Invesco: Giappone e Usa al centro della volatilita', ma il ciclo non si rompe - PAROLA AL MERCATO
di Luca Simoncelli* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 feb - I dati macroeconomici pubblicati nelle ultime settimane battono in maniera sempre piu' consistente le aspettative del mercato e questo continua a rafforzare un contesto ciclico positivo a livello globale. I segnali di tenuta arrivano da un range ampio di economie sia in mercati sviluppati che emergenti; consumi, esportazioni, investimenti fissi e attivita' delle imprese si allineano con un quadro economico sempre piu' resiliente ed una fase di espansione per l'attivita' economica globale. Questi elementi fondamentali sono sottostanti la capacita' dei mercati di navigare l'elevata volatilita' in arrivo da yen e JGB in Giappone, dai metalli industriali e preziosi, dalle quotazioni del comparto dei software o dalla rotazione in uscita dal fattore momentum negli Stati Uniti.
Con il rimbalzo di venerdi', le quotazioni di S&P 500 e EuroStoxx sono infatti tornate in vicinanze dei massimi storici. Per quanto portatori di volatilita', i movimenti sotto la superficie dei mercati azionari appaiono come una serie di correzioni piuttosto mirate ad alcuni dei segmenti piu' surriscaldati del mercato, e non un processo sistemico di riduzione indiscriminata delle posizioni degli investitori o di un movimento di de-risking allargato.
La correzione di elementi di iper-comprato su metalli preziosi, tecnologia e titoli momentum, ha avuto infatti un limitato contagio su altre asset class. I fattori che piu' dobbiamo monitorare in questo mercato sono quelli legati ad un possibile contagio legato al rischio di rialzo nella volatilita' sui tassi d'interesse a lunga scadenza e di allargamento negli spread di credito, entrambe sembrano oggi in grado di assorbire la volatilita'.
La stagione delle trimestrali negli Stati Uniti sta portando sorprese positive nella crescita degli utili; tuttavia, il ritmo delle revisioni al rialzo nelle previsioni degli analisti si sta riducendo ed il margine di errore per il settore tecnologico si assottiglia. Le aziende al cuore del AI stanno battendo le attese ma il livello di investimenti in conto capitale continua a generare incertezza nei modelli di stima degli analisti. L'industria del software affronta la competizione di piattaforme AI integrate che offrono il 'sofware as a service', cioe' un'ampia gamma di software creati su misura e disponibili su un'unica piattaforma.
Un tema di cautela per il contesto macroeconomico, e ormai da qualche mese, e' il mercato del lavoro americano. La settimana scorsa alcuni dati provenienti dal settore privato hanno confermato una fase di stallo per le nuove assunzioni e questa settimana avremo la pubblicazione dei dati relativi al mese di gennaio. Le attese degli economisti sono per la creazione di piu' di 70 mila nuovi posti di lavoro ed un tasso di disoccupazione stabile al 4.4%. Oltre alla pubblicazione dei dati saranno rese note le revisioni ufficiali per i mesi precedenti, il mercato ha gia' incorporato una revisione negativa al numero di occupati; l'incertezza sul mercato del lavoro non ha infatti inciso su un ulteriore upgrade alle previsioni di crescita del PIL americano per l'anno in corso. Inoltre, il dibattito sulle implicazioni del passaggio di consegne alla Fed appare sempre piu' incentrato sulla gestione di un possibile restringimento del bilancio Fed, mentre sul fronte dei tassi d'interesse il mercato e' sempre piu' convinto che la Fed a guida Warsh andra' a tagliare i tassi gia' nel mese di giugno.
*Investment Strategist di Invesco.
Red-
(RADIOCOR) 15-02-26 13:28:43 (0261) 5 NNNN