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Invesco: prospettive sui tassi di interesse - PAROLA AL MERCATO

di Rob Waldner* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 07 set - Stati Uniti: Neutrale Manteniamo una posizione neutrale sui tassi di interesse statunitensi. Il mercato obbligazionario sta attualmente scontando circa due rialzi dei tassi da parte della Fed nel corso del prossimo anno, mentre noi prevediamo che i tassi di riferimento rimangano invariati, alla luce dell'allentamento delle pressioni inflazionistiche e di una crescita economica in linea con il trend. In circostanze normali, le attuali valutazioni di mercato fornirebbero un premio di rischio sufficiente a giustificare una posizione a lunga duration.

Tuttavia, gli elevati rischi geopolitici e l'incertezza scoraggiano l'adozione di una visione piu' direzionale. Data l'incertezza sia sugli esiti economici che su quelli geopolitici, riteniamo che il bilancio dei rischi sia sostanzialmente in equilibrio e, pertanto, restiamo neutrali sui tassi a piu' lungo termine.

Europa: Neutrale La BCE ha dato la risposta piu' restrittiva tra le principali banche centrali all'aumento dei prezzi dell'energia a seguito del conflitto tra Stati Uniti e Iran. L'ultima riunione della BCE ha confermato che un rialzo dei tassi a settembre e' probabile, e il mercato sta ora scontando un ulteriore premio di rischio legato a un'ulteriore stretta monetaria. A nostro avviso, i rendimenti cominciano ad apparire interessanti, con un elevato sconto dei rialzi dei tassi e un premio a lungo termine piu' elevato. Tuttavia, per il momento manteniamo una posizione neutrale, data la preoccupazione della BCE che ripetuti shock negativi dal lato dell'offerta, combinati a una debole crescita della produttivita', possano mantenere l'inflazione al di sopra dell'obiettivo per un periodo piu' lungo. L'aumento dei prezzi dell'energia richiedera' probabilmente misure di sostegno fiscale da parte dei governi dell'eurozona e si sono intensificate le richieste di maggiori spese per la difesa e per la transizione energetica - tutti fattori che probabilmente aumenterebbero i premi di rischio delle obbligazioni a lungo termine.

Cina: Sovrappesato Rimaniamo ottimisti sui titoli di Stato cinesi onshore e prevediamo che nei prossimi mesi registreranno una performance superiore a quella dei loro omologhi dei mercati sviluppati. Le politiche macroeconomiche di sostegno, la domanda interna relativamente modesta e la forte crescita delle esportazioni dovrebbero contribuire alla domanda di titoli di Stato centrali. La banca centrale ha avviato operazioni di reverse repo overnight alla fine di giugno e ha sottolineato che la crescita dei prestiti dovrebbe essere di entita' minore ma di qualita' superiore. Riteniamo che le condizioni finanziarie complessive debbano essere valutate sulla base della combinazione tra prestiti ed emissioni obbligazionarie. La prossima riunione del Politburo sara' probabilmente seguita con grande attenzione per comprendere l'orientamento della politica macroeconomica del Paese nella seconda meta' del 2026.

Giappone: Sottopesato I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi (JGB) a 10 anni hanno raggiunto il massimo storico del 2,90% all'inizio di luglio, riflettendo i timori del mercato riguardo a un ulteriore allentamento fiscale dopo che il governo Takaichi ha annunciato un programma di investimenti quindicennale da 370 mila miliardi di yen, mirato a 17 settori industriali strategici, tra cui l'intelligenza artificiale. Stimiamo che il programma potrebbe contribuire alla crescita annuale del PIL in misura compresa tra lo 0,5% e l'1,5%. Inoltre, l'indagine Tankan del secondo trimestre e i dati salariali hanno indicato prospettive positive per la futura crescita economica.

La combinazione di un solido slancio di crescita, un'inflazione persistente e il continuo allentamento fiscale dovrebbe mantenere elevati i rendimenti dei JGB, spinti dalle aspettative di ulteriori aumenti dei tassi da parte della Banca del Giappone (BoJ) e dai timori relativi a un aumento dell'offerta obbligazionaria. I rendimenti hanno recuperato circa la meta' del rialzo registrato all'inizio di luglio dopo che il governo ha annunciato che il Fondo Pensione Governativo del Giappone (GPIF) avrebbe dovuto aumentare la propria allocazione in attivita' giapponesi, compresi i titoli di Stato giapponesi (JGB).

Sebbene l'aumento degli investimenti del GPIF possa fornire un sostegno a lungo termine, qualsiasi cambiamento nell'asset allocazione sara' probabilmente graduale, con modifiche improbabili prima di aprile 2027. La domanda del GPIF potrebbe contribuire a limitare ulteriori aumenti dei rendimenti a lungo termine, ma difficilmente impedira' ulteriori rialzi sui rendimenti a breve termine, dove i rendimenti continueranno probabilmente a essere trainati dalle aspettative di inasprimento da parte della BoJ. Il bilancio dei rischi sembra orientato verso un ciclo di rialzi dei tassi piu' rapido e sostenuto rispetto a quanto attualmente scontato dal mercato, poiche' la debolezza dello yen, il miglioramento della crescita e l'aumento dei prezzi e dei salari sostengono un'ulteriore normalizzazione della politica monetaria.

*Head of IFI Strategy and Macro Research di Invesco.

Red-

(RADIOCOR) 07-09-26 12:37:45 (0256) 5 NNNN

 


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