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Fmi: lima di 2 decimi pil 2026 Eurozona a +1,1% e 2027 a +1,2%, Usa piu' resilienti

Inflazione area euro al 2,6% quest'anno, poi 2,2% nel 2027 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Washington, 14 apr - Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso le prospettive di crescita globale, con un impatto particolarmente evidente sull'Europa, mentre gli Stati Uniti mostrano una maggiore resilienza nel breve termine. Secondo le nuove stime del World Economic Outlook, la crescita mondiale, nello scenario base con una guerra di durata limitata e effetti che largamente superati per meta' anno, e' attesa al 3,1% nel 2026 e al 3,2% nel 2027, in calo rispetto alle previsioni di gennaio, con una revisione negativa di 0,2 punti percentuali per il 2026. Negli Stati Uniti, il Pil e' visto in crescita del 2,3% nel 2026 e del 2,1% nel 2027. Le stime risultano sostanzialmente stabili rispetto a gennaio, con una lieve revisione al ribasso di un decimo per il 2026 e una revisione al rialzo, sempre di un decimo, per il 2027, segnalando una tenuta dell'economia americana nonostante il contesto globale piu' incerto. Piu' marcato il peggioramento nell'area euro, dove la crescita e' ora prevista all'1,1% nel 2026 e all'1,2% nel 2027, con un taglio di 0,2 punti percentuali per entrambi gli anni rispetto alle stime di inizio anno. L'inflazione nell'area euro dovrebbe superare temporaneamente la soglia del 2% nel 2026, al 2,6%, e rimanere sopra il target nel 2027 al 2,2%. L'inflazione core dovrebbe invece crescere in maniera piu' modesta ma rimanere sopra il 2% fino al 2028.

Tra le principali economie europee, la Germania registra una revisione al ribasso significativa: il Pil e' atteso crescere dello 0,8% nel 2026 e dell'1,2% nel 2027, entrambi rivisti al ribasso di 0,3 punti. Anche la Francia subisce un peggioramento, con crescita ferma allo 0,9% sia nel 2026 che nel 2027 e revisioni negative rispettivamente di 0,1 e 0,3 punti. La Spagna, pur in rallentamento, mantiene una dinamica piu' sostenuta (2,1% nel 2026 e 1,8% nel 2027), con revisioni piu' contenute, rispettivamente di 2 e 1 decimo. Sul fronte asiatico, la Cina vede una crescita in rallentamento al 4,4% (-0,1%) nel 2026 e al 4,0% nel 2027, stima invariata rispetto a gennaio, segnalando un impatto limitato finora dello shock globale. La Russia, invece, dovrebbe crescere del 2,0% nel 2026 (+0,3% rispetto a gennaio) e del 2,1% nel 2027, (+0,1%), beneficiando anche dei rialzi del prezzo del greggio. Nel complesso, i nuovi dati evidenziano come lo shock geopolitico stia colpendo in modo disomogeneo, con l'Europa piu' esposta e gli Stati Uniti relativamente piu' solidi, mentre le economie emergenti mostrano segnali misti tra resilienza e vulnerabilita'.

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