di usare la possibilità di applicare tassi Iva ridotti». Berlino ha rifiutato anche l’ipotesi di una riduzione dell’Iva sui prodotti “verdi”, su cui la Commissione presenterà una proposta ad aprile. Nella riunione dell’Ecofin è stato inoltre dato il via libera ad alcuni programmi di stabilità e di crescita, tra cui quello italiano. Per Tremonti il rapporto della Commissione, approvato dall’Ecofin, è «è fortemente positivo anche rispetto ad altri paesi Ue». Nel corso della conferenza stampa al termine della riunione Tremonti ha spiegato: «Il bilancio della Repubblica italiana per il 2008 chiude bene ed è già molto, nel 2009 vedremo».

 

 

 


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