Kairos Partners SGR: la trasformazione alchemica dell'oro, da bene rifugio ad asset speculativo? - PAROLA AL MERCATO
di Mario Unali * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 feb - Nei portafogli dei risparmiatori, cosi' come in quelli degli investitori professionali, l'oro ha da sempre svolto la funzione di proteggere il capitale investito dalla volatilita' di breve termine e da eventi avversi quali un improvviso aumento dell'inflazione o, peggio, una crisi finanziaria sistemica.
Nel 2008, annus horribilis per i mercati, l'oro si apprezzo' di oltre il 5%; in un 2022 piagato dall'inflazione le perdite dell'oro furono inferiori all'1%. Chi costruisce portafogli accetta, pur con qualche ritrosia, un investimento come il lingotto, che, se non assicura cedole ne' dividendi, e' capace di resistere alle intemperie quando le nuvole si addensano sui mercati.
Noto come il bene rifugio per eccellenza, negli ultimi anni l'oro ha tuttavia offerto rendimenti assai elevati pur in un contesto di crescita economica vigorosa e di valutazioni azionarie in continua espansione. Cio' e' dovuto a una serie di fattori concomitanti: banche centrali asiatiche in cerca di diversificazione dal dollaro statunitense, investitori attirati da beni capaci di conservare il valore in un contesto di svalutazione della moneta fiat, debolezza del dollaro che aiuta le quotazioni dei metalli, preziosi e industriali. Il rendimento annualizzato dell'oro da inizio 2023 a fine gennaio 2026 e' stato superiore al 38%.
Ritorni cosi' allettanti hanno gradualmente e inevitabilmente attirato una platea diversa da quella descritta in apertura: non piu' investitori tradizionali alla ricerca di protezione nel medio periodo, ma speculatori, spesso poco sofisticati, a caccia di rendimenti facili nel breve termine. L'oro 'finanziario' diventa sempre piu' importante rispetto a quello reale, le fluttuazioni giornaliere sempre piu' ampie: le caratteristiche difensive dell'oro vanno gradualmente scomparendo e lasciano spazio a quelle tipiche di strumenti speculativi. Un dato: tra fine gennaio e inizio febbraio 2026 la volatilita' dell'oro ha superato quella storica del Bitcoin, una criptovaluta dal profilo assai piu' rischioso.
Conseguenza di questo 'cambio di identita'' dell'oro e' un aumento della volatilita' e del rischio complessivo dei portafogli investiti. La componente legata ai metalli preziosi non e' piu' difensiva ma assimilabile ormai a classi di attivi pro-cicliche come l'azionario o le materie prime industriali. Come per qualsiasi altro bene, quando l'euforia e il posizionamento del mercato si fanno estremi le caratteristiche fondamentali dell'asset perdono la loro capacita' di spiegarne le quotazioni, il prezzo sale fino a divergere in misura straordinaria dal valore e, per colmare questo gap, occorre attendere storni che saranno a loro volta di portata storica. Il tonfo dell'oro del 30 gennaio scorso e' stato il peggiore dal 2013 a oggi.
Che si tratti di un fenomeno temporaneo o strutturale, esso mostra in ogni caso la necessita' di operare con un approccio piu' attivo che in passato sui portafogli, e di valutare con attenzione il profilo di rischio di ciascuna classe di attivi. Quanto all'oro, gli investitori dovrebbero riconsiderarlo criticamente alla luce del suo nuovo profilo di volatilita', resistendo alla tentazione di acquistare ulteriore esposizione - e' il caso di dirlo - a peso d'oro.
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(RADIOCOR) 15-02-26 15:34:35 (0361) 5 NNNN