Zignago, sfide ESG di un gigante del vetro

Obiettivi e risultati sostenibili di una società che si confronta con le comunità da oltre 50 anni



FTA Online News, Milano, 07 Ott 2021 - 16:00

“Con 11 stabilimenti in 4 Paesi, 2.560 dipendenti (incluse le partecipate) e la produzione di oltre 2,7 miliardi di contenitori di vetro ogni anno, Zignago Vetro è il più flessibile operatore industriale vetraio del mondo. I nostri prodotti sono impiegati nel settore alimentare e nella cosmesi, nel settore dei profumi e per impieghi speciali. L’azienda è nata oltre 50 anni fa dalla decisione di Gaetano Marzotto di differenziare il business del tessile. Inizialmente il cuore dell’impresa, ancora oggi a Fossalta di Portogruaro (VE), era rivolto alle necessità dell’agricoltura locale, oggi Zignago Vetro è partner mondiale di grandi produttori. Il nostro stabilimento francese, Zignago Vetro Brosse, serve cosmetica e la profumeria di lusso, Zignago Vetro Polska, vicino Varsavia, viene incontro alla crescente domanda dell’Europa orientale (e non solo), Zignago Glass Usa, a Miami, copre Stati Uniti e Sudamerica”.

 

Chiediamo a Roberto Celot, CFO e IR di Zignago Vetro: la sfida di oggi è la sostenibilità?

“In realtà la sostenibilità è nel DNA dell’azienda dalla sua fondazione. Quando furono create le prime vetrerie il rapporto con la comunità locale fu subito profondissimo, non solo in termini di forza lavoro, ma anche e soprattutto in termini di servizi. Nella vicina Villanova di Fossalta di Portogruaro Gaetano Marzotto realizzò la scuola materna, quella elementare, il teatro e altre strutture, fra cui persino le abitazioni per i dipendenti, sul modello della città sociale di Valdagno. Un esempio lungimirante di economia civile. Oggi l’economia e la stessa attività dell’azienda sono cambiate, ma il Gruppo Zignago ha mantenuto la forte attenzione per il sociale e il proprio contesto ambientale e comunitario”.

 

Zignago Vetro

 

Di recente ci sono stati importanti novità sul fronte della governance, con la separazione del ruolo di presidente (Paolo Giacobbo) dal quello di amministratore delegato (Roberto Cardini). Sul fronte della governance della sostenibilità, come è strutturato il gruppo?

“Il Consiglio di Amministrazione di Zignago Vetro è composto da 13 amministratori, di cui 6 indipendenti. Una parte della remunerazione incentivante di amministratori con deleghe e dirigenti è legata a obiettivi ESG. Nel corso degli anni, il Consiglio ha lavorato per dotare la Società di un insieme di policy, fra cui condotta aziendale, condotta dei fornitori e le supply chain, whistle blowing, diritti umani, conflict minerals, data privacy e altre. Il documento cardine resta il Codice Etico, i cui principi sono applicati in tutte le società del Gruppo. Recentemente, inoltre, abbiamo aderito al Global Compact delle Nazioni Unite.

Relativamente alla governance ESG, negli scorsi anni abbiamo istituito un Comitato ESG, composto da alcuni dei principali manager aziendali, incluso l’Amministratore Delegato. Ci siamo dati questa organizzazione perché per noi la sostenibilità è un tema strategico e pervasivo. A tale Comitato sono demandate le scelte in termini di sostenibilità e il controllo sulla loro realizzazione: si riunisce almeno una volta al mese e in maniera collegiale decide, consentendo la reale applicazione di politiche ESG da parte del Gruppo. Il monitoraggio degli obiettivi avviene mensilmente, e viene formalizzato più volte nel corso dell’anno. Nonostante le nostre caratteristiche ci impongano soltanto la presentazione di una Documentazione Non Finanziaria, abbiamo posto da tempo degli obiettivi ESG al Gruppo e quindi abbiamo sviluppato una reportistica avanzata e volontaria che conferma la nostra attenzione su questo fronte”.

 

L’impatto ambientale è un tema che seguite molto. Nonostante il calo del 6,2% nel 2020, ancora oggi un chilo di vetro richiede l’emissione di 607 grammi di CO2. Livelli elevati e tipici dell’industria, vi siete posti però l’obiettivo di scendere a 450 grammi entro il 2026. Tre vostri impianti (l’ultimo appena avviato in Friuli) inoltre recuperano il vetro (PCR) e prestate crescente attenzione al reimpiego. Nel 2020 avete consumato 2.355 kwh (-2,1%) per tonnellata di vetro prodotta: il target al 2026 è di 2.130 kwh.
Con le rinnovabili coprite già il 44,3% del fabbisogno elettrico, appena sotto l’obiettivo 2020 del 45% (clima sfavorevole), ma ambite all’81% nel 2026. Sono tutti obiettivi molto ambiziosi: come farete? Per cosa impiegate l’energia nel gruppo?

