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Fisco

Aumenti di capitale: sgravio alle porte


Novità in vista per la patrimonializzazione


FTAOnline News, Milano 20 Lug 2009 - 10:15

Più ossigeno alle imprese, questo l’intento del Tremonti ter, emendamento delineato durante l’ultimo Consiglio dei Ministri, a seguito di un tavolo proficuo di trattative tra banche, imprese e governo. Le novità attualmente in discussione potrebbero portare a significativi sconti fiscali alle PMI italiane. Stando quanto riferito negli scorsi giorni dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, infatti, il ministro Tremonti avrebbe concesso la detassazione degli aumenti di capitale delle imprese. Le novità dovrebbero essere contenute in un emendamento al decreto anticrisi in discussione in Parlamento.

Sconti all’orizzonte

Lo sgravio previsto funzionerebbe così: sugli aumenti di capitale fino a 500 mila euro le aziende potranno detrarre dall’Ires fino al 3% per 5 anni.

Altra importante novità è la moratoria che gli istituti di credito dovranno concedere alle aziende, mentre il terzo pilastro dell’intervento del governo consiste in significativi sconti fiscali per facilitare il tutto.

La moratoria

Stando a quanto sancito dalle parti la moratoria durerà un anno e riguarderà i rimborsi del capitale e non il pagamento degli interessi che invece verranno corrisposti alle scadenze originarie. Come contropartita, le banche firmatarie dell'accordo, su base volontaria, dovrebbero ottenere maggiori deduzioni sulle perdite. Il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, ha riaffermato che l’adesione delle banche all’accordo, quando verrà raggiunto, sarà su base volontaria.

I numeri della crisi

Un intervente pro-imprese che si rende necessario vista la difficile congiuntura economica. Stando infatti agli ultimi dati dell’Abi, tende a salire il rapporto tra sofferenze lorde e impieghi bancari, che si è attestato a maggio a 3,15%, in aumento rispetto al 3% registrato nello stesso mese del 2008. In aumento anche le sofferenze lorde, che fanno segnare una variazione annua del 6,1%. Incrementi che si registrano anche sui valori netti: il rapporto sofferenze nette/impeghi totali si è infatti attestato all’1,54%, contro l’1,29% registrato a dicembre 2008.

 


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