doValue, la sfida della sostenibilità nel credit servicing

La società di gestione del credito non performing e del real estate racconta l’approccio ESG al suo business



FTA Online News, Milano, 22 Lug 2021 - 13:00

Negli ultimi anni doValue è diventata il primo operatore del Sud Europa attivo nei servizi di credit management e real estate con circa 160 miliardi di euro di crediti problematici in gestione per conto di Banche e Investitori. La società nasce nel 2015 con l’acquisizione di UCCMB - UniCredit Credit Management Bank S.p.A da parte di fondi affiliati a Fortress che integrano le nuove attività con quelle dello storico operatore italiano Italfondiario, già controllato. A luglio 2017 il titolo doValue debutta in Borsa e tra il 2018 e il 2019 attraversa una fase di forte espansione e diversificazione nel mercato del sud Europa avviando un processo di trasformazione ed integrazione di Gruppo. Nel 2019 doValue perfeziona l’acquisizione dell’85% del capitale della società spagnola Altamira Asset Management, uno dei principali servicer europei di Non Performing Loans e Real Estate asset. Nel 2020 acquisisce l’80% del capitale della società di servicing greca FPS da Eurobank SA, oggi doValue Greece. Oggi il Gruppo, che è presente in 5 Paesi, Spagna, Italia, Portogallo, Cipro e Grecia con oltre 3.200 dipendenti, ha come azionista di riferimento Avio S.à r.l., società di diritto lussemburghese, affiliata al Gruppo Fortress a sua volta acquisito da Softbank Group Corporation nel dicembre 2017. Al 13 luglio 2021 Avio S.à r.l. possiede il 25,05% delle azioni della Capogruppo doValue. Un ulteriore 1,74% di azioni doValue sono detenute da altri investitori analogamente riconducibili a Softbank Group Corporation, con una quota complessiva detenuta dal medesimo pari al 26,79%.

Tra le altre partecipazioni rilevanti il 13,58% delle azioni di doValue è detenuto da Bain Capital.

Qual è il suo approccio alla sostenibilità?

“Il dialogo con gli stakeholder ha rappresentato il punto di partenza per la definizione della nostra strategia di sostenibilità – ci spiega Ludovica Capasso, Country Chief of Communication & Sustainability Officer di doValue - Mediante la nostra attività di gestione di crediti deteriorati, da anni ci impegniamo nel garantire la solidità del sistema creditizio senza mai trascurare, tuttavia, il rispetto e le esigenze dei clienti finali attraverso la ricerca, ove possibile, di soluzioni preferibilmente stragiudiziali finanziariamente sostenibili.”

Foto Ludovica Capasso

Gli stock di NPL sono già stati un problema sistemico per l’Italia negli anni addietro e, dopo un taglio del 70% dal 2015 a oggi (ammirato anche in Europa), si è sviluppato un mercato evoluto che ora, con la pandemia, potrebbe chiamarvi a una nuova sfida. S&P Rating ha stimato un raddoppio dei deteriorati fino a circa 200 miliardi (lordi) e probabilmente sarete chiamati dal mercato in un numero crescente di occasioni. Il valore sistemico di questi interventi, in tutela non solo dei bilanci bancari, ma anche della tenuta generale dell’economia e delle imprese, non ha forse a che fare con la sostenibilità?

“Senza dubbio. Stiamo assistendo alla dimostrazione dell’importanza sistemica delle attività di gestione di crediti e asset real estate, in grado di favorire un supporto alle banche ai fini di una rapida ripresa dell’erogazione del credito a beneficio di cittadini e imprese, agevolando e accelerando il percorso verso il ritorno alla crescita economica. Gli investitori internazionali specializzati, principali clienti del Gruppo insieme alle banche, hanno quindi continuato a supportare tale processo con ingenti investimenti in portafogli di crediti o veicoli di cartolarizzazione degli stessi”.

Nel 2020 avete aggiornato la vostra matrice di materialità: cosa è venuto fuori da questa review delle istanze più rilevanti di doValue su questi temi? In generale come è organizzata la sostenibilità della società in termini di governance?

“La matrice di materialità 2020 inserita nella quarta Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria, che rappresenta non solo un reporting di compliance normativa, ma anche una leva strategica nel monitoraggio dei rischi, mostra rispetto a quella dello scorso anno l’aumento di rilevanza per il Gruppo dei temi “Politiche e procedure anticorruzione”, “Valutazioni di performance economica e di solidità finanziaria del Gruppo” e “Tutela dell’occupazione e benessere delle persone” oltre che l’ingresso in matrice della tematica “Impegno per la comunità”. Con la revisione della matrice di materialità abbiamo proseguito il percorso di integrazione della sostenibilità nella strategia aziendale, puntando alla creazione di valore condiviso nel lungo periodo e focalizzandoci su tre pilastri principali: valore per i dipendenti, valore sociale e valore ambientale. La crescente attenzione ai temi ESG ha rappresentato per il Gruppo doValue un cambiamento di paradigma che ha consentito di coniugare crescita economica e sviluppo sostenibile. Con questo stesso approccio abbiamo declinato le tematiche sociali nelle nostre attività quotidiane. Il Gruppo doValue è fortemente impegnato nel rispettare i più alti standard etici e morali. Attraverso l’adozione del Codice Etico doValue garantisce che i comportamenti dei suoi collaboratori siano improntati su principi di correttezza, collaborazione, lealtà, trasparenza e rispetto reciproco. Inoltre, nel 2020 è stato aggiornato il Data Protection framework di Gruppo e definita una Cyber Security Roadmap per garantire la sicurezza e la protezione dei dati personali dei dipendenti e collaboratori, attraverso un approccio risk-based, coerente con i requisiti normativi applicabili e con le aspettative di tutti gli Stakeholder.

