Equita, la sostenibilità come approccio strategico

L’amministratore delegato Andrea Vismara ci racconta i progetti del gruppo in ambito ESG



FTA Online News, Milano, 18 Feb 2021 - 12:30

Equita è la principale investment bank indipendente d’Italia. Opera come broker per investitori istituzionali e banche partner, e si occupa di ricerca azionaria ed obbligazionaria, di consulenza e di alternative asset management. Prima di tutto però si pone come partner delle PMI nell’approccio al mercato dei capitali e alle sue opportunità. In questo contesto la sostenibilità ha per noi un interesse strategico e molteplice, dal rapporto con gli investitori a quello con le imprese, tanto è vero che l’abbiamo integrata nel modello di business, inserendola tra le cinque priorità del Piano Strategico 2020-2022”. Andrea Vismara, amministratore delegato di Equita, è certo che la sostenibilità sia al tempo stesso una sfida e un’opportunità. Così ci racconta l’approccio dell’investment bank a queste tematiche.

 

In che maniera declinate l’attenzione per gli stakeholder?

“Noi siamo una realtà quotata a Piazza Affari che risponde ai propri soci e che è controllata da manager e dipendenti. Siamo quindi chiamati direttamente a promuovere le migliori pratiche a tutti i livelli, come testimoniato dalla nostra forte attenzione alla sostenibilità. Oltre ai professionisti del gruppo, sono nostri stakeholder anche i clienti, le banche, gli investitori che si affidano alla nostra competenza. Le PMI, che supportiamo nel rapporto con il mercato dei capitali, sono un altro stakeholder fondamentale. L’educazione finanziaria e la proposta di soluzioni sostenibili di finanziamento o di accesso al mercato completano il nostro approccio strategico alla sostenibilità”.

 

Equita

 

Come trattate i vostri professionisti? Qual è il rapporto di Equita con i propri dipendenti?

“Le 165 persone di Equita sono l’asset principale, il motore primo del nostro business. Ne deriva un’attenzione particolare per formazione, welfare aziendale, recruitment e retention. L’età media del personale è di 41 anni, i laureati sono l’80%, l’anzianità lavorativa media è di 9 anni. Il 99% dei contratti di lavoro è a tempo indeterminato: ogni persona che lavora con noi è un investimento e una risorsa. La formazione è dunque fondamentale (48,5 ore pro-capite nel 2019) ed è un fattore di competitività imprescindibile nel nostro campo. Una nostra iniziativa è quella dei “Cineforum”, dove le figure senior di determinate aree raccontano agli altri dipendenti ciò di cui si occupano, promuovendo così l’integrazione delle competenze e del gruppo in generale. Ovviamente ci sono poi corsi di formazione di enti terzi su temi specifici, dai temi di fiscalità alla contabilità. Ci prendiamo cura delle nostre persone anche con iniziative di welfare. Una volta l’anno ogni dipendente di Equita può usufruire di un check-up diagnostico gratuito in un centro specializzato, con convenzioni a prezzo scontato per i familiari. Sono previsti anche incentivi per servizi non monetari, che comprendono spese scolastiche e prestazioni integrative. È previsto un bonus monetario annuale basato non solo sulle performance, ma anche su indicatori riconducibili ai principi ESG (la qualità del clima creato nei rapporti di lavoro, la maturazione delle risorse gestite, il supporto alle strategie ESG, la soddisfazione dei clienti, etc.). Promuoviamo poi diverse politiche di inclusione: circa un quarto dei dipendenti è di sesso femminile e, nonostante questo sia già un buon risultato nel nostro settore, vogliamo sicuramente accrescere questa percentuale”.

 

Per una banca d’investimento l’impegno nella sostenibilità oltrepassa il perimetro dei rapporti professionali interni e chiama in causa quelli con il mercato e le imprese. In questo campo che approccio avete?

“Le PMI sono un punto di riferimento per la nostra sostenibilità. Nel 2018 abbiamo avviato una partnership con Altis, l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore da tempo impegnata su questi temi, per un progetto di condivisione delle rispettive competenze: noi conosciamo bene le PMI quotate a Piazza Affari e loro la sostenibilità. La reportistica ESG globale e i criteri delle agenzie di rating spesso risultano limitanti per le PMI. L’accento sull’impatto ambientale e sui criteri di governance pone in secondo piano aspetti sociali fondamentali, come il rapporto con le comunità e con i dipendenti, che invece illuminano importanti istanze ESG nelle PMI. Così abbiamo iniziato a condurre ricerche e sondaggi presso investitori e società quotate, per sensibilizzare sia le imprese che la comunità finanziaria su istanze finora trascurate. In un’ottica di maggiore trasparenza e supporto agli investitori, è nostra intenzione arricchire la ricerca con analisi qualitative che aiutino a capire come la società analizzata affronta il tema della sostenibilità e come lo stia incorporando all’interno del business. D’altronde gli investitori e i clienti chiedono sempre più spesso una visione più completa del business e un’analisi dei rischi ESG più accurata”.

 

Vi occupate anche di ricerca, di investment banking e di alternative asset management con Equita Capital SGR (un miliardo in gestione). Le nuove sfide della sostenibilità sono presenti anche in queste attività?

“Certo. Le istanze ESG sono trasversali ai business e agli stakeholder. Partecipiamo alla Sustainable Finance Partnership promossa da Borsa Italiana per le soluzioni innovative di finanza sostenibile, un network di competenze del settore che mette a disposizione delle imprese nuovi strumenti di consulenza e accesso ai mercati dei capitali. Proprio in questo ambito siamo stati lead manager e intermediario del primo green bond corporate distribuito tramite la piattaforma del mercato MOT di Borsa Italiana, quello di Alerion da 200 milioni di euro. Sulle attività di gestione alternative poi, Equita Capital SGR ha sottoscritto i Principi di Investimento Responsabile dell’ONU e tiene quindi conto nelle proprie decisioni di investimento di fattori come la corporate governance, le pratiche ESG, il rispetto dei diritti e l’impatto ambientale. È un approccio che crea valore per i nostri clienti e che è supportato anche dal nostro team di ricerca. Le operazioni di private debt che curiamo in favore delle PMI, per esempio, sono un sostegno all’economia reale e vengono sempre inquadrate in un’ottica sostenibile e costruttiva.”.

 

Come avete vissuto l’emergenza del Covid-19?

“Gli investimenti in tecnologia degli ultimi anni si sono rivelati una risorsa preziosa. Da un giorno all’altro siamo stati in grado di passare facilmente al lavoro da remoto. Eravamo attrezzati. Ovviamente abbiamo messo la sicurezza al primo posto, con tutte le precauzioni del caso. Per garantire la totale sicurezza sul luogo di lavoro abbiamo messo a disposizione dei dipendenti e dei loro familiari test sierologici e tamponi rapidi in sede, e a settembre e a gennaio abbiamo effettuato uno screening generale sulle persone al ritorno dalle vacanze. Abbiamo anche stipulato degli accordi con alcuni centri specializzati per la somministrazione del vaccino antipneumococco e antiinfluenzale. Adesso è però il momento di ripartire. Siamo moderatamente ottimisti e vediamo diverse opportunità sul mercato”.

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