Borse: sara' la settimana delle banche centrali, broker puntano sulla stretta Fed
Mercoledi' 16 tocca all'istituto Usa, poi a Boe e Boj (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 set - Sta per aprirsi una settimana calda sul fronte macroeconomico, con tre grandi banche centrali pronte ad annunciare le proprie decisioni di politica monetaria, che potrebbero influenzare le Borse e il mercato obbligazionario, entrambi in difficolta' nelle ultime sedute.
La Federal Reserve (mercoledi' 16 settembre), la Bank of England (giovedi' 17 settembre) e la Bank of Japan (venerdi' 18 settembre). L'appuntamento piu' atteso e' quello di mercoledi', quando il presidente della Fed, Kevin Warsh, comunichera' le scelte sul costo del denaro, con il presidente Donald Trump che continua a chiedere un taglio dei tassi. Gli analisti ritengono probabile invece che il Fomc, il braccio operativo della banca centrale Usa, alzi i tassi di 25 punti base, abbandonando il range 3,50%-3,75% in cui si trovano dal dicembre 2025. Secondo il FedWatch Tool del Cme Group, la probabilita' di un rialzo e' salita dall'70% all'85,6%, complice un'inflazione americana ancora elevata: venerdi' scorso e' emerso che ad agosto l'indice sui prezzi al consumo Usa si e' attestato al 3,4% annuo, mentre la componente core (al netto di cibo ed energia) e' risultata pari al 2,4%. Sara' fondamentale seguire la conferenza stampa di Warsh per intercettare indizi sulle future mosse entro fine anno, sebbene il banchiere centrale abbia affermato di essere restio a fornire indicazioni anticipate. Mercoledi' sara' diffuso anche il cosiddetto dot plot, ossia il grafico trimestrale con cui la Federal Reserve mappa le previsioni anonime di ciascun membro del Fomc. Lo scorso giugno, pero', lo stesso Warsh si era astenuto per coerenza con le sue idee, contrarie a diffondere previsioni.
Giovedi' i riflettori si sposteranno sulla banca centrale inglese. Le attese stimano tassi fermi al 3,75%, nonostante a luglio il pil del Regno Unito sia salito dello 0,4% e nonostante permangano pressioni inflazionistiche legate all'elevato prezzo del greggio. Venerdi' sara' invece la volta della BoJ che, secondo il consenso, dovrebbe incrementare i tassi dall'1% all'1,25%. La mossa punta a raffreddare l'inflazione (salita al 7,6% ad agosto) e a difendere la valuta nazionale, penalizzata dalle operazioni di carry trade con cui i grandi investitori si indebitano in yen per investire in dollari. A questo proposito, va ricordato che nelle scorse settimane le autorita' nipponiche hanno venduto massicciamente Treasury americani per sostenere lo yen: la voce relativa ai titoli di Stato esteri ha registrato una riduzione record di 87,8 miliardi di dollari, trascinando le riserve valutarie complessive del Giappone a 995 miliardi totali (-94,6 miliardi in un solo mese).
Sul fronte dei dati macroeconomici diffusi in settimana, lunedi' si partira' con la produzione industriale di luglio di Giappone ed Eurozona. Martedi' la Cina pubblichera' le vendite al dettaglio e la produzione industriale di agosto; nella stessa giornata usciranno le vendite al dettaglio americane e l'indice tedesco Zew sulle aspettative economiche. Mercoledi', oltre alla Fed, focus sui dati dell'inflazione di agosto in Gran Bretagna e Italia, mentre il giorno seguente sara' resa nota l'inflazione definitiva dell'intera Eurozona.
emi-.
Gli ultimi video Radiocor
(RADIOCOR) 13-09-26 15:35:37 (0338)NEWS 3 NNNN