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Fisco

Imposte locali, 1.233 euro pro-capite


Attendendo il federalismo municipale, quanto è pesante la pressione tributaria locale?


FTAOnline News Milano 02 Mar 2011 - 10:44

Di recente, il federalismo municipale è spesso al centro del dibattito negli ambienti della politica e della discussione pubblica. Da una distribuzione diversa dei proventi fiscale, i comuni avranno da guadagnarci o, piuttosto, ciò che succederà sarà che gli enti locali innalzeranno la pressione fiscale? Nell’attesa di scoprire quel che riserverà loro il futuro, i contribuenti italiani – come rivela una ricerca della Cgia (Associazione Artigiani Piccole Imprese) di Mestre – le tasse locali le pagano eccome.

 

Lo studio della Cgia

Secondo quanto emerso dalla rilevazione dell’Associazione Artigiani Piccole Imprese di Mestre sul tema, ciascun italiano paga ogni anno 1.233 euro di imposte locali. L’indicatore preso in considerazione dalla Cgia, per valutare il peso dei tributi locali sulle tasche dei contribuenti, assomma le imposte dovute al Come, alla Provincia e alla Regione.

 

Differenze regionali

Se la pressione tributaria locale media è pari a 1.233 euro, lungo lo Stivale – da regione a regione – si incontrano situazioni molto diverse tra loro.

 

In base a quanto rilevato dalla Cgia, infatti, i comuni capoluogo più esosi risultano essere quelli laziali, che si trovano ai primi 5 posti della graduatoria. I più vessati dalle imposte locali sono i contribuenti di Rieti, dal cui portafoglio il Fisco locale preleva 1.934 euro (dati pro capite medi) all’anno. Dietro Rieti, si piazzano Latina (1.899 euro), Frosinone (1.823 euro), Viterbo (1.803 euro) e Roma (1.758 euro).

 

Sul fondo della classifica si trovano tre comuni capoluogo del Sud: Messina (779 euro pro capite), Caltanissetta (711 euro) e Agrigento (672 euro).

 

Il commento della Cgia

A commento dei dati raccolti con l’indagine, Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, ha dichiarato: “Nonostante il forte peso che ricade sulle tasche dei cittadini italiani è utile ricordare che rispetto a 5 anni fa, il livello medio delle tasse locali è diminuito del 14%. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’abolizione dell’Ici sulla prima casa. Appare evidente che nella lettura di questa graduatoria va tenuto conto che nelle realtà dove si versano più tasse, almeno in linea teorica, i livelli di reddito sono tra i più elevati e anche la qualità e la quantità dei servizi offerti sono migliori. Insomma, nei territori più ricchi si paga di più, ma si riceve anche di più”.

 


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