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Fisco

Debiti con il Fisco? Le rate sono piu’ facili


Procedura rapida per richiedere la rateizzazione dei debiti fino a 20 mila euro


FTAOnline, Milano 05 Mar 2012 - 14:35

In un momento in cui molti contribuenti – in particolar modo le imprese – si trovano in difficoltà, Equitalia addolcisce i parametri per ottenere la possibilità di fruire del pagamento rateizzato dei debiti pregressi con il Fisco. La maggiore elasticità dovrebbe portare vantaggi sia agli uffici del Fisco sia alle imprese.

I nuovi parametri

Con la direttiva 7/2012, Equitalia innalza da 5 a 20 mila euro il limite massimo per ottenere la rateizzazione dei debiti pregressi con una procedura semplificata. In base a quanto stabilito, nel caso i propri debiti con il Fisco ammontino complessivamente a meno di 20mila euro, sarà possibile saldarli a rate sulla scorta di una semplice richiesta motivata che attesti la momentanea difficoltà economica, senza la necessità di presentare documenti che comprovino la propria situazione economico-finanziaria.

Rimanendo nei limiti dei 20mila euro, inoltre, il massimo numero di rate massime in cui può essere saldato il debito viene innalzato a 48, mentre l’importo minimo di ciascuna rata resta fisso a 100 euro.

Dal cambiamento vantaggi per tutti

Secondo Equitalia, la procedura semplificata avrà ricadute positive tanto sui contribuenti quanto sull’amministrazione fiscale. Consentire la rateizzazione del debito con procedure più snelle per importi fino a 20mila euro determinerà uno snellimento della burocrazia che avvantaggerà gli uffici che gestiscono le istanze, riducendo considerevolmente i documenti da produrre.

La novità nel dettaglio

Ciò che la direttiva di Equitalia cambia nella gestione delle domande di dilazione è il criterio utilizzato per la verifica della situazione di temporanea obiettiva difficoltà economica del contribuente. Fino a oggi, le istanze di dilazione avanzate da società e da categorie giuridiche diverse dalle persone fisiche erano valutate applicando due parametri, l’indice di liquidità e l’indice Alfa. Ora, invece, Equitalia ha stabilito che: «l'indice Alfa non debba più essere considerato in termini di soglia di accesso, ma esclusivamente quale parametro per la determinazione del numero massimo di rate concedibili».

 


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