Fiera Milano, una strategia di sostenibilità sempre più evoluta

Il colosso del settore fieristico ha integrato i fattori ESG nel piano industriale e sta innovando l’industria con modelli avanzati e specifici



FTA Online News, Milano, 01 Dic 2022 - 11:04

Fatturato 2021 da quasi 130 milioni di euro con utili da 44 mln e un giro d’affari di 161 milioni nei primi nove mesi del 2022. Fiera Milano è uno dei protagonisti del settore fieristico italiano ed europeo con i suoi 664 dipendenti a fine settembre. Nel 2021 ha registrato 47 manifestazioni in totale, di cui 30 organizzate dal gruppo e 17 all’estero. Eventi cui hanno partecipato ben 17.600 espositori. Il gruppo gestisce il quartiere espositivo fieramilano presso Rho, il maggior quartiere fieristico italiano con 345 mila mq lordi e 60 mila mq esterni. Gestisce inoltre il centrale MiCo (MilanoCongressi), il Centro Congressi Stella Polare (nel centro Servizi del quartiere Rho) e il MoMec a Roma. Da questa forte presenza sul territorio proviamo a trarre le indicazioni sulle sfide della società nel campo della sostenibilità.

“Già dal 2015 Fiera Milano ha avviato una reportistica volontaria su tematiche ESG. Nel 2021 la nostra reportistica non finanziaria ha registrato un cambiamento importante con l’integrazione completa del piano di sostenibilità nel piano industriale CONN.E.C.T. 2025 – ci racconta il CFO Andrea Maldi – Il nostro piano presenta obiettivi che superano la compliance e includono, ad esempio, target ESG nei piani di remunerazione a breve e lungo termine del top management. Target ambiziosi che coinvolgono tutta la nostra cultura d’impresa e contengono infatti l’engagement di tutta la popolazione aziendale sulle tematiche ESG e azioni specifiche di riduzione dell'impatto ambientale generato dalle attività del nostro core business, manifestazioni e congressi organizzati presso Fiera Milano. Abbiamo infatti avviato un percorso strutturato di misurazione dell’impronta carbonica delle nostre manifestazioni con la metodologia LCA (Life Cycle Assessment) e formalizzato questo impegno all’ interno del nostro piano di sostenibilità. Stiamo riscontrando un ottimo apprezzamento da parte degli stakeholder, i nostri clienti apprezzano la possibilità di organizzare i loro eventi in un quartiere con alto profilo di sostenibilità sia in termini di servizi offerti che di commitment aziendale. Un impegno che è stato di recente premiato con il rating di Sustainalytics nella seconda miglior classe di rating “Low ESG Risk”, in pratica siamo nel miglior 15% delle 15 mila aziende valutate da questa importante agenzia su scala globale e sono stati apprezzati corporate governance, salute e sicurezza e capacità di misurare in maniera specifica i nostri rischi ambientali”. La sostenibilità nasce dal nostro stesso purpose, che prevede l’impiego del nostro hub europeo e del nostro network globale per la creazione di molteplici opportunità di business per imprese e persone, fornendo eventi innovativi, sostenibili e di portata globale, in linea anche con la mission aziendale.”

Ma quali sono essenzialmente le tematiche su cui Fiera Milano concentra maggiormente la propria strategia di sostenibilità?

“La nostra matrice di materialità - ci spiega Vincenzo Cecere Head of Investor relations & Sustainability - pone al centro i temi relativi alla salute e sicurezza, all’ etica di business, alla qualità del servizio e customer experience, alla corporate governance e alla gestione degli impatti ambientali. In particolare, la responsabilità verso l’ambiente ha assunto un peso più rilevante per gli stakeholder, per questo motivo  abbiamo deciso di supportare l’iniziativa “Net Carbon Zero Events” promossa da UFI, The Global Association of the Exhibition Industry, insieme ad altre associazioni del mondo congressuale e del turismo che si propone di definire una strategia condivisa di misurazione e riduzione delle emissioni del sistema fieristico impegnandosi a raggiungere la neutralità carbonica al 2050, e Fiera Milano, sulla base delle competenze maturate nella misurazione dell’impronta carbonica dei suoi eventi, è pronta a fare la sua parte”

Come è organizzata la governance della sostenibilità di Fiera Milano, come garantite trasparenza e affidabilità agli stakeholder?

Fiera Milano è una società quotata sul segmento STAR di Borsa Italiana, ossia sul paniere dei titoli ad alti requisiti. Già questo impone, tra l’altro, l’adesione alle best practice del Codice di Corporate Governance, ma noi andiamo oltre. Il cda sorvegliato da un collegio sindacale è composto da un numero di consiglieri indipendenti nettamente superiore ai requisiti del Codice, inserito nel contesto di un consiglio con forte presenza femminile.
Nello stesso cda troviamo le prime compiute riflessioni strategiche del gruppo sulla sostenibilità: è infatti istituito un comitato endoconsiliare con deleghe sul controllo del rischio e della sostenibilità che misurano quindi ai massimi livelli amministrativi le sfide ESG di Fiera Milano.

