ATFund - Uno, due… trend (per il futuro)

Cinque grandi tendenze strutturali che influenzeranno gli investimenti. Sotto i riflettori Cina, auto, clima e andamento demografico e, soprattutto, tecnologia.



The Van, 07 Nov 2019 - 12:30

Forze dirompenti in grado di trasformare l’economia, il modo di fare impresa e la società. Ma anche fattori che “influiscono sulle decisioni di investimento, a partire dalle aziende, dai Paesi e dai settori in cui investiamo, fino alle modalità di ricerca delle opportunità”. Così BlackRock, la società di investimento più grande al mondo, definisce i megatrend, quei cambiamenti strutturali che hanno conseguenze irreversibili sui nostri stili di vita.

Per il leader mondiale degli investimenti, individuare il potenziale di cambiamento è un fattore determinante nel processo decisionale in ambito finanziario. E investire nei megatrend significa adottare un processo di lungo termine meno soggetto alla ciclicità degli eventi. Fa eco Paolo Guida, socio emerito di Aiaf (Associazione degli analisti finanziari), secondo cui «è opportuno valutare gli investimenti in un’ottica di medio-lungo periodo, cercando di andare oltre la congiuntura e i cicli economici, cavalcando i processi innovativi che possono avere una più o meno rapida implementazione».

 

 trend big

 

Le grandi tendenze del prossimo futuro

BlackRock ha individuato cinque megatrend:

  • cambiamento degli equilibri economici;
  • andamento demografico e cambiamenti sociali;
  • cambiamento climatico e scarsità delle risorse;
  • rapida urbanizzazione;
  • rivoluzione tecnologica.

Si tratta di macro temi che “abbracciano” il futuro del mondo e toccano settori e ambiti che possono rivelarsi interessanti occasioni di investimento. Vediamoli nel dettaglio.

 

Cina nuova superpotenza globale

La crescita della popolazione è alla base delle mutazioni negli equilibri economici. “L’influenza dei Paesi emergenti e in via di sviluppo comporterà cambiamenti significativi in ambito societario, sociale e negli investimenti”, si legge nel report di BlackRock.  E la Cina è destinata, secondo le stime, a superare l’economia statunitense entro la fine del 2020, diventando la prima potenza mondiale. Pechino potrebbe quindi prendere il posto di Washington come centro nevralgico dell’attività politica e del commercio a livello globale, con il mandarino come nuova lingua di riferimento. “Attualmente la Cina vanta almeno 100 unicorn, ovvero società private con valutazioni intorno a un miliardo di dollari, ed entro fine anno dovrebbe diventare il principale detentore di brevetti a livello internazionale. I settori a più alto potenziale sono scienza e tecnologia, intrattenimento, sport e finanza.

 

I dati come motore della rivoluzione

“Siamo nel pieno della quarta rivoluzione industriale, che sarà ricordata come la rivoluzione digitale”. Le parole di Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum, sintetizzano alla perfezione la crescente importanza della tecnologia. Il motore della quarta rivoluzione industriale saranno i dati, che Jack Ma, fondatore del colosso dell’ecommerce Alibaba, paragona alla scoperta dell’elettricità. Secondo alcune previsioni, il volume complessivo di dati generati e gestiti, soprattutto dalle aziende, dovrebbe decuplicare entro il 2025. Come osservano da BlackRock, “l’industria tradizionale, come quella degli elettrodomestici o delle automobili, sta attraversando una fase di grande difficoltà: se non investiranno sul futuro rischieranno l’obsolescenza”. Nel 2020 il livello globale di connessione a internet sarà infatti superiore rispetto all’attuale, con auto, macchinette per il caffè, frigoriferi e riscaldamenti centralizzati che potranno essere controllati da tablet e smartphone (26 miliardi è il numero stimato di dispositivi secondo un’indagine condotta dalla società Gartner).

 

Focus sull’auto

Entrando nello specifico, «il settore automobilistico, specie in Germania, sta vivendo una fase di profonda ristrutturazione, ponendo nel crollo le basi per la rinascita - dichiara Paolo Guida -. L’elettrico avanza e guardando più lontano un’innovazione importante potrebbe essere la guida autonoma».

E qui entra in gioco il megatrend della tecnologia. Nel comparto infatti stanno investendo società hi-tech come Google o Samsung, non legate all’auto, ma interessate, fra gli altri, all’aspetto entertainment. Negli Stati Uniti, mediamente, si impiegano 55 minuti di macchina per il tragitto casa-lavoro. Un domani, con l’avvento della guida autonoma, questo tempo potrà essere utilizzato, ad esempio, per fare acquisti online. Secondo le principali stime, entro il 2040 circoleranno solo autovetture elettriche. Tanto che, rivela Paolo Guida, «Amazon ha di recente depositato il brevetto per un drone capace di ricaricarle posandosi sul tetto».

 

Infrastrutture ecologiche e sostenibilità

Questo ci porta a parlare di ambiente. Secondo uno studio della società di consulenza Pricewaterhouse Coopers, la temperatura media potrebbe innalzarsi di due gradi già nel 2036 e i combustibili fossili sono additati come la principale causa del riscaldamento globale. “Per limitare le emissioni di carbonio è necessario investire in modo significativo in infrastrutture ecologiche e ridurre i sussidi per i combustibili fossili. Queste misure potrebbero creare enormi opportunità di investimento in aree che attraggono capitali o in settori potenzialmente interessati dal cambiamento”, ha commentato Isabelle Mateos Y Lago del Blackrock investment institute.

«Il tema della sostenibilità è fondamentale. E in prospettiva - sostiene ancora Paolo Guida - le imprese che non rientreranno negli standard Esg (environmental, social, governance, ndr) rischieranno di vedere loro inibito l’accesso al mercato dei capitali».

 

Silver society e robot

Tecnologia e ambiente, quindi. Senza dimenticarsi delle persone. Secondo le stime dell’Onu, entro il 2030 la popolazione globale crescerà di oltre 1 miliardo di individui, soprattutto nei Paesi emergenti, dove da qui al 2050 risiederà l’80% degli over 60. L’invecchiamento della popolazione a livello globale creerà maggiori pressioni su strutture e servizi sanitari. Mentre il calo delle nascite potrebbe avere importanti conseguenze sulle imprese, che probabilmente ricorreranno sempre più alla tecnologia per sopperire al calo della forza lavoro. Solo negli Stati Uniti, poi, da qui al 2040 la spesa sanitaria dovrebbe crescere di 3.400 miliardi di dollari l’anno.

«L’assistenza sanitaria e sociale da remoto ha un alto potenziale di sviluppo, grazie anche a una capacità di elaborazione dei dati destinata a migliorare con l’avvento del 5G», puntualizza Paolo Guida.

In generale, poi, vi sarà un maggiore interesse per i risparmi in vista della pensione, con un conseguente aumento delle richieste di consulenza finanziaria e ricorso anche ai robot.

Il futuro è già cominciato.


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