IGD, un progetto sostenibile per le comunità

Il leader italiano degli immobili commerciali ci racconta i suoi risultati ESG e i progetti per il futuro



FTA Online News, Milano, 12 Lug 2022 - 17:43

“Il gruppo IGD è il più grande operatore italiano del settore immobiliare commerciale italiano con più di 2,1 miliardi di euro di asset di proprietà, tra cui 19 ipermercati e supermercati e 27 gallerie e retail park: sono 173.500 i metri quadri della prima categoria e 425.600 quelli della seconda, con una diffusione su gran parte del territorio italiano e una presenza anche in Romania con 14 gallerie e una palazzina uffici.
Questo significa che ci poniamo al centro del dialogo tra il territorio e i cittadini in quella dimensione fondamentale della socialità che ormai supera da tempo il semplice aspetto commerciale e ospita servizi che spaziano dal poliambulatorio alla farmacia, venendo sempre più incontro non solo alla domanda del cliente, ma anche a quella del cittadino.
Il nostro lavoro si basa sul dialogo continuo con i visitatori, con i tenant (i commercianti), con i fornitori e in generale con le comunità, con l’obiettivo di comprendere e assecondare ogni cambiamento e necessità. La sostenibilità è per noi una scelta strategica da tempo inserita nel nostro modello di business da ormai oltre 10 anni. Siamo infatti al 12° Bilancio di Sostenibilità”. Raffaele Nardi, Direttore pianificazione, controllo e investor relations del gruppo bolognese coordina in questa fase anche il Comitato di Sostenibilità di IGD, l’organo interno deputato a gestire in prima linea le istanze di sostenibilità della property company, seguendo le linee guida della direzione operativa (che comprende anche il Presidente e l’Amministratore Delegato del gruppo) e del consiglio di amministrazione.

“Siamo orgogliosi – ci spiega - di avere portato avanti nel tempo una governance trasparente che tutela anche i nostri investitori. Il socio di riferimento Coop Alleanza 3.0 (40,92% del capitale, seguito da Unicoop Tirreno con poco meno del 10% ndr) ci ha da tempo incentivato a sviluppare un discorso evoluto sulla sostenibilità anche grazie all’universo valoriale e identitario che rappresenta. Il legame con il mondo delle Coop è dunque molto di più che un legame commerciale.
La governance del nostro gruppo è improntata alla trasparenza, come dimostrano la presenza di 7 consiglieri indipendenti su 11 membri del board, l’adesione al Codice di corporate governance delle società quotate e gli altri impegni presi con l'inclusione nel segmento STAR, il Segmento dei Titoli ad Alti Requisiti di Borsa Italiana.
A questo possiamo aggiungere i riferimenti del Codice Etico, che abbiamo aggiornato nel 2020 e forniamo ai nuovi assunti e ai dipendenti, e della Carta dei Valori.
Il Comitato per le operazioni con parti correlate è composto da tre membri tutti indipendenti e abbiamo in essere diverse policy per il contrasto della corruzione e dei conflitti d’interesse, comprese la ISO 37001 e la 231 che impone lo specifico organismo di vigilanza.
Il nostro impegno supera però la mera compliance. Ne è la prova la nostra reportistica avanzata in tema di sostenibilità, nonostante la legge non ci imponga la redazione di una Documentazione Non Finanziaria.
Inoltre, di recente abbiamo anche annunciato un percorso verso la validazione SBTi (quella della Science-Based Targets Initiative, ndr), che ci consentirà di raggiungere una riduzione dell’impatto ambientale con un approccio scientifico certificabile in linea con i più generali obiettivi dell’Accordo di Parigi sul Clima e dell’Onu”.

Proprio il contrasto del cambiamento climatico e la riduzione dell’impronta carbonica sono uno dei vostri maggiori impegni sulla sostenibilità. Per esempio le emissioni di GHG italiane (scope 1 e scope 2) da 20.802 tonnellate (circa 693 mila alberi) sono aumentate rispetto all’anno 2020 dei lockdown, ma mostrano un notevole calo sulle oltre 23 mila tonnellate del 2019. Dal 2013 avete tagliato del 21% l’intensità energetica, portandola a 131 Kwh/mq. Quali sono i vostri risultati e i vostri impegni su questo fronte?

