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Fisco

L’evasione vale 125 miliardi


Sottratto allo Stato un danno pari a 4 volte il valore dell’ultima manovra


Ftaonline News, Milano 09 Gen 2012 - 15:58

Le cifre dell’ultima manovra varata – il cosiddetto decreto Salva Italia – sono ingenti e giustificano di per sé il fiorire di critiche e dibattito che si è avuto intorno al provvedimento. Eppure, ogni parere espresso a riguardo dovrebbe tenere conto di una statistica: secondo l’Agenzia delle Entrate il valore dell’evasione fiscale in Italia è pari a 125 miliardi di euro, quattro volte quello della finanziaria pensata dal governo Monti. Il sistema italiano ha dunque in sé le potenzialità per salvarsi da solo, ma l’abitudine a evadere – rilevata in ampie parti del tessuto sociale da una recente indagine dei tecnici del ministero dell’Economia – costringe il Paese a vivere in costante emergenza.

 

Chi evade?

Dal medico alla colf, dall’idraulico alle estetiste, dall’imprenditore a chi ha un appartamento da affitare: l’evasione fiscale è un vizio molto diffuso in Italia ed è difficile trovare una categoria che possa dirsi estranea al fenomeno.

 

Analizzando il sistema fiscale italiano per conto del precedente governo in vista di un’eventuale riforma, i tecnici del ministero dell’Economia hanno stimato il valore dell’economia sommersa italiana in 275 miliardi di euro. 

 

Per quanto riguarda i profili dei contribuenti italiani, l’indagine ha individuato due categorie poco portate a evadere, i pensionati e i lavoratori dipendenti – in primis quelli del settore pubblico. Molto più conflittuale è risultato il rapporto tra il Fisco e le altre categorie, come i lavoratori autonomi, gli imprenditori e quanti posseggono solo redditi da fabbricati.

 

Le piaghe del Fisco italiano

Tra gli ambiti in cui l’evasione è più diffusa risulta quello delle locazioni. I risultati delle osservazioni del tecnici del ministero attestano che, oggi, circa il 15% delle abitazioni date in affitto sfugge totalmente all’occhio del Fisco.

 

Per quanto attiene il mondo degli autonomi, l’evasione raggiunge un tasso del 32,8% nel settore agricolo (soprattutto a causa del lavoro nero), del 20,9% nei servizi e del 12,4% nell’industria. Il turismo e la ristorazione sono un caso a se stante, con un tasso di evasione che sarebbe superiore a quota 50%, per un valore complessivo di 36 miliardi di euro non dichiarati e danni per l’Erario pari a 13,5 miliardi di euro (stima Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia).

 

 

 

 


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