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Fisco

Come evitare errori in Unico


Un decalogo dell’Agenzia delle Entrate


FTAOnline News 09 Lug 2010 - 14:13

Chi l’ha consegnata alle poste, ha dovuto farlo entro il 30 giugno; chi invece invierà il modulo Unico persone fisiche per via telematica (per proprio conto o tramite un intermediario autorizzato), avrà tempo fino al 30 settembre. Si tratta di un’operazione che annualmente interessa milioni di contribuenti, che spesso – non pratici delle minuzie della burocrazia – sbagliano nell’inserimento di un codice o nella compilazione di una sezione: un errore che poi si trasforma nella necessità di recarsi presso lo sportello dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate o in interminabili telefonate ai call center. Per questo, il Fisco ha reso disponibile sul proprio sito (e sulla sua rivista online FiscoOggi) un documento – che proponiamo di seguito – in cui dà indicazioni sul corretto modo di compilare il modulo Unico per evitare gli errori più comuni.

 

Il decalogo (dalla rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate Fisco Oggi)

 

Nel modello F24 occhio al codice tributo e al codice fiscale - Nella compilazione del modello F24, gli errori più ricorrenti riguardano l'indicazione del codice tributo e del codice fiscale.

Il codice tributo, che mette in difficoltà tanti contribuenti, è costituito da una sequenza di numeri che identifica l'imposta cui si riferisce il versamento. Per individuare con certezza quello da trascrivere sul modello, basta consultare l'elenco completo pubblicato sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate, dove è disponibile un utile motore di ricerca che indirizza il contribuente verso la corretta scelta.

Per il pagamento "sicuro", c'è una soluzione ancora più semplice: il software "F24 on line", gratuito e semplice da utilizzare, garantisce l'assenza di errori di questo tipo.

 

Un'altra inesattezza tipica riguarda l'indicazione del codice fiscale. Spesso, per una svista, si finisce per riportare in modo incompleto la sequenza di caratteri che identifica ogni contribuente (persone fisiche, società, enti, ecc.) nei rapporti con l'Amministrazione finanziaria e con gli altri enti e uffici pubblici. Per le persone fisiche, in particolare, viene determinato sulla base dei dati anagrafici, mentre per le persone giuridiche corrisponde in genere con il numero di partita Iva. Va pertanto posta massima attenzione nel momento della trascrizione del codice all'interno del campo specifico.

 

Le spese sanitarie dimenticate nel cassetto - Un'altra "svista" frequente nella compilazione della dichiarazione dei redditi riguarda le spese sanitarie. Capita spesso che scontrini, ricevute e fatture spuntino fuori dal cassetto dopo aver già presentato la dichiarazione. In questo caso, è possibile rimediare tramite una dichiarazione integrativa, per la quale si ha tempo fino al termine previsto per la presentazione della dichiarazione dell'anno successivo.

 

Ad ogni Comune il proprio codice - Merita particolare attenzione anche l'indicazione, nel quadro RB, del codice catastale del Comune dove risultano situati gli immobili di proprietà, un codice che spesso è riportato in modo inesatto o viene omesso. Per evitare questo tipo d'errore, è sufficiente consultare le pagine finali delle istruzioni alla compilazione che riportano, in ordine alfabetico, i codici di tutti i Comuni italiani.

 

Per il domicilio fiscale tre campi, non sempre da compilare tutti - Da non "sottovalutare" i campi per l'indicazione del domicilio fiscale; anche qui, spesso, l'errore è dietro l'angolo. Nel caso più comune, infatti, in cui la residenza risulta invariata o, seppur mutata, la variazione è avvenuta nell'ambito dello stesso Comune, deve essere compilato soltanto il rigo "Domicilio fiscale al 01/01/2009". Se la variazione di residenza ha comportato il trasferimento in un Comune diverso, allora si dovranno compilare tutti e tre i righi.

Vanno anche tenuti in conto i tempi entro cui è intervenuto il cambio di residenza: per il fisco, infatti, gli effetti della variazione decorrono dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui si è verificata.

 

Indispensabile il codice fiscale del coniuge separato – Per non perdere il diritto alla deduzione dell’assegno periodico corrisposto al coniuge separato, è necessario riportare nello specifico spazio il codice fiscale di quest’ultimo. E’ opportuno, inoltre, ricordare che la riduzione fiscale spetta solo per la somma destinata alla moglie o al marito, non quella destinata al mantenimento dei figli.

 

Detrazione del 36% per le ristrutturazioni -  Nella sezione III del quadro RP, riservata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per evitare futuri problemi, vanno correttamente specificati, tra l'altro, l'anno in cui sono state sostenute le spese, il numero della rata che si utilizza per l'anno cui si riferisce la dichiarazione che si sta compilando, l'importo della rata.

 


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