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Fisco

Fisco locale: sempre più salato


Mentre si avvicina il federalismo fiscale, le tasse locali crescono


FTAOnline News 23 Lug 2010 - 12:22

Il Consiglio dei ministri licenzia il secondo decreto attuativo del federalismo fiscale – spianando, nelle intenzioni, la strada verso l’approvazione della riforma entro tre anni – e mentre entro l’estate (come da accordi con l’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani) si attendono i decreti sull’autonomia impositiva dei Comuni e sui costi standard della sanità, da parte della Uil si alzano le critiche sull’andamento delle tasse locali negli ultimi anni.

 

Due anni di aumenti

Secondo la Uil, il governo farebbe bene a non spingere troppo il piede sull’acceleratore del federalismo fiscale. Prima di portare a compimento la riforma, nella convinzione dell’organizzazione sindacale, sarebbe opportuno procedere a una ancor più approfondita analisi dell’andamento delle imposte e delle tasse locali negli ultimi anni.

 

In base a un’indagine svolta dal sindacato, e incentrata sull’andamento delle imposte e delle tasse locali tra il 2009 e il 2010 nei 21 capoluoghi di regione italiani (prendendo in considerazione una gamiglia composta da due lavoratori dipendenti con due figli a carico e un reddito imponibile di 36 mila euro), la pressione fiscale locale media negli ultimi due anni è aumentata del 3,9%.

 

Più pressione per tutti

La Uil ha stimato che i lavoratori dipendenti e pensionati, residenti in queste Città verseranno mediamente nel 2010, nelle casse delle Regioni e dei Comuni, 805 euro annui tra addizionali regionali e comunali Irpef e per la tassa/tariffa sui rifiuti solidi urbani.

 

Scomponendo la quota complessiva, si scopre che l’importo medio delle addizionali regionali Irpef l'importo è di 420 euro annui, quello delle addizionali comunali Irpef è di 175 euro e quello della tassa/tariffa rifiuti è di 210 euro.

 

I più colpiti

Napoli è la città maggiormente colpita dagli aumenti: qui la famiglia campione versa nelle casse degli enti territoriali 1.154 euro medi annui. In seconda posizione si trova la capitale, con un prelievo medio di 1.075 euro; mentre sul gradino più basso del podio è Campobasso con un prelievo di 1.037 euro.

 


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