Borsa Italiana e Associazione CAF Onlus: insieme contro il disagio

Attraverso LSEG Foundation, è stata siglata una partnership che ha l’obiettivo di supportare i ragazzi vittime di difficoltà familiari, favorendone anche la formazione e l’inserimento nel mondo lavorativo

 

Responsabilità sociale d'impresa. Quante volte, ormai, abbiamo sentito queste parole? In estrema sintesi, si tratta dell'impegno, da parte delle aziende, a inserire nella propria visione strategica anche l'attenzione a temi di impronta etica e sociale. Facile a dirsi, un po' più difficile a farsi. Non per Borsa Italiana, che attraverso LSEG Foundation, da tempo collabora con realtà del terzo settore.

L'ultimo accordo, di durata triennale, è stato siglato un paio d'anni fa con l'Associazione CAF Onlus di Milano, realtà impegnata da tempo nell'accoglienza e nella cura di minori vittime di maltrattamento e nel supporto alle famiglie in crisi. «Ogni tre anni scegliamo un'associazione da supportare attraverso una rosa di candidature che ci viene sottoposta dai nostri dipendenti - racconta Fabrizia Staiano, Head of Community Relations, Marketing & Corporate Events di Borsa Italiana -. Nel 2018 abbiamo selezionato Associazione CAF perché si occupa anche di tematiche che riteniamo vicine al nostro mondo, come la riqualificazione delle persone e il loro inserimento lavorativo».

Una partnership, questa, che merita di essere approfondita con l'aiuto di Emanuela Angelini e Francesca Zoppi, rispettivamente responsabile comunicazione e fundraising e direttore operativo della onlus milanese.

 

Una storia che fa la differenza

Lo scorso 12 dicembre l’associazione ha spento 41 candeline, proprio pochi giorni dopo aver ricevuto l’Ambrogino d’oro, riconoscimento assegnato ogni anno a personalità e realtà milanesi che si sono distinte per l’impegno civico. Quella di Associazione CAF è una storia particolare, iniziata nel 1979 per volere di Ida Borletti, che fa dell’associazione il primo centro italiano specializzato nel recupero terapeutico dei bambini e adolescenti vittime di abusi e maltrattamenti, nonché delle loro famiglie. Ida Borletti importa dagli Stati Uniti un approccio rivoluzionario, basato su tecniche educative e psicologiche che ribaltano i capisaldi della pratica diffusa in Italia in quegli anni, imperniata solo sulla garanzia dei servizi assistenziali di base. «Il progetto CAF è nato con un’idea ben precisa: non limitarsi ad accogliere i bambini, ma curare i loro traumi - spiega Emanuela Angelini -; questo per spezzare la catena che troppo spesso trasforma i minori vittime di violenza in adulti violenti».

Oggi l’associazione è una realtà consolidata e un punto di riferimento conosciuto in tutto il territorio milanese. «E grazie al fundraising siamo riusciti ad ampliare la struttura e a potenziare le nostre competenze - prosegue Emanuela -. Con un team interamente dedicato alla raccolta fondi e una preziosa rete sociale solidale, tra cui quella di Borsa Italiana, abbiamo arricchito le nostre aree di intervento con nuovi servizi».

 

Agire su più fronti

Il modello di intervento dell’Associazione CAF agisce su tre aree principali: la prevenzione del disagio nella relazione genitore-figlio, l’accoglienza e la cura di minori tra i 3 e i 18 anni all’interno di comunità residenziali psico-educative e il sostegno alla famiglia, da un lato rivolto ai nuclei familiari di origine dei minori accolti, dall’altro alle famiglie affidatarie. «Per tutelare il benessere dei bambini abbiamo ritenuto opportuno rafforzare l’area di prevenzione e assistenza alle famiglie con programmi di sostegno e formazione ad hoc» racconta Francesca Zoppi. Nel tempo poi, viste le necessità emerse dal territorio, l’associazione ha ampliato anche l’area dedicata all’accoglienza e alla cura di bambini. E così i servizi, inizialmente pensati per i bambini dai 3 ai 10 anni, sono stati predisposti anche per i ragazzi preadolescenti e adolescenti. «Nel 2014 abbiamo inaugurato il filone di accoglienza “teen”, inizialmente con una Comunità di 10 ragazzi, e il Centro diurno Teen Lab, uno spazio pensato per gli adolescenti del territorio, in cui poter sviluppare i propri talenti e mitigare le difficoltà» interviene Emanuela. «Poi abbiamo aperto una seconda Comunità per cinque ragazzi e nel 2019 la Teen House, una residenza realizzata, anche grazie anche al sostegno di Borsa Italiana, per accompagnare verso l’autonomia i neomaggiorenni che affrontano il complicato ingresso nel mondo adulto», racconta Francesca.

 

Una partnership che unisce

La partnership con Borsa Italiana si inserisce proprio nel filone di assistenza e cura degli adolescenti, ed è un progetto portato avanti sia attraverso il sostegno economico, sia con la partecipazione dei dipendenti ad attività di volontariato come il supporto allo studio, la raccolta fondi e l’organizzazione di eventi benefici.

Il contributo di Borsa Italiana, nello specifico, è orientato allo sviluppo di percorsi formativi ed educativi mirati, che accompagnano i ragazzi accolti in Comunità al rientro in famiglia, e i neomaggiorenni residenti fuori dalla famiglia al raggiungimento di un’autonomia abitativa e lavorativa. «I volontari di Borsa Italiana affiancano i ragazzi nelle attività di studio e orientamento lavorativo - spiega Francesca -: sono un grande punto di riferimento, soprattutto in un momento delicato come quello attuale».

In questo periodo, infatti, con la sospensione di tutte le iniziative solidali in presenza, Borsa Italiana e Associazione CAF hanno unito le forze per implementare una serie di attività di supporto didattico da remoto in modalità one to one, e continuare a garantire ai ragazzi una rete di sostegno su cui contare in ogni momento.

«Le esperienze di responsabilità sociale sono da sempre parte integrante della filosofia di Borsa Italiana. E le partnership, insieme ad azioni solidali come raccolte fondi, promozione di giornate di volontariato in azienda e donazioni, sono alcuni degli strumenti che Borsa Italiana promuove per rinnovare con costanza il proprio impegno sociale e per il territorio», conclude Fabrizia Staiano.

E quest’anno, il Consiglio di Amministrazione di Borsa Italiana ha donato un milione di Euro al Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Milano destinato ad aiutare, nell’immediato, coloro che più di altri sono messi in difficoltà dalla diffusione del Corona Virus e, successivamente, a sostenere la ripresa delle attività cittadine con interventi strutturali destinati alla ricostruzione del tessuto socio-economico della città, con particolare attenzione a imprese, piccoli esercizi, lavoratori a rischio e a coloro che hanno perso il lavoro a causa della pandemia. In particolare, i fondi erogati da Borsa Italiana saranno destinati in via prioritaria a favore dei giovani siano essi ragazzi in difficoltà economica o giovani imprenditori.

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