BTP Green, il debito italiano diventa “sostenibile”

Cosa è e come funziona questa nuova obbligazione sovrana, la prima nel suo genere per la Repubblica Italiana



FTA Online News, Milano, 25 Mag 2021 - 10:30

Il debutto dell’Italia nel mercato del debito sovrano amico dell’ambiente è avvenuto con il collocamento nel marzo 2021 di 8,5 miliardi di euro di BTP Green con scadenza al 2045. Una novità ecologica, appunto, che ha richiesto diversi passaggi anche istituzionali per la messa a punto del nuovo strumento finanziario.

 

Cosa è il BTP Green

Il ministero dell’Economia definisce così i Btp Green: “sono i nuovi Titoli di Stato italiani connessi al mondo della finanza sostenibile, i cui proventi sono destinati al finanziamento delle spese sostenute dallo Stato con positivo impatto ambientale per supportare la transizione ecologica del Paese”.

 

BTP Green: le caratteristiche principali

La “mission” di questa emissione è quindi il fulcro delle differenze con gli altri Buoni del Tesoro Poliennali (questa la spiegazione dell’acronimo di BTP). Se si prendono, però, le altre caratteristiche che generalmente definiscono i titoli di Stato si apprende sul BTP Green quanto segue:

  • Scadenza: superiore ai 10 anni
  • Remunerazione: le cedole sono semestrali, posticipate ed è previsto il pagamento dell’eventuale scarto di emissione.
  • Taglio minimo: la sottoscrizione parte da un valore minimo di 1000 euro e procede con i relativi multipli.
  • Tassazione: come tutti i titoli di Stato questo titolo prevede una tassazione delle plusvalenze del 12,5 per cento.
  • Modalità di collocamento: a discrezione del Tesoro tramite asta marginale o sindacato di collocamento.
  • Valuta: euro.

 

BTP Green: la prima emissione del marzo 2021

L’esempio concreto del primo BTP Green emesso dalla Repubblica Italiana nel marzo 2021 può senza dubbio fornire altre indicazioni utili sulle caratteristiche di questo nuovo strumento. Questo BTP Green ha una scadenza all’aprile 2045 e un Codice Isin IT0005438004:

In questo caso l’emissione presenta una cedola annuale dell’1,5% sul valore nominale. Il collocamento è stato effettuato tramite un sindacato bancario composto da cinque lead manager (BNP Paribas, Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan e NatWest) e dai restanti specialisti in titoli di Stato italiani in qualità di co-lead manager. Gli 8,5 miliardi di euro sono stati collocati alle banche al prezzo di 99,168 (corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione dell’1,547%) e gli istituti lo hanno poi collocato sul mercato secondario retail. L’operazione ha interessato circa 530 investitori che hanno espresso una domanda complessiva da oltre 80 miliardi di euro. Forte l’interesse dall’estero che si è aggiudicato il 73,7% dell’emissione, con in primo piano Regno Unito, Germania, Austria, Svizzera e Francia.

 

BTP: cosa lo rende green

Si fa presto a dire ecologico (green), ma può essere molto difficile misurare e perimetrare gli investimenti utili al contrasto del cambiamento climatico. Per questo un’ampia documentazione a servizio del BTP Green spiega in cosa viene investito il denaro raccolto dalla Repubblica Italiana con queste emissioni.

Innanzitutto va evidenziato che le spese statali finanziate con questa emissione comprendono uno o più dei seguenti obiettivi tratti dalla Tassonomia europea delle attività sostenibili:

  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici;
  2. Adattamento ai cambiamenti climatici;
  3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e dell’ambiente marino;
  4. Transizione ad un’economia circolare;
  5. Prevenzione e controllo dell'inquinamento;
  6. Protezione, miglioramento e ripristino della biodiversità, degli ecosistemi e dei servizi ambientali.

 

Maggiori dettagli sono reperibili nel quadro di riferimento per l’emissione di titoli di Stato green o anche nella presentazione della second party opinion di Vigeo Eiris, nota agenzia di rating sociale e ambientale che ha calcolato una performance di sostenibilità dell’Italia e del green bond “avanzata” ossia pari a un punteggio di 77/100.
“L’Italia – ha scritto Vigeo – è al 20° posto su 168 paesi classificati nel nostro indice di sostenibilità sovrano globale e 18° su 37 paesi Ocse valutati da V.E.”. Più in dettaglio il rating ESG del Bel Paesi si pone a 71/100 per responsabilità ambientale, a 75/100 per responsabilità sociale e a 84/100 per responsabilità in materia governance.
Per la selezione delle spese eleggibili per il BTP Green è stato istituito un Comitato Interministeriale che coinvolge, tra gli altri, i ministeri con deleghe all’Economia, all’Ambiente, allo Sviluppo Economico, ai Trasporti. Le spese vengono selezionate da una lista sviluppata dal Ministero dell’Economia con la Ragioneria Generale dello Stato, sentiti i ministeri competenti.

 

Il BTP Green e la strategia di sostenibilità dell’Italia

Alcune cose vanno aggiunte. La prima è che l’universo investibile delle spese green dello Stato italiano identificate per il periodo 2018-2021 ammonta a 34,8 miliardi di euro e riguarda i settori del riscaldamento e dell’elettricità da fonti rinnovabili, l’efficienza energetica, il trasporto, la prevenzione e il controllo dell’inquinamento, l’economia circolare, la protezione dell’ambiente e della biodiversità, la ricerca (il green bond framework).

La seconda cosa che va sottolineata è che l’emissione di titoli green si inserisce nella più ampia e storica strategia di sostenibilità ambientale della Repubblica Italiana. Il quadro di riferimento citato ne rende conto: i nuovi bond confermano l’impegno di Roma nell’ambito degli obiettivi di neutralità climatica posti dalla Commissione UE al 2050. L’emissione è dunque in linea con i target del Green Deal europeo, con il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) pubblicato dall’Italia, con gli obiettivi dell’Accordo sul Clima di Parigi. Il BTP Green è a pieno titolo inserito tra gli strumenti delle strategie globali di contrasto al cambiamento climatico e in particolare contribuisce agli Obiettivi di Sviluppo sostenibile 2030 (SDG) dell’Onu: 6 (Acqua Pulita e Igiene); 7 (Energia Pulita e Accessibile); 11 (Città e Comunità Sostenibili); 12 (Consumo e Produzione Responsabili); 13 (Agire per il Clima); 14 (Vita Sott’Acqua) e 15 (Vita Sulla Terra).

 

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