“Il dato che pubblichiamo, relativo alla CO2, include tecnicamente sia le emissioni di Scope 1 che di Scope 2, ovvero quelle indirette ascrivibili ai fornitori di energia elettrica. Si tratta di un dato aggregato, mentre le emissioni ascrivibili direttamente alla vetreria sono di molto inferiori. Ci siamo posti obiettivi ESG coraggiosi, che confermiamo. Uno dei fattori fondamentali per il loro raggiungimento è il costante aumento del vetro riciclato. Il vetro, infatti, è l’unico materiale che riesce a garantire il 100% di riciclabilità per un numero infinito di volte e senza degradare la qualità del nuovo prodotto. Cerchiamo quindi di valorizzare e fare leva quanto più possibile su queste straordinarie qualità del vetro, oltre che sulla sua salubrità in termini di protezione del contenuto. Dopo il 48% di reimpiego di rottame raggiunto nel 2020, quest’anno il vetro prodotto con rottame proveniente dalla raccolta e riciclo dovrebbe raggiungere il 52%, ma puntiamo al 57% nel 2026. L’ulteriore crescita dell’impiego di vetro recuperato, infatti, favorirà un abbassamento del consumo energetico, calcoliamo un risparmio del 2-3% di energia fusoria ogni 10% di PCR in più. Abbiamo alleggerito, senza impatti sulla qualità, un quinto dei prodotti, risparmiando nel 2020 oltre 1.800 tonnellate di vetro. Ci siamo dati obiettivi molto importanti per ricorrere sempre di più ad elettricità da fonti rinnovabili: già oggi la centrale a biomasse della correlata Zignago Power a Fossalta di Portogruaro fornisce buona parte del nostro fabbisogno di energia elettrica. Abbiamo inoltre installato un impianto fotovoltaico da oltre 11.000 mq e altri sono in fase di realizzazione. Faremo infine sempre più ricorso a fornitori di elettricità da fonti rinnovabili per ridurre ulteriormente la CO2 nel ciclo di vita del prodotto e raggiungere completamente i target prefissati.
L’energia ci serve in primis per far funzionare i forni, che arrivano a 1.600 gradi in produzione. Nel corso degli anni abbiamo drasticamente ridotto il consumo di acqua, sceso del 20,3% nel solo 2020 a 3,38 mc per tonnellata di vetro, ma di oltre il 60% rispetto al 2017. Abbiamo anche iniziato a recuperare il calore dei fumi di Fossalta per produrre energia. Infine, negli ultimi anni abbiamo investito molto per efficientare significativamente i forni, raggiungendo una significativa riduzione dei consumi energetici e delle emissioni”.

 

Data la vostra dimensione, per forza di cosa le persone sono uno dei vostri stakeholder principali. Come trattate la vostra gente? Come l’avete difesa durante la pandemia?

“I nostri dipendenti sono al primo posto. Con la pandemia abbiamo attivato una task force, le necessarie misure di prevenzione e cautela, abbiamo in generale applicato il principio di massima prudenza. Non abbiamo chiesto un’ora di cassa integrazione e abbiamo lavorato sempre, solo lo stabilimento francese ha chiuso per uno/due mesi perché il lockdown in Francia rendeva oggettivamente impossibile produrre. Abbiamo anche sacrificato l’efficienza del gruppo quando necessario per tutelare la sicurezza e la salute. Ad esempio, abbiamo introdotto procedure di lavoro che, sacrificando l’efficienza nel cambio stampi, garantiva un maggiore distanziamento fra le persone; in diversi stabilimenti nei cambi turno abbiamo introdotto forme atte a garantire la massima protezione. E i risultati sono stati incoraggianti. Essere andati oltre le misure richieste dalla normativa, dà la misura di quanto la salute, la sicurezza e il lavoro siano importanti per il Gruppo. Credo in tal senso significativo citare quello che abbiamo fatto nel 2011, quando abbiamo acquisito la società polacca che al tempo presentava una forte eccedenza di personale: se avessimo agito sulla base dei criteri economici avremmo subito iniziato a licenziare il personale in esubero, poiché la normativa polacca consente parecchia libertà in tal senso. Tuttavia, non abbiamo licenziato nessuno: al contrario, abbiamo realizzato e portato avanti con determinazione un piano di sviluppo e integrazione, e dopo alcuni anni tutto il personale era impiegato. Oggi, visto il forte sviluppo della Società, l’organico è addirittura aumentato. Ciò rappresenta qualcosa di molto importante per la comunità: la nostra visione va oltre le mura dell’azienda e guarda sempre anche alle comunità in cui operiamo.

Oggi il Gruppo conta tassi di turnover molto bassi che confermano la nostra capacità di creare team affiatati e ambienti lavorativi caratterizzati da rispetto e fiducia. È una cosa molto importante per noi”.

 

E con i fornitori che policy adottate?

“Promuoviamo la cultura della sostenibilità lungo tutta la catena di fornitura. Abbiamo introdotto dal 2018 un Codice di Condotta Fornitori, monitoriamo costantemente i requisiti dei collaboratori della supply chain e differenziamo gli approvvigionamenti, favorendo rapporti affidabili e di lungo periodo. Ricorriamo prevalentemente a fornitori locali e abbiamo aumentato nel tempo il ricorso a materiali con sempre maggior percentuale di materiale riciclato (es. carta, cartone, film termoretraibile)”.

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