Migliorare la rendicontazione sul clima delle aziende

Pubblicato il report della Project Task Force dell'EFRAG



Forum per la Finanza Sostenibile, 28 Feb 2020 - 14:50

L'European Corporate Reporting Lab @EFRAG (European Lab) è stato istituito dall'European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) in risposta Piano d’Azione per finanziare la crescita sostenibile: i dieci obiettivi identificati dalla Commissione Europea includono infatti il miglioramento delle comunicazioni sui temi di sostenibilità da parte delle aziende.

Il lavoro dell’European Lab dell’EFRAG consiste in:
• facilitazione del dialogo tra aziende, investitori e altre parti interessate;
• pubblicazione di report riguardanti il contenuto e i risultati di questo dialogo.

A inizio febbraio 2020, la Task Force on Climate-related Reporting avviata in seno all’European Lab ha pubblicato un report dedicato alla comunicazione di informazioni non finanziarie legate al clima da parte delle aziende. Coerentemente con il mandato dell’European Lab, il documento fornisce un'analisi delle buone pratiche per la rendicontazione delle analisi di scenario legate al rischio climatico e include esempi virtuosi in materia di reporting all’interno delle quattro aree tematiche individuate nel 2017 dalla Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) del Financial Stability Board: a) governance; b) strategia; c) gestione del rischio climatico; d) metriche e obiettivi.

Il documento punta a conciliare le prospettive di produttori e utilizzatori della reportistica aziendale: da un lato, gli investitori cercano informazioni sempre più accurate e complete sull‘esposizione delle imprese ai rischi legati al clima; dall’altro, le aziende sono sempre più consapevoli dell’importanza di comunicare in modo trasparente ed efficace i dati riguardanti gli aspetti climatici, a beneficio sia dell’organizzazione stessa, sia degli stakeholder.

Per redigere il report sono state esaminate le rendicontazioni di sostenibilità di 149 società quotate di grandi, medie e piccole dimensioni – principalmente europee e appartenenti a diversi settori produttivi– individuando 58 esempi virtuosi tra 30 di queste aziende.
Le aziende analizzate evidenziano livelli diversi di maturità, in particolare rispetto alla definizione degli obiettivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità legati al clima. In generale, l’indagine rileva un buon livello di reporting delle politiche aziendali introdotte, ma una carenza di informazioni rispetto al monitoraggio, alla gestione dei rischi climatici e all’integrazione dei temi legati al clima nei processi aziendali.
Tra le buone pratiche selezionate si citano: la corrispondenza di politiche, strumenti e analisi di scenario alle raccomandazioni della TFCD; la scelta di esplicitare in che modo gli obiettivi aziendali sono allineati agli obiettivi climatici nazionali e internazionali, e in particolare all'accordo di Parigi; l’impegno costante e di lunga durata a fornire aggiornamenti periodici sulla gestione degli impatti ambientali dell'azienda attraverso un quadro dinamico; l’identificazione di rischi e opportunità legati al clima all’interno di orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine; la divulgazione di dati che consentono agli utenti di comprendere e collegare diverse categorie di informazioni non finanziarie con i rischi, le politiche aziendali e i KPI corrispondenti; la stima dell’impatto in termini di effetti sul riscaldamento globale dei titoli azionari e obbligazionari emessi; l’indicazione di come l’azienda supporta i propri clienti nella transizione verso un modello sostenibile (definito come inside-out impact); la valutazione del raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati dal CdA.

Inoltre, dal rapporto emerge che le pratiche di rendicontazione delle imprese a media e bassa capitalizzazione sono generalmente meno complete e accurate rispetto a quelle delle aziende a capitalizzazione maggiore; il dato è probabilmente riconducibile ai maggiori costi relativi del reporting aziendale per le imprese più piccole e al fatto che in molti casi queste ultime si trovano in una fase ancora embrionale di implementazione dei processi di disclosure.

Il rapporto non commenta l'effettiva attuazione della strategia di sostenibilità di un'azienda, ma mira a guidarne le evoluzioni per quanto riguarda la rendicontazione delle informazioni non finanziarie. Tra le criticità da superare la Task Force segnala:
• la diffusione da parte delle aziende di informazioni troppo generiche, che si rivelano un ostacolo alla valutazione della reportistica aziendale da parte degli utenti;
• l’assenza di connessioni esplicite tra le informazioni legate al clima e le informazioni finanziarie tradizionali;
• la non completezza di alcune informazioni divulgate dalle imprese, ad esempio in merito all’orizzonte temporale dei rischi o alle metodologie utilizzate per la valutazione degli stessi.
Vista l'urgenza legata alla crisi climatica, l’obiettivo dichiarato della Project Task Force è che il rapporto possa contribuire a innalzare la qualità delle informazioni aziendali relative al clima già dal prossimo ciclo di rendicontazione.

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