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Fisco

Giovani in ritirata anche nel Fisco


Nel 2010 sono diminuiti i contribuenti con meno di 25 anni


FTAOnline News Milano 16 Mar 2011 - 14:45

Un nuovo numero si aggiunge alle cifre che attestano come la crisi economica abbia calcato la mano particolarmente sui giovani. A confermare i dati riguardo i tassi record di disoccupazione giovanile, arriva la notizia del brusco calo verificatosi nel 2010 – rispetto all’anno precedente – nel numero di contribuenti di età compresa tra i 15 e i 24 anni.

 

Giovani contribuenti: in un anno –10%

Le ultime statistiche sulla disoccupazione giovanile, rilasciate dall’Istat a inizio marzo e relative allo scorso gennaio, parlano di un tasso vicino al 29,4% per quanto riguarda i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni.

 

Secondo le rilevazioni dell’Istat, insomma, un giovane ogni tre sarebbe senza lavoro, numeri che vengono confermati dalla lettura delle dichiarazioni dei redditi 2010 (relative all’anno di imposta 2009). Il Dipartimento delle Finanze, infarmi, conferma che i contribuenti di età inferiore ai 25 anni sono passati dalle 2.004.624 unità delle dichiarazioni 2009 alle 1.802.860 del 2010.

 

In poche parole: sono meno i giovani a lavorare, dunque sono meno quelli che pagano le tasse. Il tutto, ovviamente, incide sulla fiscalità generale del Paese, che ha visto contrarsi la platea di contribuenti dai 41.802.902 del 2009 ai 41.523.054 del 2010. Il che equivale a dire che dei circa 280.000 italiani che non denunciano più un reddito, ben 201.000 hanno meno di 25 anni.

 

Numeri diversi per donne e anziani

Se diminuiscono i contribuenti giovani, in termini percentuali crescono quelli con età superiore ai 64 anni (+0,7%), che – a testimonianza dell’elevata età media del nostro Paese – arrivano a toccare il 30,07% del totale del corpo contribuente.

 

Positiva invece l’interpretazione che è possibile dare dei numeri delle donne contribuenti (ormai il 47,32% dei contribuenti totali): diminuite dello 0,1%, ma comunque in misura meno marcata rispetto agli uomini (scesi dell’1,2%,).

 


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