Gam: sovraperformance dei mercati emergenti, solo l'inizio - PAROLA AL MERCATO -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 gen - 5. Visione positiva sulla Cina La capacita' e la volonta' della Cina di sostenere la crescita rimangono intatte, nonostante le difficolta' nel settore immobiliare e la possibilita' di nuovi dazi. La politica coordinata tra monetaria, fiscale, immobiliare e di sostegno ai mercati azionari non ha precedenti e posiziona le azioni domestiche come pilastro della strategia di crescita.
Cio' e' ulteriormente sostenuto da una campagna pluriennale contro l'involuzione in un'ampia gamma di settori per affrontare le continue pressioni deflazionistiche della Cina.
6. Il vento favorevole dell'IA La rivoluzione dell'intelligenza artificiale e' una questione di spese in conto capitale. Si prevede che gli investimenti globali nelle infrastrutture di intelligenza artificiale raggiungeranno quasi 1.000 miliardi di dollari entro il 2030, con gran parte della spesa destinata ai semiconduttori. I mercati emergenti sono i principali fornitori e l'industria dei semiconduttori sta affrontando difficolta' di approvvigionamento che dovrebbero favorire un ulteriore aumento dei prezzi: TSMC, Samsung e Hynix dominano la produzione di chip.
Un contesto globale in evoluzione I dazi statunitensi piu' elevati del previsto potrebbero pesare sul commercio internazionale e rallentare la crescita dei mercati sviluppati (DM), rafforzando il ruolo dei mercati emergenti come ancora di stabilita' in un ordine globale in evoluzione. In un mondo caratterizzato dal deprezzamento del dollaro e dai cambiamenti geopolitici, i mercati emergenti offrono una crescita macroeconomica piu' forte e finanze pubbliche meno sotto pressione. Le valutazioni rimangono interessanti: le azioni dei mercati emergenti sono scambiate a un P/E forward di appena 14 volte per il 2026, storicamente basso e sottovalutato. Dopo anni di deflussi, l'interesse degli investitori sta tornando, creando spazio per un'espansione multipla.
I motivi per un rialzo dei rating Negli ultimi due decenni, i mercati emergenti hanno subito una profonda trasformazione. La composizione settoriale e' cambiata radicalmente: quello che un tempo era dominato dai settori industriale, dei materiali e dell'energia ora rispecchia i mercati sviluppati, con la tecnologia, la finanza e i beni di consumo discrezionali che occupano il centro della scena, rappresentando insieme il 62% contro solo il 54% dell'indice MSCI World. Oggi, il peso del 27% del settore tecnologico e' simile a quello dell'MSCI World, riflettendo l'ascesa delle industrie ad alto valore aggiunto.
I principali attori globali nel settore dei semiconduttori, delle memorie e delle batterie hanno ora sede in Asia - Taiwan, Corea e oltre - ponendo i mercati emergenti al centro di temi di crescita strutturale come l'intelligenza artificiale e la transizione energetica.
Questa evoluzione sottolinea un punto fondamentale: i mercati emergenti non sono piu' quelli ciclici e guidati dalle materie prime del passato. Sono piu' forti, piu' diversificati e sempre piu' investment grade. In un mondo in cui la crescita globale e' scarsa, i paesi in grado di garantire una crescita sostenibile dovrebbero godere di un premio, non di uno sconto. Il persistente divario di valutazione tra i mercati emergenti e quelli sviluppati e' quindi ingiustificato e, a nostro avviso, dovrebbe ridursi in modo significativo. I fondamentali ora rivaleggiano con quelli dei mercati sviluppati, offrendo al contempo prospettive di crescita superiori, il che crea un caso convincente per una rivalutazione delle valutazioni dei mercati emergenti.
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(RADIOCOR) 17-01-26 12:45:19 (0279) 5 NNNN