Auto elettrica, scettico l’ad di FCA Marchionne

Per il manager è un’arma a doppio taglio



FTA Online News, Milano, 04 Ott 2017 - 18:04

L’auto elettrica? “Non è la soluzione per il futuro”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Fca (Fiat Chrysler Automobiles)Sergio Marchionne in occasione del conferimento della laurea honoris causa dell’Università di Trento in ingegneria meccatronica.

“Noi, in FCA stiamo lavorando su tutte le diverse forme di auto elettrica: dagli ibridi leggeri a 48 volt, agli ibridi tradizionali, ai plug-in, ai sistemi totalmente elettrici - ha precisato il manager, aggiungendo poi -Ma forzare l’introduzione dell’elettrico su scala globale, senza prima risolvere il problema di come produrre l’energia da fonti pulite e rinnovabili, rappresenta una minaccia all’esistenza stessa del nostro pianeta”. 
Il problema è insomma quello di non spostare l’impatto sul pianeta dal veicolo alla centrale di generazione che, se ancora alimentata da fonti fossili e vista l’enorme quantità di energia richiesta da una mobilità elettrica su scala globale, potrebbe non solo mantenere, ma aggravare l’impatto antropico sul pianeta.

Gli studi di Fca sui modelli elettrici puri e ibridi continuano, ma Marchionne non ha nascosto le criticità: “Non possiamo ignorare alcuni elementi importanti - ha specificato portando l’esempio della Fiat “500 elettrica” statunitense - “L'abbiamo lanciata cinque anni fa in California: per ogni 500 elettrica venduta negli Usa perdiamo 20mila dollari”. Il problema della sostenibilità oltreché ambientale potrebbe insomma essere anche economico.

Per una curiosa coincidenza lo stesso giorno in cui Marchionne parlava a Rovereto, dove il Polo Meccatronica, hub tecnologico di Trentino Sviluppo, è stato scelto da FCA per creare insieme a vari partner un circuito stradale ultratecnologico in un’area di 15 mila metri quadrati, il colosso globale dell’auto elettrica Tesla annunciava di aver mancato gli obiettivi di produzione del Model 3 di misura, appena 260 tra luglio e settembre contro le 1.500 previste per vari “colli di bottiglia” nella catena di produzione nonostante la capacità degli impianti in California e in Nevada.
Complessivamente nel terzo trimestre la Tesla ha consegnato 26,150 vetture delle quali 14.065 Model S e 11.865 Model X e appena 220 Model 3: dati di vendita in crescita per i primi due modelli del 4,5% sul terzo trimestre del 2016. Il titolo dell tesla nelle due sedute successive ha comunque recuperato parzialmente terreno dopo i ribassi che lo avevano colpito fin dal 19 settembre.
Nei primi sei mesi del 2017 Tesla ha registrato perdite da 798 milioni di dollari in aumento rispetto ai 575 milioni di rosso della prima metà del 2016. Il gruppo ha anche moltiplicato il fatturato della prima metà del 2016 da 2,41 a 5,48 miliardi di dollari.

In passato l’eclettico fondatore della casa di Palo Alto Elon Musk ha dichiarato di attendersi un gruppo in utile entro il 2020, ma di recente alcuni analisti avevano ipotizzato un’accelerazione che avrebbe potuto portare Tesla a risultati positivi già nel 2018. Sarà da vedere se la produzione e la politica dei prezzi di queste vetture ancora destinate a un pubblico di nicchia consentiranno così presto l’agognato break even.

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