Confcommercio, indispensabile ormai una riforma del fisco

Famiglie sempre più povere anche per l’eccessiva imposizione



FTAOnline, Milano, 03 Feb 2014 - 17:21

La Confcommercio restituisce l’immagine di un paese malato, in cui il calo del potere d’acquisto e dei consumi non ha fine e in cui le famiglie italiane sono sempre più povere.

La Legge di stabilità prevede più entrate nel periodo 2014-2016 per 4,6 miliardi di euro
L’Ufficio Studi di Confcommercio non usa mezzi termini: le famiglie italiane sono sempre più povere e una delle cause principali è il fisco. A fronte di un calo drammatico dei consumi (-2,4% nel periodo 2008-2009 e -4,2% nel 2012) le tasse infatti continuano ad aumentare in maniera incompatibile con le esigenze della crescita.

Lo studio sottolinea che con l’ultima Legge di Stabilità è salito complessivamente a più di 4,6 miliardi,  rispetto agli 1,6 miliardi di euro iniziali, l’aumento di imposizione fiscale a carico degli italiani nel periodo 2014-2016. Solo per il 2014 lo Stato prevede di intascare 2,1 miliardi di euro in più con un incremento del 120%.

La pressione fiscale è diventata ormai insopportabile ed i dati relativi all’impoverimento e ai consumi delle famiglie sono lì a dimostrarlo: nel 2012 la ricchezza pro capite (include sia gli strumenti finanziari che gli immobili al netto dei debiti NdR) è tornata ai livelli del 2002, negli ultimi sei anni  il reddito disponibile pro capite si è ridotto del 13% riportando il Bel Paese, al netto dell’inflazione, alla seconda metà degli anni Ottanta.

Nel frattempo cambiamenti profondi si registrano nella stessa struttura della società italiana.
Sono cresciute le famiglie monocomponenti; crescono i nuclei famigliari con anziani soli (dal 5% del 1977 al 15,1% del 2012) mentre le coppie con figli sono meno del 40% (erano il 53% nel 1977 e oltre il 44% 14 anni fa). Urge quindi una riforma fiscale che renda compatibili tasse e crescita economica, pena la definitiva perdita di competitività del nostro Paese sempre di più popolato da persone anziane e nuclei famigliari sempre più piccoli.

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