Snam, il metano al servizio della mobilità sostenibile

Intervista ad Andrea Stegher, responsabile Business Development



FTA Online News, Milano, 11 Ott 2016 - 15:56

“L’alleanza di Snam con FCA e Iveco mira allo sviluppo del gas naturale come carburante per autotrazione e vuole cogliere tutte le opportunità che il contesto italiano e le nostre specifiche competenze ci prospettano. Abbiamo promosso, con il sostegno del governo, un approccio sinergico che intende contribuire attivamente al percorso italiano di decarbonizzazione anche nella mobilità”.
Andrea Stegher, responsabile Business Development di Snam (il gestore della rete nazionale del gas), conosce da vicino il percorso che ha portato lo scorso 5 ottobre alla sigla del Memorandum of Understanding tra Snam, FCA e Iveco.
 
“In Italia esiste già un’eccellenza in questo settore: siamo il primo mercato europeo con oltre un miliardo di metri cubi di metano consumati lo scorso anno da un milione di veicoli in circolazione. In molti casi abbiamo un primato tecnologico mondiale, ma dopo una fase iniziale di  sviluppo significativo, negli ultimi anni si è registrato un rallentamento, così un anno fa anche noi di Snam ci siamo chiesti cosa avremmo dovuto fare per fornire nuovo impulso alla filiera. Da questa domanda è nata l’idea di un approccio sinergico con altri importanti operatori del comparto: conosciamo bene la rete e le infrastrutture del gas perché è il nostro lavoro da sempre, player come FCA e Iveco conoscono l’evoluzione della domanda e le tecnologie dei veicoli che devono impiegare il metano. Se si vuole contribuire alla mobilità sostenibile anche tramite il gas naturale, bisogna per forza ragionare a 360 gradi. Una buona opportunità, peraltro, proviene anche dall’evoluzione normativa: mi riferisco alla Direttiva europea DAFI che l’Italia si prepara a recepire entro metà novembre e che prevede l’implementazione delle infrastrutture di distribuzione dei carburanti alternativi. C’è inoltre la possibilità di intervenire sulle grandi flotte aziendali e del trasporto pubblico, per creare massa critica”.
 
Quali sono gli obiettivi che vi siete posti? Qual è l’apporto di Snam a questo piano?
“Snam intende investire circa 200 milioni di euro in 5 anni per sostenere lo sviluppo della rete del metano per autotrazione e dell’intera filiera. Forniremo soprattutto le nostre competenze tecniche nella gestione delle infrastrutture per il trasporto del gas. Date le dimensioni del nostro business e del contesto regolato in cui operiamo, questo rimane un settore di nicchia, ma vogliamo che questa nicchia acquisti peso nella mobilità italiana, massa critica appunto. Vediamo delle opportunità e puntiamo a un mercato italiano che tra dieci anni abbia 2.000-2.200 stazioni di servizio a metano, contro le 1.100 di oggi e che il milione di veicoli a metano attuale possa essere triplicato in una decade”.
 
Per i cittadini e i consumatori in concreto quali vantaggi immaginate?
“Una famiglia può risparmiare 800 euro all’anno passando a un’auto a metano, se portassimo a tre milioni i veicoli italiani di questo tipo, i risparmi sarebbero di circa due miliardi di euro ogni anno. Si tratta inoltre di stime fatte sui bassi prezzi del petrolio attuali, se questo scenario dovesse cambiare, i risparmi sarebbero ancora maggiori”.
 
Qual è invece l’impatto ambientale di questo approccio?
“I vantaggi sono enormi. Uno dei problemi maggiori delle nostre città è quello dell’elevato livello di particolato (il PM). Il passaggio delle automobili all’alimentazione a metano permette un intervento drastico proprio sui livelli del particolato emesso dagli autoveicoli, che sarebbe ridotto praticamente allo zero, con un taglio del 40% delle emissioni di anidride carbonica (CO2) e di oltre il 90% per quelle di ossidi di azoto (NOx)”.
 
Che numeri ha questo settore e quali effetti stimate sul piano economico e occupazionale?
“Già oggi il gas naturale per autotrazione ha una presenza consolidata nel Paese con circa 20.000 addetti e un fatturato da 1,7 miliardi di euro. Il nostro obiettivo è rafforzare questa presenza e creare un volano di sviluppo per la nostra economia. Le stime più attuali parlano di circa un miliardo di euro di investimenti complessivi in infrastrutture di distribuzione del metano per autotrazione e di un salto dimensionale dell’intera filiera di circa 1,5 miliardi di euro, con possibili benefici anche sul piano occupazionale”.

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