Ing: come affrontare le tensioni geopolitiche? - PAROLA AL MERCATO
di Simon Wiersma * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 gen - L'anno e' appena iniziato, ma e' gia' chiaro che anche nel 2026 la geopolitica tornera' a lasciare il segno sui mercati finanziari. Come dovrebbe reagire un investitore? Siamo solo a due settimane dall'inizio del 2026 e il presidente Trump ha gia' invaso il Venezuela, minaccia di fare lo stesso con la Colombia e la Groenlandia e afferma di 'tenere sotto osservazione' anche la situazione in Iran.
Negli Stati Uniti Trump continua a generare turbolenze, con la convocazione in giudizio del presidente della banca centrale, Jerome Powell, che rappresenta l'episodio piu' recente e controverso. Nel frattempo, la guerra in Ucraina prosegue e la Cina aumenta la pressione su Taiwan. In sintesi, le tensioni geopolitiche non sono state cosi' elevate da anni.
Gli investitori non sono (ancora) nervosi Gli investitori tendono a diventare piu' cauti quando aumenta l'incertezza geopolitica, soprattutto se cresce il rischio di escalation. Per il momento non siamo in questa fase. I mercati si sono in larga parte abituati alle esternazioni di Trump e non prendono alla lettera ogni sua dichiarazione. Sia l'indice S&P 500 sia lo Stoxx Europe 600 hanno toccato nuovi massimi storici questa settimana. Non si osserva alcuna tendenza di tipo 'Sell America'. Il rendimento del Treasury a 10 anni e' rimasto complessivamente stabile e il dollaro si e' addirittura leggermente rafforzato.
Il prezzo del petrolio e' salito di circa il 7% in una settimana, reagendo alle tensioni in Iran. Si tratta tuttavia in larga misura di un movimento speculativo: non vi e' alcuna prospettiva concreta di carenze di offerta, neppure in caso di un'ulteriore escalation della situazione iraniana. Tra gli investimenti che beneficiano di una 'fuga verso la qualita'' figurano i metalli preziosi, come oro e argento, anche se le forti oscillazioni - in particolare dell'argento - indicano una presenza significativa di speculazione.
E' opportuno tenere conto del rischio geopolitico? In fasi di elevata tensione, un investitore puo' orientarsi verso beni rifugio come l'oro o coprirsi dal rischio di un aumento del prezzo del petrolio. Oggi queste strategie sono facilmente implementabili tramite ETF. E' tuttavia importante essere consapevoli che la speculazione e' diffusa e che i prezzi possono risultare altamente volatili. All'Ing Investment Office non adottiamo strategie di copertura mirate esclusivamente al rischio geopolitico. Tali rischi, purtroppo, sono sempre esistiti e la loro evoluzione e' difficile da prevedere. Includiamo pero' gli sviluppi geopolitici attuali nelle nostre prospettive di investimento e negli scenari di breve-medio termine, nella misura in cui abbiano un impatto diretto sull'economia, sulle aziende o sui singoli settori.
La spesa pubblica sostiene la crescita economica Il mutato contesto geopolitico sta determinando cambiamenti strutturali. Il lungo periodo di globalizzazione ha lasciato spazio a una tendenza verso la de-globalizzazione. I dazi sulle importazioni statunitensi e le restrizioni alle esportazioni hanno, in teoria, un effetto negativo sulla crescita economica globale. Le catene di fornitura stanno diventando meno globali e piu' localizzate, con un conseguente aumento dei costi per le imprese. Finora, tuttavia, l'impatto sulla crescita (degli utili) e' stato contenuto. Le aziende sono riuscite a trasferire i maggiori costi o adeguare le proprie supply chain. Inoltre, la spesa pubblica e' in aumento. Un esempio significativo e' rappresentato dall'Europa, dove dopo decenni di politiche di austerita' i Paesi stanno investendo massicciamente in difesa e infrastrutture. Tali investimenti avranno un effetto positivo sulla crescita economica.
Questo incremento degli investimenti comporta pero' anche un aumento dei tassi di interesse: i bilanci pubblici sono sotto pressione e gli investitori richiedono una remunerazione piu' elevata per finanziare il debito pubblico. Tassi di interesse piu' alti possono rallentare la crescita economica.
Prevediamo un moderato aumento dei tassi in Europa nei prossimi anni.
Niente panico: attendere le opportunita' L'aumento dell'incertezza geopolitica puo' generare preoccupazione tra gli investitori e riflettersi in una maggiore volatilita' dei mercati finanziari. Tuttavia, la storia insegna che la nervosita' dei mercati tende generalmente a rientrare rapidamente dopo una crisi. Uscire dal mercato a ogni riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche avrebbe significato rinunciare a rendimenti interessanti. E' quindi fondamentale mantenere la calma e concentrarsi sul lungo periodo e sui fondamentali: crescita economica e profitti aziendali. Finche' questi restano solidi, ogni fase di correzione rappresenta un'opportunita' di acquisto.
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(RADIOCOR) 18-01-26 15:15:53 (0335) 5 NNNN