Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

ATFund: La rivoluzione del fintech? Un’opportunità per tutti

Dalla robo-advisory come “chiave di accesso” a nuovi potenziali clienti alla robo4advisor a servizio del professionista. Ecco perché la tecnologia può essere un valore aggiunto per investitori e consulenti



The Van, 22 Nov 2019 - 11:11

La rivoluzione tecnologica ha ridisegnato i confini dell’universo finanziario. Dal rapporto con la banca, ormai sempre più digitale, a quello con l’assicurazione, che utilizza soluzioni “smart” per proporre al cliente prodotti in linea con le sue esigenze, fino alla consulenza finanziaria, un settore in cui sono sempre più presenti soluzioni automatizzate. Più nello specifico, sono quattro i binari di questa rivoluzione hi-tech che ha cambiato il volto del mondo finanziario, fornendo nuovi strumenti d’azione che si affiancano a quelli tradizionali: la digitalizzazione, l’elaborazione dei pagamenti, l’analisi dei dati e la sicurezza informatica.

 

fintech big

 

Fintech e robo-advisory

Le innovazioni tecnologiche applicate ai servizi finanziari - il cosiddetto fintech - rappresentano un universo variegato ormai imprescindibile nelle relazioni tra professionisti del settore e clienti e consentono di avvicinare un’ampia tipologia di utenti al mondo della consulenza patrimoniale.

Il fintech, infatti, ha introdotto soluzioni semplici come i salvadanai elettronici, proposti da alcune applicazioni, che consentono l’accesso alla robo-advisory (il servizio di consulenza finanziaria digitale) a prezzi tutto sommato esigui e fissi, avvicinando al mondo della finanza e della gestione persone prima estranee e aprendo le porte a potenziali nuovi clienti per i professionisti del settore. 

 

L’importanza della user experience

I clienti, infatti, sempre più richiedono soluzioni semplici, innovative, digitali e, soprattutto, comode: gestire i propri risparmi stando comodamente seduti sulla poltrona di casa propria non è più un privilegio per pochi, ma una soluzione alla portata di tutti. La cosiddetta user experience, o esperienza dell’utente, è un obiettivo da perseguire anche in uno degli ambiti ritenuto, fino a poco tempo fa, tra i più rigidi e ingessati: quello finanziario.

Firma digitale, videoconferenze criptate, piattaforme di trading, sistemi di pagamenti istantanei e, soprattutto, il rafforzamento tecnologico e contenutistico delle piattaforme di consulenza, rendono meno frequenti, in determinati casi, l’incontro tra cliente e professionista. Niente paura, però, nessuno resterà disoccupato: la tecnologia può sgravare il consulente dalle attività più ripetitive e di ruotine, liberando tempo per attività a maggior valore aggiunto come la strategia e l’asset allocation.

 

L’importanza del consulente

Piattaforme e applicazioni, infatti, hanno consentito ai consulenti l’accesso a un enorme database di strumenti per il monitoraggio del rischio e dei rendimenti, così da garantire al cliente la possibilità di controllare portafogli sempre più articolati e comprensivi anche di attività poco liquide e personalizzate.  A livello regolamentare, le piattaforme possono assicurare al professionista il software necessario per operare in perfetta compliance con il regolamento Consob e con le direttive dell’Organismo di Vigilanza.

Il mondo del fintech si sta muovendo verso piattaforme in grado di integrare il conto corrente bancario del cliente con le piattaforme a disposizione del consulente, permettendo di far colloquiare direttamente online il professionista, la banca e l’utente finale. In questo modo l’esperienza del cliente ne trae beneficio in termini di facilità e velocità di esecuzione delle raccomandazioni d’investimento, mentre il consulente migliora la propria produttività a vantaggio della relazione con il cliente. Quest’ultima rimane centrale ma, grazie alla tecnologia, i consulenti indipendenti, ad esempio, possono offrire alla clientela strumenti di investimento prima inaccessibili e coprire un numero crescente di clienti senza compromettere la qualità. 

 

 La tecnologia è un’opportunità

È interessante notare, infine, come in pochi anni il mondo della consulenza sia passato dal percepire la robo-advisory, e la tecnologia in generale, un pericolo incombente per la propria professionalità, a ritenerla un valido sostegno in vista di un futuro sempre più “open”, in cui risulteranno vincenti coloro che sapranno offrire servizi capaci di integrare le attività bancarie, fintech e le offerte dei grandi colossi dell’informatica.

Anche perché nel frattempo si è sviluppata la robo4advisor, un ambito del fintech in cui l’automazione è posta a supporto del consulente grazie alla predisposizione di strumenti destinati alla raccolta delle informazioni sul cliente, all’elaborazione dei dati ai fini della valutazione di adeguatezza, all’asset allocation, alla selezione dei singoli titoli in portafoglio fino alla negoziazione.

La tecnologia, quindi, è un’opportunità per tutti.


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.