ATFund il mercato dei fondi aperti.

AQA Capital, super management company con sede a Malta e succursale a Milano, a marzo 2019 ha quotato il suo primo fondo su ATFund. Intervista a Cristiana Brocchetti, branch manager di AQA Capital.



The Van, 01 Ott 2019 - 12:20

Come si è mossa Aqa Capital sul fronte dei fondi quotati? 

Aqa Capital ha quotato il suo primo fondo, AQA Colombo Extra Return (AQACLDE MV), il 25 marzo 2019, a cui ha fatto seguito l’ evento lancio per la quotazione il 26 marzo, con un grande consenso di partecipazione che ha registrato la presenza di oltre 100 persone tra investitori istituzionali e HNWI. Il fondo Colombo Extra Return ha strategia Long Equity, ma  diversamente dei fondi tradizionali le posizioni sono prese quasi esclusivamente tramite la vendita di opzioni put e su ogni posizione fisica vengono sistematicamente vendute opzioni call. La strategia consente di limitare molto la volatilità tipica del mercato azionario e fornisce rendimenti aggiuntivi in particolar modo nelle fasi laterali di mercato.

brocchetti big

Che benefici avete tratto in termini di visibilità e di rapporti con i clienti dal vostro focus sul segmento dei fondi quotati? E che benefici ha invece avuto, secondo voi, la clientela da tutto ciò?

Sicuramente la quotazione è uno strumento che aggiunge grande visibilità sia al brand dell’ investment manager e management company (AQA CAPITAL), sia al fondo stesso (AQA COLOMBO EXTRA RETURN), contribuendo a rafforzare la reputazione sia del marchio sia del gestore, la percezione della trasparenza gestionale nei confronti dei nostri stakeholder finanziari e la facilità di accesso all’ investimento medesimo.

Quotare un comparto di una SICAV o la SICAV stessa facilita la relazione con gli investitori finali, offrendo occasioni costanti di comunicazione e di contatto e aiutando nel mantenimento della relazione sia con gli investitori attuali che con i prospect.

La clientela ha la possibilità di avere una informativa trasparente e immediata sul comparto quotato, ma soprattutto di poter accedere direttamente alla sottoscrizione delle quote del fondo analogamente a come vengono acquistati gli altri valori mobiliari quotati, quali le azioni, avendo anch’ esse un ISIN di riferimento. La sottoscrizione delle azioni di un comparto quotato non implica poi un “trasferimento” del controvalore dal proprio cc bancario ad un’ altra banca, bensì la conversione del controvalore al prezzo si di sottoscrizione in un valore mobiliare di pari importo. Chiaramente questo rappresenta un vantaggio anche per la banca presso la quale l’ investitore potenziale è appoggiato, dal momento che non comporta variazioni nel controvalore degli asset depositati e gestiti del cliente. 

 

Quali sono le peculiarità e i tratti distintivi del vostro gruppo e che tipo di attività svolge?

AQA Capital è una Super Management Company di diritto maltese, regolamentata dall’ autorità di vigilanza locale, MFSA; AQA ha la sede operativa e legale a Malta, dove operano c. 15 persone, una branch a Milano ed un ufficio di rappresentanza nella Repubblica Ceca. La nazionalità maltese offre la possibilità di essere una struttura riconosciuta sia in UE sia nel Commonwealth, analogamente all’ Irlanda. La partnership strategica con ZEST SA, investment manager Licol svizzero  dela Sicav Zest AM, permette di fornire un’ offerta di servizi integrati e la presenza in diversi Paesi. AQA agisce in qualità di management company e di investment manager le diverse tipologie di fondo che rientrano sia nella regolamentazione UCITS sia AIFMD. AQA struttura, gestisce e distribuisce fondi d’ investimenti a marchio proprio ed in white label ed è autorizzata alla commercializzazione di CIS di sgr terze. A fine Agosto 2019, AQA gestisce c. € 430mln di Euro, dei quali il 63% costituiscono gli asset under management di AQA UCITS FUND SICAV plc; la parte restante è al momento dedicata per c. il 9% ad un fondo contrattuale di real estate (AMSI), per il 7% in fondi e SICAV terzi in white label, mentre la parte restante riguarda l’ attività di sub-investment manager per parti terze.

