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MUFG Bank: outlook macroeconomico per l'area euro - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 gen - Segnali incoraggianti di ripresa nell'industria tedesca Anche l'industria tedesca sta finalmente mostrando alcuni timidi segnali di ripresa. La produzione industriale e' aumentata dello 0,7% nei tre mesi fino a novembre. Gli ordini alle fabbriche hanno registrato un aumento significativo del 5,6% su base mensile, il terzo miglioramento consecutivo, con un probabile impulso dai contratti militari, man mano che l'espansione fiscale inizia a produrre effetti. Escludendo le commesse su larga scala, i nuovi ordini sono cresciuti del 2,1% su base trimestrale. Questo indica uno slancio ciclico piu' forte a cavallo dell'inizio dell'anno in senso piu' ampio, e il recente calo dei prezzi dell'energia potrebbe fornire ulteriore supporto all'attivita' industriale. Anche l'aumento del 3,2% su base mensile del traffico dei camion in Germania a dicembre rappresenta un altro segnale incoraggiante.

Il quadro resta comunque relativo. La produzione industriale tedesca e' ancora quasi il 15% al di sotto del picco del 2017 e l'indice PMI manifatturiero dell'area euro relativo ai nuovi ordini all'export e' sceso a un minimo degli ultimi 11 mesi a dicembre. Sul fronte esterno, il rafforzamento dell'euro e' destinato a rimanere un fattore di freno per gli esportatori, mentre la crescente concorrenza della Cina, dove i produttori hanno beneficiato di politiche di sostegno per salire lungo la catena del valore, e' destinata a perdurare.

Nel frattempo, le esportazioni tedesche verso gli Stati Uniti sono diminuite del 22,9% su base annua a novembre e l'impatto dei dazi potrebbe manifestarsi pienamente solo in seguito, dopo le distorsioni dovute all'anticipazione degli scambi osservate lo scorso anno. Anche la gamma di rischi geopolitici potrebbe limitare gli investimenti privati. Nel complesso, ci attendiamo una ripresa ciclica limitata dell'industria nel corso dell'anno, che lascia comunque aperti numerosi interrogativi sulla competitivita' relativa dell'Europa.

Rischi sull'inflazione ancora orientati al ribasso Nel corso del 2025 l'inflazione dell'area euro si e' dimostrata sorprendentemente ben controllata, con il tasso headline rimasto entro 0,3 punti percentuali dall'obiettivo a partire da febbraio e chiudendo l'anno al 2,0%. Tuttavia, riteniamo che il processo di disinflazione abbia ancora margine di prosecuzione nel 2026, poiche' le pressioni salariali continuano ad attenuarsi. Il graduale processo di recupero successivo allo shock inflazionistico del 2021-22 e' sostanzialmente completato e una piu' ampia adozione dell'intelligenza artificiale potrebbe inoltre esercitare un effetto di contenimento sulla crescita dei salari. Nel nostro scenario centrale, prevediamo un'inflazione media dell'1,7% quest'anno, un livello destinato a sostenere la crescita del reddito reale delle famiglie in un contesto di mercato del lavoro solido.

La BCE ha chiaramente affermato di non avere intenzione di modificare l'attuale orientamento di politica monetaria. Ha motivo di essere soddisfatta: l'inflazione e' perfettamente in linea con l'obiettivo e il tasso sui depositi, al 2,00%, rientra nella stima di livello neutrale della BCE. Abbiamo abbandonato la nostra previsione di un ulteriore allentamento nel corso di quest'anno dopo la comunicazione dell'ultima riunione di politica monetaria e alla luce di una dinamica di crescita superiore alle attese, ma continuiamo a ritenere che nel 2026 un taglio dei tassi sia piu' probabile di un rialzo.

In un contesto di inflazione dei servizi persistente, crescita stabile e mercato del lavoro resiliente, la BCE probabilmente tollerera' un certo undershooting dell'inflazione nel corso di quest'anno. Tuttavia, le proiezioni piu' recenti mostrano gia' un'inflazione headline inferiore al 2% su gran parte dell'orizzonte temporale e sussistono rischi significativi al ribasso legati al rafforzamento del cambio, al calo dei prezzi dell'energia e agli effetti di deviazione dei flussi commerciali. Un periodo prolungato di inflazione intorno all'1,5%, ad esempio, rappresenterebbe certamente una sfida in termini di comunicazione e potrebbe mettere alla prova la determinazione dei responsabili di politica monetaria. In tale scenario, riteniamo plausibile un aggiustamento della politica monetaria verso il basso fino all'1,75% (ancora all'interno dell'intervallo di neutralita' stimato dalla BCE), a condizione che vi siano progressi sulle pressioni inflazionistiche di fondo e che la crescita economica non superi il potenziale.

Rumore geopolitico, stabilita' macroeconomica Nel complesso, il nostro scenario centrale e' piuttosto lineare: crescita prossima al potenziale, politica monetaria neutrale, inflazione leggermente inferiore all'obiettivo. E' una narrazione sorprendentemente semplice ed esistono numerosi e evidenti rischi geopolitici che potrebbero cambiare la situazione. L'incertezza sui dazi, ad esempio, potrebbe riemergere a seguito della contestazione legale interna dell'attuale quadro normativo. Piu' in generale, ci chiediamo se l'amministrazione statunitense possa essere stata incoraggiata dal successo iniziale di recenti interventi in politica estera e se l'avvicinarsi delle elezioni di mid-term possa incentivare ulteriori cambiamenti di indirizzo politico. Sul fronte interno, l'incertezza politica in Francia potrebbe incidere sempre piu' sul sentiment, man mano che le elezioni presidenziali del prossimo anno si avvicinano.

Per il momento, tuttavia, la volatilita' geopolitica si contrappone a una relativa stabilita' macroeconomica (e di fatto dei mercati). Dato il grado di slancio con cui e' iniziato l'anno e la gamma di fattori fondamentali di sostegno, il nostro scenario di base continua a prevedere che la crescita dell'area euro mostrera' un moderato miglioramento nel corso dell'anno.

*Senior Europe Economist di MUFG Bank "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".

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(RADIOCOR) 18-01-26 13:07:59 (0246) 5 NNNN

 


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