Con oltre 3.200 dipendenti siete soprattutto una società di persone. Come trattate i vostri dipendenti?

“Le nostre persone sono il nostro asset principale. In genere provengono da studi giuridici o economici, ma per un settore specializzato come il nostro è comunque fondamentale l’aggiornamento e doValue lo scorso anno ha erogato oltre 42 mila ore di formazione. Ai nostri dipendenti, al 99,4% con contratto a tempo indeterminato, offriamo una proposta di lungo periodo basata su un ambiente inclusivo che rispetta e promuove le differenze. Il 57,9% del nostro personale è donna, siamo partner storici di Valore D e seguiamo progetti e protocolli di inclusione come l’Equal Opportunity Plan o l’Harassment Prevention Protocol.  Inoltre, in tema di Diversity, il Gruppo ha istituito un Diversity & Inclusion Council che orienta la strategia e sviluppa piani di inclusione e diversità di Gruppo. In Italia è stato istituito nel 2018 il Diversity & Inclusion Committee, per ascoltare le persone di doValue e supportarle a esprimere il proprio potenziale, a prescindere dalle generazioni, dallo status e da altri fattori di diversità. Integriamo la nostra proposta con un welfare aziendale che comprende piani assicurativi sanitari, un sostegno concreto alla genitorialità, comprese delle borse di studio, e vari progetti per le comunità. Abbiamo anche promosso un corso di specializzazione con la LUISS ed istituito un’Academy aziendale che negli anni ha consentito l’ingresso in Azienda a numerosi giovani neolaureati. Nel 2020 abbiamo incrementato il dialogo con le nostre persone e abbiamo lanciato la prima Survey che ha coinvolto tutte le società del Gruppo e ha rappresentato per i dipendenti l’opportunità di esprimere la propria opinione sull’ambiente di lavoro.”

Come avete difeso la vostra gente dalla pandemia?

“Per tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti, in Italia e all’estero, doValue ha attivato il Comitato di Business Continuity & Crisis Management per fronteggiare l’emergenza, garantendo la continuità operativa e proseguendo il percorso di sviluppo intrapreso. Abbiamo applicato tutti i protocolli di sicurezza, mascherine, distanziamento, misurazione della temperatura e così via. Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria è stata adottata la modalità di lavoro smart working che ha permesso al Gruppo di continuare a lavorare in totale sicurezza. Inoltre, attraverso l’implementazione di polizze assicurative ad hoc per il Covid-19, sono state attivate specifiche misure per garantire la salute dei dipendenti”.

Cosa chiedete ai vostri fornitori e alle reti di Legali e Professionisti Esterni?

“Innanzitutto, l’adesione ai principi del nostro codice etico e nella scelta dei propri fornitori, il Gruppo adotta principi di correttezza e trasparenza. Nel valutare l’opportunità di una collaborazione, vengono presi in considerazione non solo criteri legati all’affidabilità tecnica, economica e patrimoniale ma anche criteri di selezione che garantiscano la correttezza, l’imparzialità, la qualità, l’eticità delle prestazioni e il rispetto di indicatori ESG. La Rete Esterna di Legali e Professionisti nello svolgimento delle attività di recupero crediti deve attenersi agli standard di condotta coerenti con quelli indicati nel Codice Etico del Gruppo. Il dialogo con tutti gli stakeholder favorisce la nostra attenzione verso le comunità locali in tutti i Paesi in cui siamo presenti. Siamo storici sostenitori di Save the Children e promuoviamo diverse iniziative ambientali”.

Noto infatti in quest’ambito una certa attenzione e qualche novità…

“Nonostante le emissioni siano una istanza limitata per la natura del nostro business, amiamo prestare una certa attenzione anche a questi aspetti. Abbiamo imparato che una rendicontazione di sostenibilità accurata è anche una best practice aziendale e produce efficienza e sviluppo. Nel corso del 2020 il Gruppo ha proseguito nell’intento di migliorare la propria sostenibilità energetica. Da diversi anni aderiamo all’iniziativa PlasticLess di LifeGate e l’energia proveniente da fonti rinnovabili copriva a fine 2020 il 42% del nostro fabbisogno elettrico. Anche il nostro sito web è a impatto zero, cioè compensiamo le emissioni di CO2 con un progetto di riforestazione in Italia (Zero Impact Web)”.
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