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Candriam: portafogli di inverno, non solo Tech, diversificare con Healthcare e Credito - PAROLA AL MERCATO

di Nadege Dufosse* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 gen - I driver che stanno spingendo il ciclo attuale restano solidi. Al tempo stesso il contesto macroeconomico generale e' positivo. Siamo costruttivi sull'azionario, dove manteniamo un'allocazione regionale diversificata. Per la prima volta dopo molti anni, la storia dei mercati azionari mondiali non riguarda piu' esclusivamente l'eccezionalita' degli Stati Uniti, anche se l'America rimane il leader indiscusso nell'innovazione tecnologica. La dispersione delle valutazioni tra le diverse regioni e i diversi settori e' notevole e offre buone prospettive per un'allocazione attiva. I titoli USA sono scambiati con un premio, ma cio' e' giustificato dagli utili tech. L'Europa offre valutazioni interessanti e la prospettiva di una ripresa guidata dagli investimenti.

Continuiamo a mantenere un sovrappeso strutturale sul Giappone, supportato da riforme aziendali sostenute, dal miglioramento della governance, da un aumento del ROE e da un forte slancio dei buyback. I mercati emergenti, in particolare quelli asiatici, beneficiano di valutazioni piu' basse, dell'indebolimento del dollaro e della loro integrazione nella supply chain dell'AI.

I mercati si stanno spostando gradualmente da un contesto a guida macro verso uno a orientamento micro, in cui il posizionamento settoriale, l'esposizione tematica e la selezione titoli sono piu' importanti dei bias regionali. Il superciclo delle spese in conto capitale basato sull'IA resta il nostro tema azionario centrale ed e' ancora gli inizi. Gli hyperscaler statunitensi continuano ad aumentare i budget di investimento, con una crescita delle spese in conto capitale superiore al 25-30% nel 2025-2026. Le valutazioni sono elevate ma ancorate alla crescita degli utili piuttosto che a un'espansione speculativa dei multipli. Siamo anche esposti al tech cinese, che offre un punto di ingresso piu' conveniente e che vede rapidi progressi nei semiconduttori, nei modelli di intelligenza artificiale e nelle infrastrutture energetiche. La Cina ha un ritardo di circa 18 mesi rispetto agli Stati Uniti, ma sta colmando rapidamente il divario, il che la rende un prezioso elemento di diversificazione. L'approccio cinese all'intelligenza artificiale e' piu' pragmatico, in quanto l'AI e' trattata come una tecnologia abilitante, incorporata in una strategia industriale piu' ampia - veicoli elettrici, batterie, energia pulita, robotica e produzione avanzata - dove dimostra gia' una leadership globale.

*CFA, Global Head of Multi-Asset di Candriam.

Red-

(RADIOCOR) 18-01-26 15:55:50 (0374) 5 NNNN

 


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