Rinnovabili Italia, via libera Ue allo schema incentivi

L’obiettivo è nuova capacità di generazione per 1.300 MW



FTA Online News, Milano, 03 Mag 2016 - 10:52

La Commissione Europea ha promosso lo schema di supporto dell’Italia allo sviluppo delle fonti rinnovabili stabilendo che non costituisce aiuto di Stato. Si tratta di un piano che punta a sostenere l’installazione di altri 1.300 MW di capacità di generazione da fonti rinnovabili, con l’esclusione del solare. L’Italia ha infatti ritenuto che l’energia solare sia già competitiva nel proprio mercato e non abbia dunque bisogno di un supporto diretto alla produzione. Lo confermerebbe anche la quantità di nuovi impianti fotovoltaici installati negli ultimi anni.

In base al nuovo “schema italiano” il sostegno agli impianti da fonti rinnovabili varia in base alla loro dimensione.

I progetti maggiori, con oltre 5 MW di capacità installata, competeranno in aste specifiche in base al tipo di tecnologia installata.
I progetti “medi”, con capacità tra 0,5 e 5 MW saranno inseriti in un registro differenziato per ogni tecnologia e otterranno un supporto basato su determinate condizioni, mentre i progetti più piccoli (meno di 0,5 MW) avranno diretto accesso agli incentivi a richiesta.

La Commissione ha trovato la proposta coerente con le linee guida europee e ha approvato che quindi gli impianti più piccoli possano beneficiare direttamente di un sistema di incentivi feed-in tariff, ossia di prezzi di vantaggio offerti ai piccoli produttori, mentre per i produttori di maggiori dimensioni è previsto uno schema di incentivo di tipo feed in premium che li espone ai segnali del mercato. La feed in premium è un premio corrisposto ai generatori di energia che si aggiunge al prezzo di mercato dell’energia da loro prodotta, si calcola come differenza oraria tra la tariffa base e il prezzo zonale orario.

Lo schema italiano conferma infine un tetto massimo complessivo agli incentivi a 5,8 miliardi di euro l’anno: oltre questa soglia non vengono più riconosciuti nuovi incentivi. E' previsto inoltre per questo quadro generale un rinnovo il prossimo anno (lo schema dura fino alla fine del 2016), anche se il regime approvato disciplina gli incentivi per il periodo 2014-2020.

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