Il raccordo con le funzioni operative avviene grazie al team di sostenibilità, coadiuvato nelle sue funzioni da una squadra di 20 dipendenti con responsabilità specifiche su tutte le aree della sostenibilità, che si riunisce almeno una volta al mese per misurare risultati, obiettivi e percorsi

Fa parte ovviamente del nostro approccio strategico alla sostenibilità la nostra piattaforma integrata di risk management che supporta e monitora tutte le strategie e le tattiche ESG del gruppo. Codici e regole trasversali ci ispirano buone pratiche di business, dal nostro Codice etico al Modello 231, dai dettami del citato Codice di Corporate Governance ai presidi anticorruzione che, per esempio, ci hanno fatto imporre una job rotation dei buyer della funzione Procurement per evitare anche l’ombra di conflitti di interesse.

Va poi considerato l’inserimento dei target ESG nei piani di remunerazione variabile del top management. Sia gli obiettivi, che il loro collegamento alle remunerazioni manageriali sono impegni che vanno oltre i requisiti di legge, ma che fondiamo sulla nostra sincera ambizione di evoluzione concretamente sostenibile del gruppo.

La vostra gente è uno dei vostri stakeholder principali. Penso al personale, ma anche a visitatori e clienti. Come li trattate? Come li sondate? Come li coinvolgete?

“Fiera Milano a fine settembre contava c.660 dipendenti, di cui più del 90% a tempo indeterminato, a conferma della proposta di lungo periodo fatta al personale.
Le nostre figure professionali sono le più diverse, dagli operativi attivi sugli allestimenti o la ristorazione, agli exhibition manager che insieme ai sales e al marketing organizzano e monitorano gli eventi in accordo con i trend del mercato, fino allo staff corporate che amministra e gestisce la struttura intera.

Stiamo favorendo l’ingresso di risorse giovani e dinamiche che possano rinnovare ulteriormente la nostra cultura aziendale. Proponiamo anche una Accademia dei Mestieri, che rappresenta un presidio di continuità intergenerazionale per le competenze: lì il nostro personale senior può trasmettere competenze spesso distintive ai nuovi arrivati.

La formazione sarà basilare nelle nuove strategie di sostenibilità e verterà non solo sui presidi tradizionali (dalla 231, alla sicurezza, all’anticorruzione”) ma anche sul digitale, sulle soft skill e su specifiche tematiche ESG. Do due numeri: 100%, è il target di popolazione aziendale che entro il 2025 vogliamo coinvolgere con almeno un obiettivo specifico e che vogliamo formare con competenze digitali; 43.329, sono le ore di formazione erogata nel 2021, poco meno del quadruplo di quelle erogate nel 2019.

Nel 2022 il gruppo ha voluto erogare un bonus straordinario di 200 euro netti di servizi sulla piattaforma aziendale WellFair. Si tratta di uno strumento essenziale del nostro welfare aziendale che prevede l’erogazione di una molteplicità di servizi, dai servizi sanitari ai contributi per la famiglia, ai sistemi previdenziali integrativi. Il contratto integrativo aziendale prevede iniziative come il tempo solidale o la possibilità di riparametrare gli orari di lavoro in modo da favorire una corretta work-life balance.

Ci sono poi i nostri visitatori ed espositori. Survey prima, durante e dopo gli eventi e analisi dei dati, anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, ci consentono di studiare cosa visitatori e operatori desiderano, di far evolvere l’offerta in direzione della domanda e delle tendenze. Oltretutto in questo ambito proprio il digitale ci regala opportunità sia sul fronte dei servizi che dell’analisi, inimmaginabili fino a non molto tempo fa”.

E l’ambiente? Nel 2021 Fiera Milano ha prodotto 3.974 tonnellate di rifiuti di cui 2.559 destinati al recupero, il gruppo però monitora anche le emissioni di CO2 e ha messo in campo nuove iniziative internazionali per una gestione evoluta della propria impronta. Quali sono i vostri impegni su questo fronte?

“Fiera Milano ha sviluppato una gestione evoluta e integrata della propria sostenibilità ambientale, partendo dalla misurazione avanzata di tutti i propri impatti per arrivare alla creazione di nuovi modelli spesso innovativi per l’intera industria fieristica internazionale. La maggior parte dei nostri rifiuti sono collegati agli imballaggi, in carta, cartone, legno, plastica. I metalli sono una piccola parte e poi ci sono tutti i resti degli stand. Per esempio le moquette, parliamo di 171,32 tonnellate raccolte soltanto nel 2021 che hanno richiesto 74 container: abbiamo avviato al recupero l’86% di questi materiali, con un aumento del 12% sull’anno precedente abbiamo implementato con un fornitore un nuovo sistema che punta al recupero totale. Più in generale ci siamo impegnati a ridurre del 50-60% i rifiuti prodotti dal gruppo entro il 2025 rispetto al 2019.

