Nuove sfide per il fotovoltaico indiano

Il ministero dell’energia rinnovabile suggerisce la chiusura di diverse centrali



FTA Online News, Milano, 26 Ago 2016 - 12:29

L'ambizioso programma di un'economia sostenibile in India lanciato dall'attuale premier Narendra Modi al potere dal 2014 rischia di inciampare su alcune difficoltà molto concrete.
In particolare ad agosto Tarun Kapoor, segretario aggiunto del Ministero dell’energia rinnovabile indiano, ha inviato una missiva alla Commissione centrale di regolazione dell’energia elettrica evidenziando le difficoltà collegate alle interruzioni di raccolta dell’energia solare per circa due ore al giorno criticata da diversi operatori. Il crollo dei prezzi dell’energia solare nelle ultime aste ha reso sempre meno convenienti i progetti fotovoltaici e le centrali a energia termica godono di una tariffa in due parti (una fissa e una variabile), mentre quelle solari di una tariffa unica (che ora diversi operatori contestano). L’ampio incentivo finora concesso - il governo ha già moltiplicato per otto, da 92 a 770 milioni di dollari, il tetto ai sussidi per il solare - in definitiva non basterebbe. I produttori fotovoltaici vorrebbero che l’energia che producono fosse pagata anche quando non viene raccolta, ma questo rischierebbe di tradursi in un onere eccessivo per il governo.

Fra l’altro quest’anno il governo di Nuova Delhi e la Banca Mondiale hanno siglato un accordo da 625 milioni di dollari per lo sviluppo del fotovoltaico sui tetti delle case e l’installazione di pannelli per almeno 400 MW.

Lo sviluppo dell’energia rinnovabile si sta però scontrando con le tensioni nella gestione della rete elettriche e le discrepanze con i cicli produttivi (che la produzione continua delle fonti convenzionali non soffre). Con il rischio che gli ambiziosi obiettivi dell’India nel campo dell’energia sostenibile debbano essere ridimensionati.

Fra l’altro i risultati raggiunti finora sono stati limitati con le emissioni di anidride carbonica del Paese che nel 2014 sono comunque aumentate dell’8,1 per cento.

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