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Fisco

La pressione fiscale sugli immobili


Quanto incide il fisco?


FTAOnline, Milano 17 Gen 2013 - 12:05

Comprare casa risulta sempre più difficile: la crisi che ormai grava sull’Italia e non solo, ha costretto le banche ad alzare notevolmente egli spread applicati ai mutui e raramente concede il finanziamento.

Inoltre secondo una ricerca condotta da Il Sole 24 ORE in 30 anni di mutuo, il 45% del prezzo dell’immobile finisce in tasse: dall’Ici all’Imu, alle tasse  per l’acquisto a quelle per l’affitto, fino alla nuova Tares. In pratica, dopo 30 anni di tasse ci si può ricomprare la casa. A seconda della tipologia e della collocazione della abitazione, il proprietario spende dai 2800 e i 3800 euro l’anno in tasse.

Quanto incide il Fisco sul mattone?

Secondo i calcoli, si arriva a versare al Fisco in trent’anni fino al 50% del valore della casa: questo perché chi decide di comprare un’abitazione deve fare i conti con le imposte legate all’acquisto dell’immobile e quelle legate alla gestione (dall’Imu, alla Tares passando poi per l’Iva sulle utenze). Ma la notizia poco positiva è che quest’anno si dovrà lavorare un giorno in più rispetto all’anno precedente per pagare tasse e contributi, quindi 172 giorni invece di 171. Tradotto significa che gli italiani fino al 22 giugno lavoreranno per lo Stato, ovvero per pagare le imposte. E’ quanto sostiene uno studio condotto dalla Cgia di Mestre in collaborazione con il Corriere Economia.

Qualche spiraglio

Unica nota positiva che ci regala questo anno appena iniziato è che sono aumentate le detrazioni per le spese di ristrutturazione della casa che passano dal 36% al 50%. Anche il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione sale da 48.000 euro ad un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Il bonus va ripartito in dieci anni, con quote di pari importo. Lo sconto è valido anche per gli interventi di ricostruzione o ripristino degli immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi.
Aumentano anche le detrazioni per i figli a carico che passano da 800 a 950 euro per i figli di età pari o superiore a tre anni, da 900 a 1.220 euro per quelli con meno di tre anni. Inoltre, il maggiore importo è quello spettante per i figli portatori di handicap che sale da 220 a 400 euro.

 


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