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Gli emittenti

La strada da seguire? Quella degli ETF

The Van,  20 Dic 2018 - 17:06

Francesca Campanelli, Head of Product Development di Quaestio, presenta il fondo Quaestio PIR Small Cap ed è fiduciosa sullo sviluppo del mercato dei fondi quotati: «Come in passato, sarà la presenza dei grandi player a dare la svolta»



Processi di investimento disciplinati, team di gestione specializzati, equilibrio tra analisi quantitativa e qualitativa e sistemi di controllo del rischio integrati. Sono i quattro capisaldi di Quaestio Capital Management per rispondere al meglio alle esigenze dei clienti e creare valore in modo sostenibile. Con un punto fermo: l’autonomia, considerata fondamentale per perseguire e sviluppare l’attività senza compromessi o pressioni. Quaestio può vantare inoltre una profonda conoscenza del mondo delle piccole-medie imprese italiane quotate, abbinata a una grande esperienza nella gestione quantitativa azionaria. «Facendo leva su queste caratteristiche – racconta Francesca Campanelli, Head of Product Development di Quaestio Capital Management – nella prima parte dell’anno abbiamo lanciato il fondo Quaestio PIR Small Cap, secondo noi lo strumento ideale per gli investitori professionali che necessitano di uno strumento efficiente per investire in Small Cap ai fini PIR, siano essi fondi, gestioni patrimoniali o polizze assicurative PIR compliant».
Fino a ora, complici le tensioni a livello globale sui mercati finanziari, «è ancora presto per valutare i benefici di questa operazione», sottolinea ancora Francesca Campanelli, che evidenzia in ogni caso i vantaggi, in termini di maggiori automatismi e semplificazioni delle procedure interne.
«Tutto ciò – aggiunge – rappresenta anche una grande opportunità per gli investitori, che così possono accedere alle metodologie gestionali di Quaestio» e, in generale, al mercato ATFund, «che rappresenta lo strumento ideale per mettere in contatto il mercato con le capacità di tante Sgr». Proprio in virtù di queste considerazioni, secondo la manager, il mercato dei fondi quotati offre ottime prospettive: «Basta guardare il mercato degli ETF: una volta che un operatore di dimensioni ragguardevoli sposerà l’idea della quotazione dei fondi come strada alternativa alla distribuzione tradizionale, assisteremo a una promozione del mercato di cui beneficeremo tutti».

campanelli big

Dottoressa Campanelli, quali sono le ragioni che vi hanno spinto a quotare un vostro prodotto, Quaestio PIR Small Cap?

«Quaestio PIR Small Cap è stato ideato in prima istanza per rispondere all’esigenza dei gestori di portafogli e di fondi di avere uno strumento efficace per investire nelle Small e Mid Cap italiane senza ricorrere a ETF o strumenti derivati. La quotazione è stata quindi una scelta naturale per rendere il prodotto disponibile con le stesse modalità di strumenti finanziari che hanno finalità simili».

Quali sono i benefici in termini di visibilità che avete tratto dalla quotazione di questo prodotto?

«La quotazione del fondo Quaestio PIR Small Cap è molto recente ed è iniziata in un momento piuttosto difficile per il mercato azionario italiano. È ancora presto per poterne valutare i benefici, ma confidiamo in un miglioramento delle condizioni di mercato, che porteranno un effetto benefico anche in termini di visibilità e interesse».

Parliamo allora un po’ più diffusamente del fondo Quaestio PIR Small Cap: a chi è rivolto? Quali sono le caratteristiche principali?

«Quaestio PIR Small Cap, nasce dalla profonda conoscenza di Quaestio del mondo delle piccole e medie imprese italiane quotate e dalla sua esperienza nella gestione quantitativa azionaria. Questo fondo è la soluzione ideale per gli investitori professionali che necessitano di uno strumento efficiente per investire in Small Cap ai fini PIR, siano essi fondi, gestioni patrimoniali o polizze assicurative PIR compliant. Ritengo che la caratteristica principale sia l’adozione di un processo di investimento disciplinato e basato su un metodo scientifico per mantenere l’esposizione a un segmento del mercato potenzialmente molto interessante, nonché parte indispensabile di qualsiasi prodotto PIR compliant».

Ha accennato a un metodo scientifico: quali tecniche e metodologie utilizzate per la selezione dei titoli da destinare ai fondi PIR? Ci parli delle performance e degli obiettivi.

«La selezione dei titoli si focalizza su quelli che si contraddistinguono per potenziale di crescita futura e liquidità e, a oggi, il fondo ha registrato performance superiori alla media di mercato. Sebbene il fondo investa in un mercato di dimensioni non ancora elevate, crediamo che, grazie alla particolare attenzione prestata alla liquidità dei titoli, possa raggiungere una dimensione di 300 milioni di euro».

I requisiti richiesti da Borsa Italiana per la quotazione dei fondi sono molto rigorosi, anche in termini informativi: quali vantaggi ha portato alla vostra società questa operazione?

«La quotazione, essendo un canale di distribuzione autonomo, offre indubbi vantaggi in termini di semplificazione e automatismi delle procedure. Inoltre, la gestione della fiscalità è particolarmente agevole, permettendo così un considerevole risparmio in termini di tempo e risorse. La quotazione dei fondi è tuttavia una prassi di mercato non ancora consolidata, per cui è possibile incontrare qualche difficoltà nella procedura di onboarding legata alla novità stessa del processo. L’infrastruttura tecnologica messa a disposizione da Borsa Italiana, invece, è a nostro avviso di facile e immediato utilizzo e soddisfa pienamente le nostre esigenze e aspettative».

Che prospettive vede per il mercato dei fondi quotati anche in ottica MiFID II? Che cosa manca a questo mercato per decollare, secondo lei?

«Potrebbe succedere quello che è già accaduto con gli ETF: quando un operatore di dimensioni ragguardevoli sposerà l’idea della quotazione dei fondi come strada alternativa alla distribuzione tradizionale, assisteremo a una promozione del mercato di cui beneficeremo tutti. Probabilmente anche il nuovo regolamento MiFID II potrà dare una mano facilitando l’aumento dei volumi della consulenza indipendente e, magari in futuro, anche da parte di quella non indipendente».


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