Cookie
Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.
 
Fisco

Fisco: si “sopravvive” e non si “vive”


I giovani d’oggi pagano molte più tasse rispetto ai loro genitori.


FTAOnline, Milano 27 Feb 2013 - 12:42

Secondo il Wall Street Journal i giovani italiani che oggi hanno circa quarant’anni sono gli individui più tartassati dal fisco, una “generazione spremuta” che rispetto alla generazione paterna si trova a pagare molte più tasse.

Nel dettaglio
In base alle stime, coloro che sono nati dopo il 1970 pagheranno il 50% in più di imposte nell’arco della vita rispetto ai propri genitori ovvero a quelli nati nel 1952. Secondo la Corte dei Conti il prelievo fiscale si è spinto al 45% del PIL.

Il quotidiano finanziario statunitense ha raccolto anche la testimonianza di un appartenente della “Lost Generation”, Andrea Bolla, imprenditore veronese e responsabile del fisco presso Confindustria che esprime chiaramente un radicale cambio di atteggiamento della sua generazione, che punta alla “sopravvivenza”, a differenza dei nati negli anni '50, quando si concepivano le difficoltà come qualcosa che si potevano risolvere: “Noi siamo la generazione perduta - dichiara Bolla - mentre ora noi siamo spesso nella mentalità della mera sopravvivenza”.

Dal 1992, ricorda il Wall Street Journal, cioè da quando Bolla ha iniziato a lavorare, il debito pubblico è salito dal 102% al 127% del Pil, con investimenti e salari sempre più bassi. Il peso fiscale su un reddito medio annuo di 30-40 mila euro oggi è pari al 38% rispetto al 25% di 20 anni fa.

La ricerca
Il quotidiano statunitense ha poi citato una ricerca, un working paper del dipartimento di Economia dell’università di Verona, “Consolidamento della finanza pubblica ed equità tra le generazioni: il caso dell’Italia”, che ha indagato l’impatto sulle diverse generazioni delle politica di risanamento delle finanze pubbliche avviata in Italia negli Anni ’90. Dalla ricerca emerge che per un individuo nato prima del 1960 il livello di tassazione è più basso rispetto alle generazioni successive, in rapporto al welfare goduto nel corso dell’esistenza. Così, il livello di tassazione per un cittadino nato nel 1952 è pari al 17,4% rispetto al 25,6% di un altro individuo con le medesime caratteristiche nato nel 1970. Per quanto riguarda il sistema pensionistico, le riforme attuate in Italia degli Anni '90, secondo gli autori dello studio, se da un lato hanno avuto il merito di rendere più sostenibile il sistema previdenziale, dall’altro hanno introdotto deliberatamente discriminazioni fra generazioni e il prezzo pagato dai più giovani supera per il 50% il livello dei benefici pensionistici potenzialmente goduti nel corso dell’esistenza.

Secondo il giornale statunitense i fattori principali che hanno portato l’Italia a questa situazione di difficoltà sono sostanzialmente l’esplosione del debito pubblico, la corruzione e la scarsa crescita che hanno segnato l’Italia a partire dagli anni ’90.

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.

Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.