Il Gruppo e la sua controllata Nolostand hanno ottenuto la certificazione ISO 20121 che attesta la capacità di gestire gli eventi in maniera sostenibile, inoltre Nolostand ha sottoscritto una dichiarazione di impegni per la riduzione degli impatti ambientali e nel 2021 ha conferito al Gruppo Mauro Saviola 411 tonnellate di legno di riciclo, salvando l’equivalente di 911 alberi. Le nostre sedi sono già all’avanguardia con una certificazione Leed Silver per il Centro Servizi, il Centro Congressi e le Torri Uffici di Rho, mentre il MiCo nel 2021 ha ottenuto la certificazione Leed Gold.

Il nostro approccio agli eventi è basato sulle metodologie più avanzate come il Life Cycle Assessment (LCA), un metodo di valutazione dell’intero ciclo di vita. Sul fronte energetico abbiamo già sviluppato una reportistica avanza che conta 14.092 tonnellate di CO2 equivalenti nel 2021, in gran parte emissioni Scope 2 e in forte calo dalle oltre 20 mila del 2019. Vogliamo però definire anche il perimetro delle emissioni Scope 3 e già il ricorso a un nuovo impianto fotovoltaico da 8,2 MWp di proprietà della Fondazione Fiera ci consente di ottenere un quinto del nostro fabbisogno da fonti rinnovabili. Nel 2021 abbiamo registrato un mix energetico in cui le rinnovabili hanno coperto un terzo del totale. Entro il 2025, il 50% almeno della nostra energia dovrà essere da fonti rinnovabili e stiamo avanzando oltre le tappe del piano, valutando anche l’ampliamento della potenza fotovoltaica installata.

Abbiamo da anni in essere un’importante collaborazione con il Banco Alimentare, che ha recuperato nel 2021 in occasione della manifestazione TUTTOFOOD 1.500 chilogrammi di prodotti alimentari.

Con l’UFI, l’associazione globale del mondo fieristico abbiamo inoltre supportato l’iniziativa Net Zero Carbon Events, all'interno del quale Fiera Milano sta contribuendo allo sviluppo di una metodologia condivisa a livello internazionale per la misurazione delle emissioni di CO2 prodotte dai suoi eventi. È coerente con il nostro approccio LCA che ha già avuto una prima prova nella manifestazione Homi Fashion & Jewels del settembre 2021 di cui abbiamo calcolato tutte le emissioni a monte e a valle, 1.256 t CO2, neutralizzandole poi con l’acquisto e la cancellazione dei crediti in carbonio certificati collegati al progetto fotovoltaico di Jalgaon in India”.

Anche i fornitori sono sicuramente uno stakeholder fondamentale per comprendere la vostra strategia di sostenibilità di Fiera Milano. Chi sono? Qual è il loro contributo? Come li selezionate e monitorate?

“Un approccio credibile alla sostenibilità oggi non può prescindere dalla gestione della supply chain. Per noi questo vale ancora di più perché abbiamo un ruolo angolare nel territorio e un rapporto strategico con i nostri fornitori. Ogni anno Fiera Milano genera un impatto economico complessivo positivo per oltre 8 miliardi di euro, tra fornitori, pagamenti, stipendi, spese di espositori e visitatori e contributi fiscali. In pratica contribuiamo a generare più di 52 mila posti di lavoro. Tutto questo senza la nostra stretta e storica rete di collaborazioni non sarebbe possibile. Nel 2021 abbiamo contato 4.452 fornitori, di cui qualificati 995 e 939 italiani. Il 29% dei fornitori ha certificazioni di sostenibilità e, fra gli italiani, l’86% ha sede a meno di 300 km da Fiera Milano. Questo significa un forte ancoraggio al territorio, un lavoro di squadra basato su una collaborazione comune verso obiettivi condivisi, compreso quello di una filiera più sostenibile. L’anno scorso abbiamo condotto 2.800 controlli reputazionali e chiediamo sempre più spesso ai nostri fornitori strutturati certificazioni di sostenibilità, incoraggiandoli a perseguirle quando questo è coerente con le loro dimensioni in un’ottica di crescita condivisa. È un rapporto solido e costante che darà i suoi frutti. Entro il 2025 vogliamo raggiungere una quota rilevante di fornitori qualificati e selezionati anche in base ai criteri ESG”.

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