Digital Magics, nelle startup la chiave di un futuro sostenibile

Marco Gay, ecco perché il digitale è alla base di ogni approccio ESG



FTA Online News, Milano, 22 Feb 2022 - 10:10

"Digital Magics è un incubatore certificato di startup innovative nato nel 2003. Ha ereditato dal fondatore Enrico Gasperini l’ambizione alla generazione di impatto nell’ecosistema digitale. Contribuisce allo sviluppo di progetti di successo dall’idea fino all’IPO. Oggi 79 società operative compongono un portafoglio del valore stimato di 53 milioni di euro. Il piano industriale al 2025 punta a superare le 200 startup partecipate per un valore di più di 100 milioni di euro. Il portfolio punta con decisione sui macrotrend più promettenti, con una particolare attenzione per il Fintech/Insurtech, l’Enterprise Software, l’eCommerce/Marketplace.

Parte essenziale della nostra proposta di valore agli stakeholder è la fitta rete di partnership strategiche che abbiamo creato negli anni, dagli azionisti di pregio come TIP (primo socio del gruppo con il 20,87% del capitale, ndr), Innogest SGR e più di recente l’università LUISS, ai coinvestimenti con CDP Venture Capital SGR, con Banco BPM, alle collaborazioni con il MIUR e l’Università Telematica Pegaso. Abbiamo infine una radicata presenza sul territorio italiano e profondi legami creati con l’obiettivo di essere il più importante hub nazionale di innovazione per il Digital Made in Italy”. Soci, partner e territorio per Marco Gay, azionista, presidente di Digital Magics, sono i punti di forza del posizionamento strategico del gruppo.

Quali sono le linee guida della vostra strategia di sostenibilità? Quali gli ambiti nei quali potete dare un contributo?

“La nostra missione è promuovere la digitalizzazione, coltivando nuovi talenti e trasformandoli in impresa. Competenze e Open Innovation possono generare in questo senso valore condiviso, possono puntare sul futuro. I nostri programmi di accelerazione coinvolgono investitori, industrie, tecnici nell’ambizione di sviluppare il futuro del Paese e promuovere una crescita moderna, ma anche centrata sull’essere umano. Per fare questo seguiamo un approccio molto concreto, perché la crescita deve essere sostenibile anche economicamente. Ogni anno valutiamo circa 1500 progetti, meno dell’1% viene selezionato per l’accesso ai programmi di accelerazione o incubazione. Il nostro team (14 dipendenti e una trentina di risorse complessivamente, ndr) ha più di 300 anni di esperienza cumulata nel settore e guarda le persone che portano avanti il progetto, l’idea che lo nutre e la sua sostenibilità con l’obiettivo di approdare a un business plan. Il peso dei write-off delle nostre startup è intorno al 40%, bassissimo per il settore.
Oggi il digitale è trasversale a tutte le istanze ESG, perché mette al centro il dato, senza il quale non si hanno le informazioni e non si possono ottenere performance. Solo con la tecnologia possiamo misurare le emissioni di un’impresa, i risultati di un efficientamento produttivo o la soddisfazione dei clienti. Noi in questo campo siamo dei pionieri. Spesso le contaminazioni ci sorprendono: una delle nostre startup, Macingo, si occupa di trasporti di merce ingombrante e si è quindi sempre impegnata nell’ottimizzazione delle operazioni di carico, per evitare ad esempio il vuoto dei camion. L’obiettivo era economico, ma il risultato è stato anche sostenibile perché ha tagliato le emissioni di anidride carbonica. Tutto questo va oltre le buone pratiche”.

Lo scorso aprile avete redatto il vostro primo bilancio di sostenibilità, poi avete avviato le procedure per diventare BCorp, sempre più spesso affrontate le tematiche ESG: c’è un percorso?

“Senza dubbio. Dapprima è stato il mercato a indicarci l’importanza della sostenibilità, ma poi abbiamo scoperto che già facevamo tante cose in questo campo. Tanti ragazzi che lavorano con noi avevano già un radicato approccio ESG, sempre più spesso le nostre startup indicavano nella sostenibilità un riferimento indispensabile. Così abbiamo inserito nei nostri programmi di formazione queste tematiche e nel frattempo le abbiamo poste tra i criteri di selezione dei nostri investimenti. Altre nostre iniziative andavano già in quella direzione.
Il GIOIN (Gasperini Italian Open Innovation Network) è un evento dedicato all’Innovazione Aperta, un ponte culturale tra istituzioni, imprenditori e startupper. Un appuntamento con la crescita.
Il Talent Garden, di cui siamo soci al 10%, è la più grande comunità di esperti del digitale d’Italia e contribuisce in maniera essenziale ai nostri piani di formazione.
Abbiamo anche lanciato un programma di accelerazione dedicato all’imprenditoria femminile, MIA Miss In Action. C’è anche Magic Wand Sustainability, un programma di accelerazione lanciato due anni fa e dedicato all’economia circolare, a modelli sostenibili di produzione e consumo, all’accesso alle energie rinnovabili. Lo abbiamo cofinanziato con Lazio Innova ed è stato un’altra idea per la ripartenza dopo la pandemia. Le nostre Magic Wand hanno però affrontato anche molti altri temi di stretta attualità, dal Fintech alla Blockchain, con la collaborazione di grandi imprese.
In questa fase di grande sviluppo delle startup in Italia, con oltre un miliardo di investimenti nel 2021 e più di 13 mila startup innovative nel Bel Paese, siamo orgogliosi di fornire il nostro contributo al cambiamento".

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