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Fisco

Italiani? I più grandi evasori d’Europa


Secondo Krls, nel nostro Paese evase il 54,5% del reddito imponibile


FTAonline News 13 Dic 2010 - 11:51

Le tasse sono troppo alte e quindi le nessuno le paga oppure è il fatto che in pochi siano in regola con il Fisco a portare la pressione fiscale alle stelle? In attesa che il dibattito tutto italiano trovi soluzione, Krls Network of Business Ethics ha registrato, per conto di Contribuenti.it, l’andamento dell’evasione fiscale nel nostro Paese, ottenendo dati sconfortanti.

 

Al top in Europa

Secondo quanto riscontrato dall’indagine, da gennaio a novembre 2010 in Italia l’evasione fiscale ha conosciuto un tasso di crescita – rispetto a quanto avvenuto nel 2009 – pari al 10,1%. Con un livello di evasione pari al 54,5% del reddito imponibile, gli italiani si confermano dunque i più grandi evasori d’Europa. In termini assoluti, nel 2010 le casse dell’erario italiano subiranno un ammanco di 159 miliardi di euro.

 

L’indagine

Lo studio di Krls è basato sulla rielaborazione di dati ministeriali e provenienti da banche centrali, istituti di statistica e corpi di polizia tributaria dei singoli Stati europei. L’evasione è stata stimata prendendo in considerazione cinque grandi aree: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese.

 

L’identikit dell’evasore

Detto del disonorevole primato europeo, occorre comunque precisare che non in tutto il Paese si registrano uguali tassi di evasione. Secondo la ricerca di Contribuenti.it, infatti, l’evasione è più diffusa nel Nord Ovest (29,4% del totale nazionale), quindi al Sud (24,5%), al Centro (23,2%) e nel Nord Est (22,9%).

 

Se si guarda invece al profilo professionale degli evasori, si scopre che i più inclini a fuggire dalla stretta del Fisco sono gli industriali (32,8% del totale dell’evasione nazionale); in seconda posizione, poi, si troverebbero i bancari e gli assicurativi (28,3%) e dunque i commercianti (11,7%), gli artigiani (10,9%), i professionisti (8,9%) e, infine, i dipendenti (7,4%).

 


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