Saipem: sempre più verso la transizione energetica

Marco Stampa, Corporate Sustainability Manager di Saipem ci racconta la strategia di sostenibilità che contraddistingue la società tra tradizione e innovazione



FTA Online News, Milano, 11 Nov 2020 - 16:00

“Ci siamo fatti carico del problema del contrasto al cambiamento climatico che per noi emerge da tempo, dalle analisi di materialità che conduciamo, nonché di un diverso modo di produrre energia, in un’ottica di sostenibilità e di integrazione: con l’attenzione alla sicurezza delle operazioni, delle persone e dell’ambiente ma anche sviluppando le nostre capacità di offrire al mercato soluzioni progettuali, ingegneristiche, tecnologiche e realizzative”. Così afferma Marco Stampa, da 12 anni responsabile della strategia di sostenibilità di Saipem, società quotata, leader nelle attività di ingegneria, di perforazione e di realizzazione di grandi progetti nei settori dell'energia e delle infrastrutture.

 

“La crisi pandemica probabilmente costituirà un fattore di accelerazione della transizione energetica verso un modo più sostenibile di produrre energia. Tra le risorse energetiche del futuro rientreranno le fonti rinnovabili ed il gas naturale sulla cui catena di valore, Saipem ha solide competenze e track record in tutti le fasi. La nostra strategia è quella di intercettare tutte le opportunità che si dovessero presentare in relazione sia agli investimenti dei nostri più importanti clienti sia ai piani di ripresa e di supporto che le istituzioni sovranazionali e i governi stanno definendo”.

 

Il vostro portafoglio ordini già per il 70% non è più legato al ciclo petrolifero. La vostra strategia per il futuro è quella di mettere a disposizione dei vostri clienti soluzioni all'avanguardia e sostenibili per aiutarli a soddisfare le necessità in termini di de-carbonizzazione puntando su settori dell’energia rinnovabile. In quali settori e come?

 

Guardiamo con particolare attenzione ai settori dell’eolico offshore (dove già stiamo realizzando impianti importanti in aree come il Mare del Nord), del solare flottante e dell’idrogeno, oltre che alla messa a disposizione di tecnologie per la cattura e il confinamento della CO2. Saipem vanta un ventaglio di capacità per sviluppare e rendere possibile lo sfruttamento di tutte le fonti rinnovabili, anche con soluzioni integrate, proponendosi così come un attore importante sullo scenario globale di contrasto al cambiamento climatico. In particolare, nella cornice del Next Generation Recovery and Resilience Facility, abbiamo presentato un progetto che prevede la cattura della CO2 dall’industria dell’Oil&Gas e dalle industrie energivore (le centrali elettriche, i cementifici, le acciaierie, le cartiere e le aziende produttrici di vetro).

Parte della CO2 catturata può essere riutilizzata negli stessi settori da cui è prodotta, mentre la porzione rimanente può essere stoccata in riserve esaurite sia in mare che a terra. È un modello di business che si basa sul concetto di distretto industriale in cui la cattura e l’immagazzinamento della CO2 avvengono in un perimetro che include sia gli emettitori che gli stoccaggi; prevede anche la possibilità, tuttavia, di trasporto della CO2 via nave, presso hub di stoccaggio a distanze più grandi o anche tramite l’utilizzo di condotte. Questo perché gli emettitori della CO2 sono distribuiti su tutto il territorio italiano, mentre le aree idonee allo stoccaggio sono limitate. La soluzione della cattura e confinamento della CO2 non va sottovalutata nell’ambito dei target di riduzione dei gas serra a livello europeo perché può incidere molto sulla situazione dell’industria italiana.

Una seconda iniziativa proposta nell’ambito del programma Next Generation riguarda lo sviluppo di poli energetici offshore in cui sono integrate diverse fonti rinnovabili, solare, eolica ed idrogeno. Inoltre, abbiamo capacità di sviluppare tecnologie ancora più innovative (la cattura del vento troposferico) oltre esperienza e diverse attività nel settore della mobilità sostenibile come, ad esempio, la realizzazione di infrastrutture per l’alta velocità ferroviaria sia in Italia che all’estero che speriamo possano continuare a sussistere anche in futuro.

