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Fisco

Italia: salari bassi


Secondo l’Ocse il Fisco soffoca i salari italiani


FTAOnline News, Milano 13 Mag 2011 - 10:33

L’Ocse diffonde la sua classifica sui salari e sul peso della tassazione sul lavoro e i numeri non sorridono all’Italia. Nel nostro Paese si lavora per poco: i salari sono più bassi della media riscontrata nei Paesi Ocse, anche a causa di una pressione fiscale sul lavoro che piazza il BelPaese ai primi posti della relativa graduatoria.

 

Salari, Italia in coda

Il rapporto Taxing wages stilato dall’Ocse non lesina sulle cattive notizie per l’Italia. Secondo i dati, i lavoratori italiani hanno di che lamentarsi: mediamente, il loro lavoro è meno remunerativo rispetto a quello dei lavoratori di moltissimi altri Paesi.

 

Nell’ambito delle nazioni che fanno parte dell’Ocse, lo Stivale occupa posizioni di rincalzo per quanto riguarda il livello dei salari: nel 2010 l’Italia ha guadagnato una posizione (dal 23esimo al 22esimo) ai danni della Grecia, ma confermandosi a livelli ampiamente inferiori alla media.

 

Nello specifico, nel nostro Paese, il salario netto medio di un single senza figli a carico è risultato pari a 25.155 dollari, a fronte di una media Ocse di 26.436 dollari e della media Ue a 15 Paesi di 30.089.

 

Lievemente meglio va per quanto riguarda il salario lordo (35.847 dollari), dove il Belpaese (in 19esima posizione nella classifica) fa meglio della media Ocse (35.576 dollari), ma comunque peggio della media europea (42.755 dollari).

 

Che peso, le tasse!

In linea di galleggiamento per quanto riguarda i salari lordi, quasi a fondo se si considerano le buste paga nette: l’Italia è in questa situazione. Il nodo, dunque, si nasconde nel cuneo fiscale sul lavoro, che secondo i dati raccolti dall’Ocse è sempre più ingombrante.

 

Il peso del Fisco sul reddito da lavoro si comprende se si considera che la differenza tra la cifra pagata dal datore di lavoro e quella che effettivamente rimane nelle tasche del lavoratore in Italia è di «almeno 11 punti superiore» alla media dei Paesi avanzati. In questo speciale campo, il Belpaese – rispetto allo scorso – è salito dal sesto al quinto posto (sorpassando l’Ungheria), in virtù di una pressione fiscale sul reddito da lavoro che ha raggiunto il 46,9%, con un aumento di 0,4 punti percentuali sul 2009.

 

Peggio dei lavoratori italiani, stanno esclusivamente quelli di Belgio (55,4%), Francia (49,3%), Germania (49,1%) e Austria (47,9%).

 

 

 

 


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