“Il contrasto del cambiamento climatico è un nostro obiettivo di lungo periodo, lo testimonia un percorso ormai quasi decennale e quindi per certi versi pionieristico, soprattutto per il nostro settore.
Il piano industriale al 2024 prevede 12 milioni di euro di investimenti in ambito ESG, una cifra ancor più importante, se consideriamo che ci proponiamo come dividend company e portiamo avanti anche un progetto di sviluppo e di rigenerazione urbana come quello delle Officine Storiche di Livorno, un’idea che prevede oltre 15 mila metri quadri di superficie retail, 5.600 metri quadri di residenziale e 13 milioni di euro di investimento. Abbiamo anche avviato l’impegnativo monitoraggio delle emissioni Scope 3, ovvero delle emissioni indirettamente collegate al nostro business, in modo da avere la completa consapevolezza del nostro impatto a livello ambientale.
Già oggi tutta la nostra energia elettrica proviene da fonti rinnovabili, circa 38,8 milioni di Kwh nel 2021, ancora in lieve crescita (+4%) dal 2020, ma ben sotto gli oltre 44,6 mln del 2019 del pre-pandemia. Lo scorso anno abbiamo risparmiato così 17.200 tonnellate di anidride carbonica.
Il taglio del 21% della nostra intensità energetica dai livelli del 2013 ci ha anche confortati sulla correttezza delle nostre scelte: oggi siamo molto meno energivori, condizione di vantaggio in tempi di inflazione dei costi energetici. Si tratta di un impegno non scontato, visto che sono i consorzi dei negozianti a pagare le bollette e noi potremmo limitarci alla manutenzione delle proprietà. Il nostro approccio però è diverso e il dialogo con clienti, fornitori e visitatori vuole sempre essere proattivo.
Abbiamo anche raggiunto una quota del 6,9% di energia autoprodotta sul totale, grazie alla crescita della nostra produzione da fotovoltaico del 20,4% nel 2021 dovuta al pieno utilizzo dell’ultimo (ottavo) impianto inserito sul parcheggio del Centro Commerciale ESP di Ravenna.

Il confronto con la concorrenza europea e italiana in merito alle buone pratiche di sostenibilità è un ulteriore stimolo positivo per tutto il settore.

Le nostre sfide in questo contesto sono d’altronde imponenti, come quella della gestione integrata delle 2.736 tonnellate di rifiuti dei tenant, soltanto in Italia: riusciamo ad avviarne al riciclo il 75% e puntiamo ad aumentare questa percentuale nei prossimi anni. In Romania la quota di riciclo è inferiore, ma operiamo in regime di totale volontarietà visto che le norme locali non hanno stringenti prescrizioni ambientali”.

Come trattate le vostre persone e come le avete difese in tempo di pandemia?

“Le persone sono al centro della nostra strategia di sostenibilità, non solo i nostri 135 dipendenti in Italia e i 31 in Romania, ma anche gli oltre mille operatori commerciali con cui abbiamo rapporti diretti e indiretti, oltre ai nostri clienti. Il 97% dei nostri dipendenti ha un contratto a tempo indeterminato, siamo un gruppo relativamente giovane con un’età media di 45 anni in Italia. L’anno scorso abbiamo registrato un solo infortunio in itinere. Ovviamente allo scoppio della pandemia abbiamo reagito adottando massima precauzione e alla massima sicurezza. I nostri centri sono rimasti tutti aperti perché fornivamo servizi essenziali, abbiamo supportato i nostri tenant e tutelato il nostro personale e la nostra clientela. Va considerato che nel 2020 per le società immobiliari non è stata prevista alcuna forma di ristoro, neppure con alleggerimenti dell’IMU, abbiamo solo potuto servirci del prestito SACE e del Fondo di Integrazione Salariale integrandolo ulteriormente con le nostre risorse affinché il personale non subisse le conseguenze.
Abbiamo comunque applicato tutti i protocolli di sicurezza e continuato a investire nella formazione e nella messa in sicurezza delle nostre strutture. Ne è testimonianza la scelta (innovativa nel nostro settore) di ottenere la Biosafety Trust Certification su 7 centri commerciali con l’obiettivo di prevenire e mitigare il propagarsi delle infezioni da Covid, a tutela della salute delle persone. Siamo impegnati a garantire la sostenibilità dei nostri asset nel tempo attraverso un piano di investimenti che riguardano l’adattamento delle superfici e del merchandising mix. Un esempio è l’avvio dei cantieri di restyling nei due centri di Portogrande (a San Benedetto del Tronto) e La Favorita (a Mantova).
Nel 2021 abbiamo aumentato la dotazione per la formazione a oltre 76 mila euro con un balzo delle ore oltre quota 2000 e una nuova rafforzata concentrazione sulle soft skill.
Investiamo da tempo nel Welfare aziendale che prevede somme per tutti i dipendenti (esclusi i dirigenti) impiegabili tramite una piattaforma dedicata per esempio in servizi sanitari o in scontistica, in formazione, nel tempo libero, nella sanità integrativa. Abbiamo scelto un sistema informatico con un portale unico per uniformare l’offerta per la nostra popolazione aziendale. Siamo stati in prima linea contro il Covid-19 anche accordandoci con le autorità sanitarie a livello locale per l’apertura presso le nostre strutture di hub vaccinali, che sono risultate molto apprezzate dalle comunità (ad esempio a Palermo e Ravenna). Il nostro articolato rapporto con le comunità è fatto anche di cura e protezione, le assicuriamo in tempi ordinari e le abbiamo assicurate anche in tempi straordinari”.

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