 

Come o quanto il cambiamento climatico sta impattando sul vostro business, in particolare per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di Co2?

Lo scenario del cambiamento climatico sta ridefinendo i modelli di business e deve responsabilizzare tutti gli attori. Come detto prima, siamo attrezzati per cogliere questo cambiamento come un’opportunità. Ridurre il nostro carbon footprint, cioè l’impatto che noi stessi generiamo con le nostre emissioni di gas serra, rientra negli obiettivi di sostenibilità che il management ha individuato nel piano quadriennale di riduzione delle emissioni di questi gas. Il target di riduzione è di 160.000 tonnellate di CO2 entro il 2023, raggiungibile mediante una sequenza ben precisa.

In un primo momento, effettuiamo diagnosi energetiche che identifichino le aree di attenzione di asset e location aziendali per una maggiore efficienza energetica per poi passare all’implementazione di specifiche iniziative volte a ridurre le emissioni. Infine, effettuiamo un reporting di emissioni (di scope 1, 2 e 3) e di indicatori di intensità rapportati al valore generato. In ogni caso, sottolineiamo sempre che il nostro ruolo primario nel contrasto al cambiamento climatico è quello di mettere a disposizione dei nostri clienti le nostre capacità e proporre soluzioni adeguate per aiutarli a realizzare le loro strategie di de-carbonizzazione.

 

Dal Leading the path to energy transition 2020, pubblicato sul vostro sito, emerge che tra i vostri progetti vi sia quello di operare in ambito di economia circolare. Ci illustri meglio questo punto.

Per economia circolare va inteso un complesso insieme di segmenti di business e di operazioni, utilizzo di materiali e logiche operative e organizzative, tenute insieme fra di loro da coerenza e sinergia. Noi oggi siamo in grado di operare ad esempio nel settore dell’acqua e nel decommissioning di strutture petrolifere e di mezzi navali, come dimostrano i casi della piattaforma BP Miller e della Costa Concordia.

 

Qual è la vostra risposta alla pandemia e come tutelate i vostri dipendenti?

Sul piano del business, il Covid-19 ha messo in evidenza la nostra capacità di resilienza, la nostra attitudine al cambiamento e la flessibilità ad adattarci a scenari in continuo e repentino cambiamento. Questo è innato nel DNA di Saipem ma una grossa spinta è stata data ancor prima dal piano strategico promosso e voluto dal nostro AD Stefano Cao con la realizzazione di un nuovo modello di business che ha puntato alla diversificazione delle proprie attività, delle aree geografiche in cui opera e del portafoglio clienti. La pandemia ha, infatti, accelerato la transizione energetica ma non ci ha trovati impreparati in quanto il nostro posizionamento strategico si stava già spostando in questa direzione. Come ricordato poc’anzi, il nostro portafoglio ordini è per il 70% composto da progetti non legati al petrolio ma al gas, alle rinnovabili ed alle infrastrutture. Il gas è la commodity della transizione.

Sul piano, invece, delle azioni di contrasto alla pandemia, Saipem ha subito messo in atto diverse azioni a tutela delle persone e per garantire la continuità delle operazioni, come l'estensione del lavoro da remoto, la sanificazione degli ambienti, la fornitura di dispositivi di protezione individuale addizionali, la quarantena (obbligatoria in caso di contagio) e le campagne di test e monitoraggio delle risorse. Da sottolineare, infine, che il costante dialogo e la stretta collaborazione con i nostri clienti ha consentito l’avanzamento dei nostri progetti, pur tenendo conto dei requisiti connessi al distanziamento ed i limiti alla mobilità.

 

Cambierà anche la vostra supply chain?

La collaborazione con i nostri fornitori e partner nei progetti è fondamentale per essere efficienti qualitativamente al più alto livello possibile. Il Covid-19 ha colpito pesantemente tutti i settori industriali e il nostro non ha fatto eccezione ma cerchiamo sempre di operare in sicurezza, cosa che ci contraddistingue da sempre anche nel rapporto con fornitori e sub-contrattisti. 

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