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I protagonisti

ATFund Fondi quotati – Un taglio alla burocrazia (e ai costi)

The Van  27 Giu 2018 - 10:24

Stefano Sardelli, direttore generale di Invest Banca, vede vantaggi per investitori istituzionali e retail: «È un metodo efficace ed economico per acquistare prodotti di investimento, superando la farraginosa formalità del collocamento»



«Invest Banca è un istituto specializzato nella fornitura di servizi di investimento e viene percepita sul mercato come sinonimo di professionalità, innovazione e flessibilità nell’erogazione di servizi e prodotti finanziari sempre all'avanguardia». In quest’ottica, sottolinea il direttore generale Stefano Sardelli, Invest Banca si è mossa fin da subito sul fronte dei fondi quotati, coerentemente con la propria mission che è «affiancare la clientela istituzionale e privata con un portafoglio di servizi specifici altamente qualificati nel risparmio gestito e nell’intermediazione, nel private banking e nel corporate finance». 

sardelli big

Essere sempre all’avanguardia vi ha portato a essere attivi fin dagli inizi sul segmento dei fondi quotati.
«Ci siamo resi subito disponibili a effettuare sia l'attività di operatore incaricato, sia quella di negoziatore per conto dei nostri clienti. Abbiamo pensato che gli investitori  avrebbero gradito questa novità per avere finalmente un accesso diretto ai fondi attraverso il mercato. Allo stesso tempo, abbiamo anche voluto tener fede alla nostra mission aziendale, che ci vede accogliere con favore ogni novità ed evoluzione nel campo della finanza».

Che vantaggi avete avuto, nei rapporti con i clienti (vecchi e nuovi) dallo sbarco sul segmento dei fondi quotati? 
«Abbiamo ricevuto diverse richieste di informazione e valutazione da parte di OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio, ndr) per approfondire la possibilità di quotare i loro prodotti. Con alcuni ci siamo accordati per svolgere il ruolo di operatore incaricato mettendo a disposizione anche la nostra struttura di compliance per seguire le procedure di ammissione sia con le autorità di vigilanza italiane, sia con quelle estere: un aspetto, quest’ultimo, molto apprezzato. La presenza del nome Invest Banca nell'elenco degli operatori incaricati ci offre una vetrina che abbiamo sfruttato favorevolmente per allacciare nuovi rapporti con fondi per questo servizio e con i quali sono state avviate nuove collaborazioni».

Quali sono i vostri prodotti di punta che si sente di segnalare? 
«Sono molto gradite dai nostri clienti le gestioni di portafogli digitali come il sistema IB Navigator che oramai da quattro anni, primi in Italia, abbiamo messo a disposizione. A oggi siamo gli unici a offrire il dossier amministrato PIR a quei clienti che vogliono costruire e assemblare il proprio Piano Individuale di Risparmio sia con singoli strumenti finanziari, obbligazioni e azioni, sia con ETF “PIR compliant”; il tutto nella massima trasparenza e a costi contenuti e competitivi».

Secondo lei, il mercato dei fondi quotati è più indirizzato agli investitori istituzionali o anche il retail potrebbe trarne giovamento?
«Ne traggono giovamento tutti i clienti, che hanno la possibilità di superare le farraginose formalità del servizio di collocamento: dopo oltre trent’anni dall’istituzione dei primi fondi comuni in Italia, ritengo che questa rappresenti una modalità anacronistica e burocratica. La compravendita dei fondi attraverso uno specifico segmento del mercato, che sia effettuata tramite il servizio di negoziazione o di raccolta ordini, è certamente un metodo più efficace, economico e, in molti casi, più easy e user friendly per effettuare scelte d’investimento, sia per i clienti istituzionali sia per quelli retail».

Secondo lei, come si svilupperà il mercato dei fondi aperti quotati? E che prospettive vede con l’entrata in vigore di MiFID II?
«Credo che il mercato si svilupperà in modo graduale e che la nuova normativa MiFID II possa essere un’ulteriore spinta alla quotazione dei fondi; maggiore trasparenza, minori costi e semplicità di compravendita potranno favorire questa tendenza. Il problema maggiore, fino a oggi, riguarda il “conflitto” tra emittente dei fondi e reti di collocamento, visto che queste ultime non hanno visto questa novità come un'opportunità, ma solo come una minaccia al modello distributivo attuale. Ci sarà bisogno di un po' di tempo, ma crediamo che la tendenza sia favorevole alla quotazione dei fondi».

A fronte di questo scenario, che opportunità ha colto Invest Banca in tema di consulenza?
«A livello generale, abbiamo ottime aspettative sul lavoro che potranno fare i consulenti finanziari indipendenti e le società di consulenza finanziaria. Dal canto nostro, insieme ad altre società stiamo mettendo a punto per questi professionisti una piattaforma, denominata "Advisory Hub", in cui si integrano servizi diversi per mettere il consulente nelle condizioni migliori di svolgere al meglio il proprio lavoro. Questa suite propone in un unico ambiente, fruibile anche in mobilità, i servizi di informativa finanziaria (e-Class), robo advisor (Fida), execution e collocamento (Invest Banca), collaboration e videocall (Bandyer) e si pone l’obiettivo di poter diventare il content management system a disposizione dell'associazione di categoria Ascosim per i propri iscritti. In tutto questo, il mercato dei fondi quotati può rappresentare un efficace e trasparente marketplace verso cui indirizzare, tramite Invest Banca, gli ordini impartiti dai clienti dei consulenti finanziari sulla base dei suggerimenti che questi avranno elaborato attraverso la piattaforma di robo advisor di Fida. Tutto ciò è perfettamente integrato e trasparente per tutti gli attori della "filiera"».


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