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Wellington Management: le determinanti dei mercati obbligazionari in agosto - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 set - Cosa stiamo monitorando? Escalation delle tensioni in Medio Oriente. Stati Uniti e Iran si sono scambiati attacchi alla fine di agosto, invertendo il precedente ottimismo riguardo a una possibile svolta diplomatica e rafforzando il rischio di una rinnovata volatilita' nei mercati energetici. Nonostante segnali intermittenti di progressi diplomatici nella prima parte del mese, i negoziati relativi allo Stretto di Hormuz restano irrisolti. Sebbene inizialmente i mercati abbiano reagito positivamente alle notizie di un possibile quadro per la riapertura della via d'acqua, successivamente le discussioni si sono arenate e sono persistite le incertezze riguardo all'accesso per le navi, alla sicurezza marittima e alle sanzioni. Poiche' lo Stretto di Hormuz continua a essere di fatto chiuso, i prezzi del petrolio rimangono elevati e rafforzano i timori che le pressioni dal lato dell'offerta possano rallentare i progressi verso gli obiettivi di inflazione delle banche centrali.

Elezioni di meta' mandato negli Stati Uniti. In vista delle elezioni di meta' mandato di novembre, gli investitori si trovano ad affrontare una crescente incertezza sulla futura direzione delle politiche fiscali, commerciali, energetiche e industriali degli Stati Uniti. Sebbene siano improbabili cambiamenti sostanziali nelle priorita' strategiche, indipendentemente dall'esito, eventuali cambiamenti nella leadership del Congresso potrebbero influenzare la tempistica e l'entita' delle iniziative fiscali, delle politiche regolamentari e dei negoziati di bilancio. Considerati i deficit fiscali gia' elevati e la continua attenzione alle esigenze di finanziamento del governo, qualsiasi sviluppo politico che aumenti la spesa, riduca le entrate o contribuisca a uno stallo politico potrebbe esercitare ulteriori pressioni sui mercati dei Treasury e sui premi a termine.

Boom della spesa in conto capitale per l'AI. La rapida espansione delle infrastrutture per l'AI dipende sempre piu' dai mercati del credito pubblici e privati, poiche' la spesa in conto capitale supera la generazione di free cash flow.

Sebbene le maggiori societa' tecnologiche entrino generalmente in questo ciclo con bilanci solidi e ricavi legati all'AI in crescita, gli ingenti investimenti, le emissioni ripetute e l'incertezza sulle tempistiche di monetizzazione potrebbero incidere sulla flessibilita' finanziaria e sulle valutazioni obbligazionarie. Le nuove emissioni stanno gia' richiedendo concessioni piu' ampie in alcune aree, mentre un'offerta concentrata, in particolare sulle scadenze piu' lunghe, potrebbe determinare una rivalutazione delle obbligazioni esistenti anche in assenza di un significativo deterioramento della qualita' del credito. I rischi si estendono inoltre oltre gli hyperscaler, coinvolgendo data center, utility, produttori di semiconduttori e altri fornitori di infrastrutture. Se la domanda dovesse risultare inferiore alle elevate aspettative, gli eccessivi investimenti potrebbero tradursi in un utilizzo piu' debole, un aumento della leva finanziaria e una maggiore dispersione del credito. L'AI potrebbe rivelarsi trasformativa, ma il successo tecnologico non si tradurra' necessariamente in rendimenti interessanti per gli obbligazionisti.

E i mercati emergenti? I mercati emergenti continuano a beneficiare di fondamentali in miglioramento e, in molti casi, sotto questo profilo appaiono piu' interessanti rispetto ai loro omologhi dei mercati sviluppati. Pertanto, il principale rischio da monitorare non riguarda le politiche specifiche dei singoli Paesi, bensi' un deterioramento del contesto globale, comprese le questioni relative alla credibilita' della Fed, gli ingenti fabbisogni di finanziamento, le persistenti pressioni inflazionistiche o il mancato conseguimento, da parte degli investimenti legati all'AI, dei guadagni di produttivita' necessari a sostenere la crescita. Sebbene le economie emergenti rimangano relativamente resilienti e siano meglio posizionate rispetto a molti mercati sviluppati, la capacita' del mondo di assorbire ulteriori shock si sta riducendo, aumentando il rischio di ricadute negative nel caso in cui le condizioni finanziarie globali dovessero irrigidirsi in modo significativo.

* Investment Director di Wellington Management "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 13-09-26 14:21:59 (0284) 5 NNNN

 


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