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Sicurezza stradale, CNEL: "Azioni mirate e incisive per attuare piano governo"

News Image (Teleborsa) - "L'ambizioso obiettivo del dimezzamento del numero delle vittime, previsto dal Piano Nazionale della sicurezza stradale al 2030 e, ancor più, quello particolarmente sfidante delle zero vittime del 2050, come auspicato dalla Commissione europea, richiedono l'esecuzione di interventi precisi e un monitoraggio attento del modo in cui le finalità generali e strategici saranno poi declinate in azioni per le quali sarà opportuno coinvolgere non solo tutti gli attori istituzionali, le Amministrazioni centrali e locali competenti, ma, anche, le parti sociali e le associazioni di rappresentanza degli interessi, attivando le sedi di confronto e analisi quale la Consulta per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile istituita al Cnel". È quanto affermano il presidente del Cnel Tiziano Treu e il coordinatore della Consulta Nazionale per la Sicurezza stradale e la Mobilità sostenibile del Cnel Gian Paolo Gualaccini.


"L'ultimo rapporto Audimob ha evidenziato che gli italiani sono tornati a muoversi e nei loro spostamenti post-emergenza Covid sono più attenti alla svolta green. I cittadini – ha sottolineato Gualaccini, intervenuto ieri in audizione innanzi all'VIII Commissione Lavori Pubblici del Senato sul Piano nazionale sicurezza stradale 2030 – amano le e-bike e l'utilizzo crescente dei monopattini elettrici è sotto gli occhi di tutti. Per la mobilità condivisa, il 2020 è stato un anno di luci e ombre. La flotta complessiva di veicoli è cresciuta del 65% con un parco disponibile di 85mila mezzi, ma si tratta di un incremento quasi interamente imputabile ai monopattini elettrici (+35mila veicoli in un anno). Per aumentare i livelli di sicurezza di cui al PNSS 2030, occorre quindi puntare sulla pianificazione della mobilità nei singoli municipi delle grandi città, valorizzando il mobility manager quale figura che conosce le criticità del territorio urbano specifico. Per raggiungere l'ambizioso obiettivo previsto dal Piano al 2030 è necessario puntare sulle campagne di sensibilizzazione e informazione, accanto alle altre azioni previste. La responsabilizzazione, in particolare dei giovani, costituisce la leva fondamentale su cui puntare".

Per Gualaccini serve un approccio integrato sul tema della sicurezza stradale. "La politica per la sicurezza stradale – ha affermato l'esponente del Cnel – dovrà essere compiutamente coordinata con le altre politiche e relativi obiettivi nonché con gli interventi previsti dal PNRR visti i molti punti di contatto tra la sicurezza stradale e le politiche in materia di energia, ambiente, occupazione, istruzione, giovani, salute pubblica, ricerca, innovazione e tecnologia, giustizia, assicurazioni, commercio e affari esteri. In Italia ci sono ancora oltre 12 milioni di auto vecchie che non superano lo standard emissivo euro 3. Le alimentazioni a benzina e gasolio riguardano oltre 35 milioni di vetture mentre le ibride sono circa 550mila e quelle elettriche poco più di 50mila. Nel 2020 la quota di immatricolazioni di auto elettriche ed ibride è stata pari a quasi il 20% del totale. Occorre un approccio integrato in tema di sicurezza e sostenibilità. I divari territoriali – ha concluso Gualaccini – si tramutano in divari sull'incidentalità, come emerge dall'analisi del PNSS 2030. In territori più poveri le auto sono vecchie e tecnologicamente meno sicure".

(Teleborsa) 25-11-2021 19:51


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