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Fisco

5 per mille: una scelta difficile


In corso di valutazione la proposta di inserire il capitolo Abruzzo nel 5 per mille


FTAOnline 15 Apr 2009 - 11:16

Rischia di creare scompiglio la proposta del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di attivare presso il ministero le procedure necessarie all’introduzione dell'Abruzzo nell'elenco delle causali di destinazione del 5 per mille. La notizia ha infatti messo in allarme il mondo del non profit, associazioni di piccole e medie dimensioni tra i maggiori beneficiari del 5 per mille.

5 per mille cos’è?

Con il termine cinque per mille ci si riferisce ad un meccanismo in virtù del quale il cittadino-contribuente può vincolare il 5 per mille della propria IRPEF al sostegno di enti che svolgono attività socialmente rilevanti (non profit, ricerca scientifica e sanitaria).

Introdotto a titolo sperimentale con la finanziaria del 2006 il cinque per mille permette al contribuente di vincolare il 5‰ della propria imposta sul reddito a:

  • volontariato, Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e associazioni di promozione sociale (iscritte nei registri nazionale, regionale o provinciale)
  • attività sociali svolte dal Comune di residenza
  • ricerca sanitaria
  • ricerca scientifica o delle Università

Secondo alcuni esponenti del mondo non profit l'iniziativa del ministro dell'Economia Giulio Tremonti potrebbe addirittura essere controproducente in quanto rischierebbe di togliere fondi a molte associazioni alcune delle quali già presenti in Abruzzo. Per il consulente di Emergency Gianpaolo Concari si andrebbe a colpire duramente anche quelle associazioni che rappresentano la colonna vertebrale della Protezione civile ora impegnate nell'attività di assistenza alla popolazione colpita dal terremoto.

Secondo Concari si potrebbero utilizzare i soldi dell’8 per mille in quanto la legge già prevede che, qualora l'8 per mille sia devoluto allo Stato, questo sia usato per i casi rientranti nelle "calamità naturali".

Un altro problema evidenziato sarebbe quello legato allo smobilizzo delle somme sempre troppo lento in casi di emergenza come questo. Da aggiungere al fatto che lo Stato deve al settore ancora 25 miliardi di euro come riportato in recenti articoli della stampa finanziaria.

 

 


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