 

Quali sono le vostre particolarità e quali i vostri prodotti di punta che si sente di segnalare?

Tra i nostri prodotti flagship AQA Selective Income, AQA Colombo Extra Return e AQA Selective Opportunities rappresentano certamente prodotti di qualità, con la peculiarità di avere gestori assolutamente senior, con strategie semplici, chiare e dinamiche a disposizione degli investitori. Il primo, AQA Selective Income, gestito da Alberto Conca, CIO e partner fondatore di AQA Capital, investe in corporate bond US focalizzati sui settori consumer, industriali e defensive, classi d’ investimento in USD e in Euro, performance a 3 anni stabile tra l’80esimo e il 90esimo percentile; AQA Colombo Extra Return è il nostro fondo quotato su ATFund, gestito da Simone Colombo, ex Responsabile dell’ area finanza di Banca Leonardo, è un fondo equity con un elevato controllo della volatilità ed enhancement della performance grazie all’ utilizzo di opzioni e rappresenta una scelta prudente e ponderata sui mercati azionari; AQA Selective Opportunities è invece un fondo flessibile, focalizzato su settori tech e growth in America e in Europa, ad elevati rendimenti e volatilità, tanto da essere posizionato nel 99-esimo percentile e nel 91-esimo percentile nell’ ultimo anno.

In merito al lato “alternativo” della Società, crediamo molto anche nella divisione di Real Estate, nella quale abbiamo diversi progetti in pipeline, co-ordinati da Davide Palmaghini presente in AQA da quasi un anno, alcuni dei quali verranno finanziati probabilmente attraverso piattaforme di crowdfunding.

 

Che attività svolgete nel dettaglio sui fondi quotati?

Stiamo comunque ragionando sulla possibilità di procedere alla quotazione di diversi veicoli: crediamo molto in questo canale di raccolta anche se, al momento, non è sempre ben accolto da tutti gli intermediari. Mettiamo in conto lo “scotto” di essere tra gli innovatori, ma per noi questo è un credo che sta alla base della nostra filosofia aziendale.

 

Quali migliorie bisognerebbe apportare, secondo lei, al mercato dei fondi quotati di Borsa Italiana per aumentare le sue dimensioni e che prospettive vede per questo mercato anche con l’entrata in vigore di Mifid 2?

A livello di migliorie, potremmo ipotizzare un settlement più immediato, con tempistiche più rapide. Le dimensioni di un mercato o comunque di una piattaforma, dipendono ovviamente dal volume intermediato e questo dipende non solo dalla quantità di prodotti offerti, ma anche dall’ utilizzo che ne fanno gli operatori interessati: in questo caso specifico i sottoscrittori di fondi armonizzati. Già ci sono dei vantaggi inequivocabili a mio giudizio, dal momento che acquistando un fondo d’ investimento UCITS sul mercato ATFund di Borsa Italiana non vengono applicate commissioni di sottoscrizione, di collocamento, di distribuzione, che invece sono presenti in tutte le altre piattaforme private di intermediazione fondi. Quest’ ultimo punto, soprattutto in un’ ottica Mifid2, aumenta l’ efficienza sul lato costi di transazione per l’ investitore finale.

 

Secondo lei il mercato dei fondi quotati è più indirizzato agli investitori istituzionali o anche il retail potrebbe trarne giovamento?

Parlando di ATFund parliamo di Fondi UCITS armonizzati e quindi l’ attenzione si sposta inequivocabilmente anche al segmento retail che, come ho specificato poco fa, ne trarrebbe giovamento in termini di maggior efficienza sui costi di transazione. L’ investitore retail potrebbe trovare beneficio anche riguardo all’ informativa costante che può ricevere, cosa che non sempre avviene in maniera efficiente ed immediata.

 


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